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— Sì, ma questa era la cantina delle vecchie vecchie scuderie. Non le scuderie di Dorca: quelle del suo prozio. Ci teneva più di trecento cavalli. Morirono tutti in un incendio spettacolare, circa duecento a
— Riposi in pace. Il mio ultimo spero di tirarlo molto lontano da qui — mormorò Cordelia.
— Ci sono due uscite. Il vero rischio comincerà quando saremo di sopra — disse Droushnakovi.
Sì, erano ancora in tempo a ripensarci e tornare indietro, e pochi avrebbero potuto dar loro torto. Perché questi due mi ha
— Qui — disse Droushnakovi, illuminando una pila di cassette di legno e scatole d’acciaio. — I rifornimenti di Ezar. Armi, vestiti e denaro contante. Ci sono anche documenti falsi, le chiavi di un appartamento in periferia e altre cose. L’a
I tre si tolsero gli indumenti bagnati e inzaccherati. Drou tirò fuori da uno scatolone degli abiti da do
— Non vorrai sparare con quella in un locale chiuso? — si stupì Drou. Con il riverbero del plasma c’era poco da scherzare.
Bothari scrollò le spalle. — Non si sa mai.
Dopo un momento Cordelia decise di appendersi alla cintura anche il bastone-spada. Non era un’arma per lei, ma s’era dimostrato un utensile utile e aveva la sensazione che le portasse fortuna. Poi, dal fondo della sua borsa da viaggio, tirò fuori quella che poteva essere la loro arma migliore.
— Una scarpa? — si stupì Droushnakovi.
— La scarpa di Gregor. Per quando prenderemo contatto con Kareen. Scommetto che ha tenuto l’altra. — Cordelia se la ficcò in una tasca del bolero ricamato che le dava l’aspetto di una dipendente di rango un po’ superiore alla comune servitù.
Quando i loro preparativi furono finiti, Drou li condusse in un passaggio stretto e lungo. — Ora siamo sotto l’angolo nord della Residenza — disse, fermandosi in un anfratto. — Saliremo per questa scala a pioli. È stata montata nell’intercapedine fra due muri; non c’è molto spazio.
Quell’affermazione si rivelò fin troppo esatta. Cordelia si tirò su dietro di lei in silenzio, attenta a non sbattere ginocchi e gomiti contro le pareti. I pioli erano, naturalmente, di legno. La sua mente era rallentata dalla stanchezza ed eccitata dall’adrenalina; si sforzò di cercare una via di mezzo. Portare il simulatore uterino giù per quella scaletta sarebbe stato difficile. Pensa in modo positivo, si rimproverò. Poi stabilì che quello era un pensiero positivo. Perché sto strisciando in questo budello come un topo? Potrei essere a Base Tanery, a letto con Aral, e lasciare che questi barrayarani si ammazzino fra loro finché vogliono, se non ha
Le sembrava di aver salito almeno quattro piani allorché, sopra di lei, Drou si spostò su una piattaforma laterale non più larga di una trentina di centimetri. Quando Cordelia la raggiunse la ragazza si mise un dito sulle labbra e le acce
Quella in cui stavano guardando era la camera da letto del vecchio Imperatore. Si aspettavano che fosse vuota, ma non era così. E la bocca di Drou si aprì in un muto O di sbalordito orrore.
Il massiccio letto matrimoniale a baldacchino, quello stesso in cui Ezar Vorbarra aveva ceduto l’anima a Dio, era occupato. Una lampadina da notte, chiusa in un paralume di seta, spandeva morbida luce rosa sui corpi nudi di due persone addormentate. Anche se in quella posa lo vedeva male e di schiena Cordelia riconobbe subito il profilo baffuto di Vidal Vordarian. Occupava per sé i quattro quinti del letto, con un braccio possessivamente allargato sui seni della Principessa Kareen. Distesa sul bordo del materasso, a rischio di cadere, la giovane do
Be’, Kareen l’abbiamo trovata, ma c’è un intoppo. Cordelia scacciò l’impulso di sparare a Vordarian nel so
— Si è venduta a lui! — ansimò la ragazza, con voce incrinata dalla sofferenza e dal disgusto.
— Se sai dirmi con quali argomenti una do
— Ma se solo avessimo agito prima, io avrei… noi avremmo potuto salvarla.
— Questo siamo ancora in tempo a farlo.
— No! Ormai si è venduta, anima e corpo!
— Si può mentire nel so
— Dovremo passare per corridoi più sorvegliati — disse Drou.
— Non abbiamo scelta. Se aspettiamo ancora, la servitù comincerà ad alzarsi e bisognerà uccidere qualcuno.
— I cuochi e i fornai sono già al lavoro. — Drou sospirò. — Certe volte, a quest’ora, io scendevo a prendere il caffè con loro.
Ahimè, una squadra di incursori non poteva passare in cucina per un caffè caldo prima d’iniziare il raid. E di nuovo la domanda: andare avanti o rinunciare? Era il coraggio, pensò Cordelia, o la stupidità a spingerla? Il coraggio non poteva essere; aveva un vuoto allo stomaco. E in bocca lo stesso sapore amaro di prima di ogni scontro, durante la guerra di Escobar. Riconoscere una sensazione familiare non la aiutava affatto. Se io non agisco, mio figlio morirà. Avrebbe dovuto farcela anche senza il coraggio. — Muoviamoci ora — decise. — Non ci sarà un momento migliore più tardi.