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Tutti avevano avuto modo di leggere la comunicazione; di nuovo Kaldor prese la parola.

«Nessuno ha chiesto di parlare per prendere posizione in favore della mozione; naturalmente sarà possibile farlo anche più avanti. La parola dunque al tenente Elgar, che si è dichiarato contrario.»

Raymond Elgar era un giovane taciturno delle Comunicazioni che Loren conosceva solo di vista; gli piaceva la musica e diceva che stava scrivendo un poema epico sul viaggio della Magellano. Quando lo si incitava a rendere pubblico anche un verso soltanto, egli rispondeva invariabilmente:

«Aspettate fin quando saremo arrivati a Sagan Due, e poi un a

Era evidente il motivo per cui il tenente Elgar aveva deciso (se poi invece non gli era stato comandato…) di opporsi alla mozione. La sua condizione di poeta non gli permetteva di fare altrimenti e forse stava scrivendo davvero un poema epico.

«Capitano… compagni… prestatemi ascolto…»

Notevole come inizio, pensò Loren, ma mi sembra ricalchi qualcosa.

«L’idea di fermarci su Thalassa affascina i nostri cuori, se non le nostre menti. Ma ci sono alcune considerazioni da fare.

«In primo luogo, noi qui presenti siamo soltanto 161. Abbiamo il diritto di prendere una decisione di così ampia portata senza interpellare il milione di persone che sono ancora in ibernazione?

«E poi, che dire dei Thalassani? Si è affermato che la nostra permanenza qui sarebbe loro d’aiuto. È proprio vero? Essi sono soddisfatti della vita che conducono. Considerate la nostra cultura, il nostro addestramento… i fini che ci siamo proposti da molti a

«C’è poi la questione del nostro dovere. Generazioni di uomini e di do

«S’è parlato a vanvera di ingegneria tettonica per ampliare l’estensione delle terre emerse così che vi sia posto per una popolazione più numerosa.

Mi permetto di ricordarvi che anche sulla Terra, dopo mille

Ricordatevi della Catastrofe di Nazca del 3175! L’idea di andare a stuzzicare le forze racchiuse nel cuore di Thalassa è temeraria e assurda.

«Non è il caso di aggiungere altro. La questione non può avere altra soluzione. Dobbiamo lasciare i Thalassani al loro destino; e noi dobbiamo continuare il viaggio fino a Sagan Due.»

Loren non si sorprese affatto degli applausi via via più scroscianti. Il punto era un altro: chi non applaudiva l’intervento? A quanto pareva l’assemblea era divisa in due parti eguali. Certo poteva benissimo darsi che qualcuno applaudisse più al discorso che al suo contenuto…

«Grazie, tenente Elgar» disse Kaldor. «Abbiamo molto apprezzato la sua concisione. Chi vuole prendere la parola a favore della comunicazione zero zero uno?»

Vi fu un brusìo d’imbarazzo e poi un profondo silenzio. Per almeno un minuto non accadde nulla. Poi delle lettere cominciarono ad apparire sullo schermo.

002. SI PREGA IL CAPITANO DI DARE UNA STIMA AGGIORNATA DELLE PROBABILITA’ DI SUCCESSO DELLA MISSIONE 003. PERCHÉ NON RICHIAMARE IN VITA UN CAMPIONE RAPPRESENTATIVO DEGLI IBERNATI E TENER CONTO DEL LORO PARERE?

004. PERCHÉ NON CHIEDERE AI THALASSANI CHE NE PENSANO? DOPO TUTTO È IL LORO MONDO Con totale segretezza e neutralità, il computer numerava e immagazzinava le comunicazioni provenienti dai partecipanti all’assemblea. In due mille

Loren osservò il pubblico e divertito notò che quasi tutti tenevano entrambe le mani bene in vista. Non vide nessuno con quell’espressione di assente concentrazione che avrebbe indicato l’impiego di un tastierino nascosto. Molti però parlavano tra di loro.

0.15 PROPONGO UN COMPROMESSO. ALCUNI DI NOI POSSONO RESTARE, SE COSÌ CREDONO, E GLI ALTRI CONTINUARE IL VIAGGIO Kaldor prese la parola.

«La proposta è estranea alla mozione in discussione, ma verrà debitamente iscritta a verbale.»

«In risposta alla zero zero due» disse il capitano Bey senza quasi nemmeno attendere l’autorizzazione a parlare da parte del presidente «le ultime stime ci da

021. TRANNE IL KRAKAN, CONTRO CUI NON POSSONO FARE MOLTO, I THALASSANI NON HANNO SFIDE DA AFFRONTARE. POTREMMO PENSARCI NOI A LASCIARGLIENE QUALCUNA. KNR KNR… Doveva essere… Ma certo, Kingsley Rasmussen. Evidentemente mantenere l’anonimato non gli interessava. Aveva espresso un pensiero che una volta o l’altra tutti avevano avuto.

022. ABBIAMO GIÀ PROPOSTO CHE RICOSTRUISCANO L’ANTENNA PER LE TRASMISSIONI INTERSTELLARI SUL KRAKAN PER TENERSI IN CONTATTO CON NOI. RMM 023. DIECI ANNI DI LAVORO AL MASSIMO. KNR «Signori» disse Kaldor con una certa impazienza «ci stiamo allontanando dall’ordine del giorno.»

Ho qualcosa da dire, io? si chiese Loren. No, non posso partecipare al dibattito, vedo troppe facce del problema. Prima o poi mi toccherà scegliere tra il dovere e la felicità. Ma non adesso. Non adesso…

«Mi sorprende» continuò Kaldor dopo che nessun nuovo messaggio apparve sullo schermo per due minuti «che nessuno abbia altre cose da dire su una questione così importante.»

Attese un altro minuto ancora per buona educazione.

«Molto bene. Forse preferite continuare la discussione a un livello meno formale. Non si procederà a una votazione, ma nel corso delle prossime quarantotto ore potrete iscrivere a verbale il vostro parere nel solito modo.

Grazie.»

Gettò un’occhiata al capitano Bey, che si alzò subito in piedi con evidente sollievo.

«Grazie, dottor Kaldor. L’Assemblea Generale è sciolta.»

Quindi si accorse che Kaldor stava fissando lo schermo con gli occhi sbarrati, come se non l’avesse mai visto prima.

«Qualcosa non va, dottore?»

«Mi scusi, capitano. No è tutto è a posto. Mi è solo venuto in mente una cosa che non riuscivo a ricordare, nient’altro.»

Ed era vero. Per la millesima volta si meravigliò del labirintico e sotterraneo funzionamento della mente subconscia.

Era stato tutto merito della Comunicazione 021. «I Thalassani non ha

Adesso sapeva perché aveva sognato il Kilimangiaro.