Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 80 из 96

Lei scosse il capo. — Credo d’aver scelto il mestiere sbagliato.

— Forse. O forse no. Pensa che mostruosità sarebbe un esercito di soldati come Bothari. Ogni pubblico ufficiale al servizio di una comunità, poliziotto o soldato o agente segreto, può trovarsi a dover fare delle malvagità… ciecamente, per cause che sfuggono al controllo di chiunque, e tuttavia non per questo deve essere un malvagio. Può fare quel che è necessario, e non di più. Può mettere in discussione le premesse su cui agisce, e così tenersi lontano dall’abisso dell’atrocità.

— Come quel tenente, quando ha proposto al colo

— Sì. O anche come il colo

Droushnakovi teneva gli occhi bassi, accigliata.

— Kou è convinto che tu ce l’abbia con lui — disse Cordelia.

— Kou? — La ragazza sbatté le palpebre. — Cosa le ha detto?

Cordelia sorrise. — Be’, è proprio da Kou. Cioè, immaginare che il malumore dipinto sulla tua faccia dipenda esclusivamente da lui. — Il suo sorriso svanì. — Lo lasceremo qui con Lady Vorpatril, e poi porterà via madre e figlio, da solo. Dovremo separarci non appena lei sarà in grado di camminare.

Drou si mostrò preoccupata. — Sarà dura. Quelli di Vordarian sta

Già, c’era ancora un Lord Vorpatril a turbare i calcoli genealogici di Vordarian, no? Insano sistema, grazie a cui un neonato inerme appariva una minaccia mortale a un uomo potente. — Non ci sarà sicurezza per nessuno finché questa sporca guerra durerà. Dimmi una cosa: sei ancora i

— Io… sono legata a lui, ora. Non so se riesco a spiegarlo, ma… gli ho dato la mia verginità. Chi altro mi vorrebbe? Avrei vergogna soltanto a…

— Dimentica la verginità! Quando tornerai da questa missione sarai coperta di tanta gloria che gli uomini fara

Droushnakovi commentò con un sorriso scettico le visioni dipinte da Cordelia. — Chi le dice che Kou non diventerà un generale, un giorno o l’altro? — mormorò. Scosse il capo. — Sì, lo voglio ancora. Ma… ho paura che mi faccia ancora del male, suppongo.

Cordelia inarcò le sopracciglia. — È probabile. Aral e io non facciamo che ferirci a vicenda.

— Oh, no. Non voi due, milady. Voi siete una coppia perfetta.

— Pensaci meglio, Drou. Riesci a immaginare in che condizioni di spirito sia Aral a causa di quello che sto facendo? Io posso farlo soffrire. Lui può far soffrire me.

— Ah.

— Ma il dolore… mi sembra una ragione insufficiente per non abbracciare la vita. Soltanto i morti non soffrono. Il dolore, come la pioggia, non guarda in faccia nessuno. La domanda è: quali momenti di gioia puoi conquistare dalla vita per compensare i suoi dolori?

— Non sono sicura che questo valga anche per me, milady. Io vedo… soltanto cose vaghe quando penso al futuro… a Kou e a me,

Cordelia si mordicchiò un labbro. — Sì. Penso che possa bastare. Vieni con me, per favore.

La ragazza si alzò docilmente. Cordelia la precedette nel salottino e la invitò a prendere posto sullo stesso divano di Koudelka; poi si mise a sedere fra loro. — Drou, ci sono alcune cose che Kou desidera dirti. E poiché gli ho spiegato che parlate due lingue diverse, mi ha chiesto di fungere da interprete fra voi.

Koudelka agitò subito una mano in ce

— Il gesto che ha fatto con la mano significa «Preferisco rovinare il resto della mia vita che sembrare stupido per cinque minuti.» Ignoralo — disse Cordelia. — Ora vediamo. Chi comincia a parlare?

Nessuno dei due aprì bocca. — Come paraninfa, spetta a me assumere la rappresentanza dei vostri genitori e parlare in loro vece. Penso che dovrei cominciare impersonando la madre di Kou. — Cordelia esibì un’espressione dolcemente preoccupata e cambiò tono. — «Sai, ho pensato molto a te in questi a

— Io sono certo che direbbe esattamente un’altra cosa! — brontolò Kou, con una smorfia.

Cordelia si girò verso Droushnakovi. — Ciò che Kou ha detto è che la tua famiglia non farebbe neppure entrare in casa uno storpio.

— No! — esclamò lei, indignata. — Lui non è uno…

Cordelia la zittì alzando una mano. — Come vostra paraninfa, lascia che sia io a parlare. Quando l’amata figlia di un padre severo lo guarda dritto in faccia e gli dice: «Senti, Pa, io amo lui», un padre severo ma prudente risponde solo: «Sì, bambina, ti capisco.» Ammetto che tre nerboruti fratelloni possono essere più duri da lasciarsi convincere. Magari fa

La ragazza ridacchiò. — È un pezzo che non gli telefono! Koudelka si accigliò, come se solo allora gli sovvenisse di considerare quel pensiero poco tranquillizzante.

— Vedi, Kou? — disse Cordelia. — Sei ancora in tempo a evitare tre inferociti fratelli, se giochi bene le tue carte. — Si girò verso Drou. — So che è un giovanotto acido e sgarbato. Ma in fondo al cuore non è l’egoista che sembra.

— Ho chiesto scusa. Mi dispiace di quello che è successo — mugolò Koudelka, senza guardarla.

— Ho già accettato le tue scuse — disse rigidamente Drou.

— E qui siamo al nocciolo della questione — continuò Cordelia, con più serietà. — Ciò che Kou ha appena detto è: «Be’, se vuoi la sporca verità, Drou, non mi è dispiaciuto per niente. È stato un momento bellissimo, tu sei stata deliziosa, e vorrei farlo ancora, e poi ancora e ancora. E dico farlo nel modo giusto e lecito, nella nostra casa, per sempre e solo con te.» È così, Kou?

Lui parve stordito. — Sì, è così. Lo ammetto.

Drou sbatté le palpebre. — Ma… ma questo è proprio ciò che volevo che tu mi dicessi!

— Davvero? — Lui si piegò in avanti per poterla guardare.