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— Dobbiamo togliere la febbre dalla sua testa — dichiarò Lady Imeyne, tornando al suo impiastro. — Le spezie gli ha
— No — sussurrò Kivrin, guardando il prete.
Adesso l'uomo giaceva supino con le braccia allargate sui fianchi e le mani con il palmo rivolto verso l'alto, e dal momento che la sottile camicia si era lacerata a metà sul davanti scivolando del tutto via dalla spalla sinistra, adesso il braccio proteso era esposto. E sotto il braccio c'era un gonfiore rosso.
— No — alitò ancora Kivrin.
Il gonfiore era di un rosso acceso ed era grosso quasi quanto un uovo. Febbre alta, lingua gonfia, intossicazione del sistema nervoso, bubboni sotto le braccia e all'inguine.
— Non può essere — mormorò, indietreggiando di un passo dal letto. — Deve essere qualcos'altro.
Doveva essere qualcos'altro. Una vescica, o un'ulcera di qualche tipo. Protendendosi, tirò la manica allontanandola del tutto dal gonfiore. Le mani del segretario ebbero una contrazione e subito Padre Roche si protese a bloccargli i polsi contro il letto. Il gonfiore era duro al tatto e intorno ad esso la pelle era chiazzata di un colore fra il porpora e il nero.
— Non può essere — ripeté Kivrin. — Questo è soltanto il 1320.
— Questo gli toglierà la febbre — affermò Imeyne, alzandosi con mosse rigide e tenendo l'impiastro davanti a sé, e acce
— No! — esclamò Kivrin, protendendo le mani per fermare la vecchia. — Sta' lontana! Non lo devi toccare!
— Dici cose assurde — ribatté Imeyne, guardando verso Roche. — Non è altro che una febbre di stomaco.
— Non è una semplice febbre! — gridò Kivrin. poi si girò verso Roche e ordinò: — Lasciagli andare le mani e allontanati dal letto. Questa non è febbre, è la peste.
Tutti… Roche, Imeyne ed Eliwys… la fissarono con la stessa espressione vacua di Maisry.
Non sa
— È la peste — ripeté ad alta voce. — I sintomi ci sono tutti: il bubbone, e la lingua gonfia e l'emorragia sotto la pelle.
— Non è che una febbre di stomaco — persistette Imeyne, cercando di oltrepassarla per arrivare al letto.
— No… — ripeté Kivrin, ma Imeyne si era già fermata con l'impiastro sospeso sul petto nudo dll'uomo.
— Signore abbi misericordia di noi — sussurrò, e indietreggiò senza aver posato l'impiastro.
— È il male azzurro? — chiese Eliwys, con voce spaventata.
E di colpo Kivrin comprese ogni cosa. Quella gente non era venuta lì a causa del processo o perché Lord Guillaume si fosse inimicato il re. Lui aveva mandato lì la famiglia perché a Bath c'era la peste.
— La nostra bambinaia è morta. Rosemund ha detto che è morta del male azzurro — aveva detto Agnes. Come era morto anche il cappellano di Lady Imeyne, Fratello Hubard.
E Sir Bloet aveva detto che il processo era stato rimandato perché il giudice era malato. Era stato sempre per questo che Eliwys non aveva voluto che si mandasse qualcuno a Courcy e che si era infuriata quando Imeyne aveva mandato Gawyn dal vescovo… perché a Bath c'era la peste. Ma non era possibile, la Morte Nera era arrivata a Bath soltanto nell'autu
— In che a
Le do
— In che a
— Stai male, Lady Katherine? — domandò lui in tono ansioso, protendendosi verso i suoi polsi come se temesse che potesse avere un attacco come quello del segretario.
— Dimmi in che a
— Questo è il ventunesimo a
Edoardo Terzo, non secondo… ma nello stato di panico in cui era Kivrin non riuscì a ricordare le date del suo regno.
— Voglio sapere l'a
— A
LIBRO TERZO
Ho seppellito con le mie stesse mani cinque dei miei figli in una tomba unica… Niente campane. Niente lacrime. Questa è la fine del mondo
24
Dunworthy trascorse i due giorni successivi in parte attaccato al telefono per chiamare i tecnici segnati nella lista di Finch e i centri di pesca della Scozia e in parte impegnato a organizzare un'altra corsia nell'ala Bulkeley-Johnson. Adesso altri quindici «ospiti» di Balliol si erano ammalati, fra cui la Signora Taylor, che era crollata quando mancavano ancora quarantanove rintocchi ad un'esecuzione completa.
— È svenuta di colpo e ha lasciato andare la presa — riferì Finch. — La campana si è messa a ondeggiare con un suono che sembrava a
— Infatti — replicò Dunworthy.
Non era riuscito a contattare neppure un tecnico e tanto meno a persuaderne uno a venire ad Oxford, e non aveva trovato Basingame. Lui e Finch avevano telefonato ad ogni hotel della Scozia, a ogni locanda e a ogni affittuario di cottage, e William aveva ottenuto l'estratto del conto bancario di Basingame, ma su di esso non figuravano acquisti di attrezzature da pesca in nessuna remota località scozzese come invece aveva sperato Dunworthy, e non figuravano addirittura spese di sorta dopo il quindici di dicembre.
Intanto il sistema telefonico stava andando in crisi in maniera sempre più massiccia e definitiva. Il video era di nuovo disattivato e la voce computerizzata che a
La preoccupazione di Dunworthy per Kivrin si trasformò progressivamente in un peso schiacciante… come se la stesse portando dentro si sé… a mano a mano che lui componeva e ricomponeva numeri telefonici e aspettava ambulanze e ascoltava le lamentele della Signora Gaddson. Andrews non aveva più richiamato, o se l'aveva fatto non era riuscito ad ottenere la linea, e Badri continuava a mormorare senza posa parole sco
La situazione telefonica peggiorò ulteriormente: adesso la voce registrata interferiva al primo numero e parecchie volte l'apparecchio restava addirittura muto, quindi per il momento Dunworthy rinunciò alle telefonate e si concentrò sulle tabelle dei contatti. In qualche modo William era riuscito a mettere le mani sulle cartelle mediche riservate dell'SSN dei contatti primari e lui le analizzò alla ricerca di cure a base di radiazioni o di visite dal dentista. Uno dei contatti primari si era fatto fare una radiografia alla mascella, ma un esame più attento rivelò che questo era successo il ventiquattro, e cioè dopo l'inizio dell'epidemia.