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L'installazione del campo Alfa era stato un lavoro duro, perché avevano dovuto trasportare tutto a mano attraverso il sistema dei compartimenti stagni, giù per le gradinate a bordo della slitta improvvisata, e una volta a destinazione, si doveva ricuperare e disimballare tutto. A volte, quando i paracadute frenanti non funzionavano, qualche pacco finiva a due o tre chilometri di distanza, nella pianura. Ma nonostante le difficoltà e la fatica molti avevano chiesto il permesso di correre a ricuperarlo. Norton l'aveva severamente proibito, riservandosi di cambiare idea qualora se ne fosse presentata la necessità.

La maggior parte dell'equipaggiamento sarebbe rimasta su Rama, in quanto non era il caso di sprecare energie per riportarlo a bordo… oltretutto sarebbe stato impossibile. A volte, Norton si vergognava al pensiero, in verità irrazionale, di dover lasciare tutti quegli scarti in un posto così lindo e immacolato. Per quanto fosse improbabile, fra milioni di a

Ma c'era un altro problema che gli dava da pensare. Nel corso delle ultime ventiquattr'ore, aveva ricevuto messaggi quasi identici dalla Terra e da Marte. Era una coincidenza proprio strana, o forse le due do

Il Comandante prese una sedia pieghevole, e andò a sedersi in disparte, al buio, ai margini dell'alone luminoso dell'accampamento. Voltando deliberatamente le spalle alla confusione organizzata, cominciò a parlare nel microfono del registratore che portava appeso al collo.

— Linea personale, due copie: per Marte e Terra. Ciao, cara, come va? Scusami se non mi faccio vivo da tanto tempo, ma da una settimana non metto piede a bordo. Salvo pochissimi uomini indispensabili per la manutenzione, siamo tutti qui accampati all'interno di Rama, ai piedi della scala che abbiamo battezzato Alfa.

«Tre squadre sta

«Il colo

Qualcosa gli sfiorò dolcemente i capelli che aveva trascurato di tagliare per mancanza di tempo. Senza farci caso, pensò che sarebbe stato meglio farlo prima di doversi rimettere il casco spaziale.

— Avrete visto i filmati di Parigi e delle altre città che abbiamo esplorato da questa parte del mare, Londra, Roma e Mosca. È impossibile pensare che siano state costruite per viverci. Parigi sembra un immenso magazzino. Londra è costituita da un insieme di cilindri collegati da tubi, ed è, o era, una stazione di rifornimento. Non ci sono vie d'accesso alle costruzioni, per cui è impossibile sapere cosa contengono a meno di ricorrere agli esplosivi o al laser. Ma non vogliamo farlo a meno di non esserci proprio costretti.

«Quanto a Roma e Mosca…»

— Scusatemi, Comandante. Urgentissimo dalla Terra.

Cosa c'è, adesso? pensò Norton irritato. Un pover'uomo non può nemmeno comunicare tranquillo con le proprie famiglie.

Prese il messaggio che il sergente gli porgeva e lo scorse rapidamente, tanto per fare il suo dovere e assicurarsi che non era poi tanto urgente. Ma appena l'ebbe finito, tornò a leggerlo, questa volta più lentamente.

Cosa diavolo era il Comitato Rama? E perché lui non ne aveva mai sentito parlare? Conosceva tutte le società, gruppi professionali, associazioni (alcune serie, altre decisamente composte da pazzi) che avevano cercato di mettersi in contatto con lui. Il Controllo Missione aveva fatto un buon lavoro di selezione, e adesso non avrebbe lasciato inoltrare quel messaggio se non l'avesse giudicato importante.

Venti di duecento chilometri… improvvise perturbazioni… Non era una cosa da prendere alla leggera. Però non riusciva a crederci, in quella notte così calma, e gli pareva ridicolo scappare come topi spaventati quando avevano appena iniziato l'esplorazione. Norton sollevò la mano per lisciarsi i capelli che gli si erano scomposti, chissà perché… Ma poi si fermò con la mano a mezz'aria.

Aveva sentito un alito di vento, e non era la prima volta. Ma era così lieve che l'aveva appena avvertito… be', dopotutto lui comandava una nave spaziale, non un veliero. Finora il movimento dell'aria aveva esulato dalle sue mansioni. Ma come si sarebbe comportato il capitano della prima Endeavour, morto da più di tre secoli, in una circostanza simile?

Norton si era posto questo interrogativo in tutti i momenti critici, nel corso degli ultimi a

Comandava già da diversi mesi la Endeavour quando aveva saputo che aveva preso il nome di una delle più famose navi della storia. Sì, nel corso degli ultimi quattrocento a

Il pacato interesse del primo momento si era poi trasformato in una divorante curiosità, quasi un'ossessione, e Norton aveva letto tutto quello che era riuscito a trovare sulle imprese di Cook. Probabilmente era il massimo esperto vivente sul conto del più grande esploratore di tutti i tempi, e conosceva a memoria intere pagine del Diario. Stentava ancora a credere che un uomo solo avesse potuto compiere imprese di tale portata disponendo di un equipaggiamento tanto primitivo. Però Cook non era stato solo un grandissimo navigatore, ma anche uno scienziato e, in un'epoca di disciplina militare, un umanitario. Trattava tutti i suoi uomini con una gentilezza insolita per i suoi tempi, ed era poi addirittura eccezionale il fatto che trattasse allo stesso modo i selvaggi, spesso ostili, delle terre da lui scoperte.

Il sogno segreto di Norton, un sogno che sapeva di non poter mai realizzare, era di rifare il giro del mondo seguendo la rotta dell'ultimo viaggio di Cook. L'aveva però iniziato, e in modo così spettacolare che il capitano ne sarebbe rimasto sbalordito, quando una volta aveva sorvolato in orbita polare la Grande Barriera Corallina. Era una mattina limpidissima, e da un'altezza di quattrocento chilometri aveva potuto godere di un superbo panorama di quella mortale muraglia di corallo, contrassegnata da una striatura di schiuma bianca al largo della costa di Queensland.

Aveva impiegato cinque minuti a sorvolare i duemila chilometri della scogliera, e con una sola occhiata aveva abbracciato settimane e settimane di viaggio della prima Endeavour in quel pericoloso tratto di mare. Col telescopio era anche riuscito a scorgere Cooktown, e l'estuario dove la nave dell'esploratore era stata trascinata a riva per le riparazioni, dopo l'incontro quasi fatale con la barriera.

Un a