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A quel paragone lui rise. — La parte che posso recitare io non è così… arturiana. Temo che sarei troppo sanguigno e carnale per impersonarla. No, è stato solo un brutto sogno, per un attimo.

— Già. Suppongo di averti… toccato un nervo dolente. — Lei si chiese se il fantasma della sua prima moglie lo visitasse ancora per alitargli all’orecchio gelidi ricordi, come lo spettro di Vorrutyer faceva a volte con lei. — Ma io sono Cordelia, ricordi? Non… qualcun’altra.

Lui appoggiò la fronte alla sua. — Ti chiedo perdono, mia capitana. Sono soltanto un uomo di mezz’età, un uomo poco attraente, e ogni giorno che passa divento più vecchio e più paranoico.

— Anche tu? — Lei gli si strinse al petto. — Censuro severamente l’uso dei termini «vecchio» e «poco attraente», però. Dicendo che sei una grossa testa di cavolo non mi riferivo al tuo aspetto esteriore.

— Non ti ringrazierò per un complimento così contorto… supposto che lo sia.

Cordelia fu felice di vederlo sorridere per un momento. — È il tuo lavoro, vero? — disse. — Hai voglia di parlarne un poco?

Lui strinse le labbra. — Detto fra noi… ma so che tutto ciò di cui ti parlo è sempre «detto fra noi»… sembra che ci ritroveremo infognati in un’altra guerra prima della fine dell’a

— Cosa! Ma ero convinta che il partito guerrafondaio fosse quasi paralizzato!

— Lo è il nostro. E i cetagandani sta

— Ci provera

— È quasi certo. Ma, con o senza di me, il nostro comando strategico è del parere che fara

— Non mi meraviglio che tu sia così… assente.

— È questo il genere di marito che sono diventato? Ma oggi non si tratta dei cetagandani; di loro sapevo già da qualche tempo. Questa mattina mi è arrivata un’altra patata bollente fra le mani. Dopo la seduta del Consiglio. Il Conte Vorhalas mi ha chiesto di riceverlo in privato, per domandarmi un favore.

— Avrei creduto che fossi lieto di fare un favore al fratello di Rulf Vorhalas. Mi sto sbagliando?

Lui a

— Lord Carl?

— Già. Ieri sera si è ubriacato, a una festicciola fra amici, e si è battuto.

— Una tradizione universale. Succede anche su Colonia Beta.

— Sicuro. Ma lui e l’altro sono usciti per regolare la questione con le armi: due vecchie spade da parata fissate al muro come ornamento, e un paio di coltelli da cucina. Ha

— Oh. E qualcuno è rimasto ferito?

— Sfortunatamente sì. Per caso o per volontà precisa, e che sia inciampato o abbia affondato intenzionalmente l’arma, il figlio del Conte ha infilato la lama nello stomaco dell’avversario e gli ha squarciato l’aorta. Il ragazzo è morto dissanguato quasi subito. Quando gli altri ha

— Santo cielo.

— È stato un duello, Cordelia. Forse era cominciato quasi per scherzo, ma si è concluso nel sangue. E va applicata la pena che la legge prevede per i duelli. — Aral si alzò, andò alla finestra e lasciò vagare lo sguardo sul giardino. Stava ancora piovendo. — Suo padre è venuto a chiedermi di ottenere il perdono imperiale, o almeno di vedere se è possibile cambiare l’imputazione in quella di semplice omicidio. Se l’accusa fosse soltanto di omicidio, il ragazzo potrebbe affermare di aver agito per autodifesa e cavarsela con una pena detentiva.

— Mi sembra una… richiesta comprensibile, da parte sua.

— Già. — Lui riprese a camminare avanti e indietro. — Un favore a un amico. Ma anche… la prima crepa attraverso cui quella diabolica usanza potrebbe tornare nella nostra società. Cosa succederebbe quando fosse portato davanti a me un altro caso, e poi un altro e un altro? Dove traccerei la linea divisoria? E se nel prossimo caso fosse coinvolto un avversario politico, e non un membro del mio partito? È giusto dimenticare le tragedie che si sono sommate fino a far mettere fuori legge questa pratica? Io ricordo quando era possibile duellare, e come andavano le cose. Peggio ancora: sarebbe una via d’accesso per i favoritismi a livello di governo, per la corruzione, il nepotismo. Puoi dire ciò che vuoi di Ezar Vorbarra, ma negli ultimi dece

— Comincio a vedere il problema.

— E io… di tutti i possibili giudici proprio io devo accollarmi questa decisione. Io, che ventidue a

Vorkosigan sedette accanto a lei e le cinse le spalle con un braccio. — E questo è solo l’inizio. Ogni mese, ogni settimana, ci sarà qualcosa di impossibile da risolvere. Che ne resterà di me dopo quindici a

L’agonia che Cordelia gli lesse sul volto la spaventò. Si strinse a lui con più forza. — Non lo so. Non lo so. Ma già altri… altri ha

— Non è un pensiero molto tranquillizzante.

Cordelia sospirò. — Non puoi scegliere fra un male e l’altro, a rigor di logica. Puoi solo aggrapparti a dei principi etici generici. Non ti aiutera

Lui a

Cordelia domandò: — Allora quale sarà la decisione?

Vide la risposta nel dolore che gli offuscò lo sguardo. — Oh, no — mormorò involontariamente, e si morse le labbra per non dir altro. E io che cercavo di illuminarlo con la mia saggezza. Non è questo che intendevo.

— Davvero non l’hai capito? — disse dolcemente lui, rassegnato. — La strada aperta da Ezar è la sola che può funzionare, qui. È un fatto. Lui ci sta ancora governando, dalla tomba. — Si levò la camicia e andò nel bagno per darsi una rinfrescata e cambiarsi.