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— In quanto al da
Dalla soglia, dove il caporale indugiava, prove
Ma… è ingiusto! E avrebbe perso una buona fetta del tempo in cui poteva ancora approfittare dell'esperienza di Ahn… — Il da
Il generale Metzov lo gratificò di un'occhiata gelida. — Farà sei ore di manutenzione al giorno, alfiere Vorkosigan.
Fra i denti, come tirandosi fuori le parole con le pinze, Miles disse: — Non avrei il privilegio d'essere qui a colloquio con lei se mi fossi lasciato congelare, signore.
Un lungo silenzio, pesante, e uno sguardo che avrebbe potuto essere rivolto ai resti di un animale disseccati dal sole estivo su una strada.
— Può andare, alfiere — disse infine il generale Metzov. I suoi occhi erano fessure scintillanti.
Miles salutò, fece dietrofront e marciò fuori dall'ufficio, rigido e impettito come a una parata. Il sangue gli pulsava negli orecchi. A testa alta oltrepassò il caporale, che fingeva di dedicare la sua attenzione al funzionamento di una fotocopiatrice; chiuse la porta con la massima cura e poi fece risuonare i suoi passi nel corridoio al pianterreno dell'edificio dell'amministrazione.
Quando fu all'esterno imprecò dentro di sé, poi a voce alta. Una cosa era certa: doveva imparare a coltivare atteggiamenti più rispettosi verso gli ufficiali anziani. Alla radice del problema c'era, lo sapeva, l'ambiente in cui era stato allevato; troppi a
E tuttavia… Cosa c'è che non va in questo Metzov? Lui aveva conosciuto militari d'ogni genere e con le più diverse tendenze politiche. Per la maggior parte erano ottimi ufficiali, finché gli si dava la possibilità di tener separato il dovere dalla politica. Come partito, i militari legati ai conservatori di destra erano pian piano usciti di scena dopo l'eliminazione — fucilazione, in qualche caso — degli ufficiali responsabili della disastrosa invasione di Escobar, vent'a
Dunque era stato qualche sottile odore politico emanato da Metzov a fargli rizzare il pelo? No, si disse, questo no. Un uomo dotato di un minimo di sottigliezza politica avrebbe cercato di usarlo, non di schiacciarlo. O a irritarmi è stato questo provvedimento disciplinare umiliante, i servizi di manutenzione? Non era necessario essere un estremista politico per cedere alla tentazione, se capitava di poter mettere un Vor a cambiare i filtri delle latrine. O magari Metzov aveva qualche vecchia ferita lasciatagli da un arrogante Lord Vor. La politica, i rapporti sociali, la discendenza… le possibilità erano infinite.
Miles scrollò via quelle scariche elettrostatiche dalla mente; andò a mettersi la tuta da fatica e poi cercò il reparto ingegneria della Base. Per il momento, volente o nolente, era in acque più profonde della sua motopulce. Ma doveva soltanto limitarsi a evitare il più possibile Metzov. E se Ahn era stato capace di farlo per quindici a
Il tenente Bo
— Provi qui, signore — suggerì Miles, cercando di stimare angoli e distanze che aveva visto solo nella penombra crepuscolare. Gli indicò il punto. — Credo che dovrà andare giù almeno un paio di metri.
Il tenente Bo
Tutt'altro che stupito, Bo
— Cosa pensa che sia, signore? — domandò Miles.
— Ghiaccio — grugnì Bo
Miles saggiò la consistenza del terreno con un tacco. Umido, ma solido. Più o meno come quando ci si era accampato sopra.
Bo
— Sì… me ne sono accorto.
— Mi dia una mano — ordinò laconicamente Bo
— Freddo? — chiese Bo
— Faccio finta di non sentirlo.
— Bene. Ci si abitui. — Bo
Anche Miles non aveva difficoltà a immaginarla, dopo aver conosciuto Metzov. — Sì, signore — disse, rispettosamente.
Tirarono fuori la sonda, sporcandosi i guanti di melma mista a schegge di ghiaccio. Bo