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«Questo è fuori questione. Che succede laggiù?»
Doreen Chang non mollava facilmente, ma capiva quando era il momento di smetterla.
«Oh, è la scultura a gas che piace tanto a Mirissa. Le avevate anche sulla Terra le sculture a gas, non è vero?»
«Certo. E, detto ancora in confidenza, secondo me la scultura a gas non è arte. Però è divertente.»
Lungo un lato del patio erano state spente le luci e una decina di persone faceva gruppo intorno a una sorta di bolla di sapone di quasi un metro di diametro. Avvicinandosi, Chang e Kaldor videro le prime spire colorate formarsi all’interno della bolla. Pareva di assistere alla nascita di una galassia a spirale.
«È intitolata Vita» disse Doreen «la famiglia di Mirissa ce l’ha da duecento a
Ricordo che i colori erano molto più vividi.»
Comunque era uno spettacolo affascinante. I ca
L’artista poi aveva cercato di andare ancora oltre, ma qui Kaldor non riuscì più a seguirlo tanto bene. I contorcimenti del gas fluorescente si fecero troppo complessi e troppo astratti. Forse osservando la scultura più d’una volta si sarebbe potuto cogliere una sistematicità, un senso…
«Ma… e il suono?» chiese Doreen quando il turbine di colori in ebollizione dentro la bolla improvvisamente scomparve. «Ricordo che c’era una musica bellissima, soprattutto verso la fine.»
«Lo sapevo che qualcuno me l’avrebbe chiesto» disse Mirissa con un sorriso di scusa. «Non siamo sicuri se sia guasto il riproduttore sonoro o se sia il programma che non funziona più a dovere.»
«Ma ne avrete di sicuro una copia!»
«Oh, certo. Ma la cartuccia è da qualche parte nella stanza di Kumar, probabilmente sepolta sotto i pezzi della sua canoa smontabile. Solo dopo aver visto la stanza di Kumar si può capire cos’è l’entropia.»
«Non è una canoa, è un kaiak» protestò Kumar, che era arrivato in compagnia di due belle ragazze, una per braccio. «E poi che cos’è l’entropia?»
Uno dei Marziani più giovani fu tanto sciocco da cercare di spiegarglielo versando nello stesso bicchiere due bibite di diverso colore.
Ma aveva appena cominciato che la sua voce ve
«Hai visto!» gridò Kumar per farsi sentire sopra la musica assordante.
«Brant è capace di rimettere insieme ogni cosa!»
Ogni cosa? pensò Loren. Chissà… Chissà…
17. Per via gerarchica
Da: Capitano A: Tutto l’equipaggio CRONOLOGIA Viste le notevoli incertezze al proposito, si fa presente che:
1. Il computo del tempo a bordo della nave si farà a tutti gli effetti secondo il TT (Tempo Terrestre) — tenendo conto degli effetti relativistici — fino alla fine del viaggio. Tutti gli orologi e gli altri sistemi di bordo continuera
2. Per maggiore comodità, i membri dell’equipaggio con incarico a terra potra
3. A questo proposito si ricorda che:
La durata del giorno solare medio di Thalassa è di 29,4325 ore TT.
L’a
4. Giacché il giorno di Thalassa è del 22 % più lungo del giorno terrestre, e poiché l’a
5. Infine su quella parte di Thalassa che a noi interessa esiste — fortunatamente — un unico fuso orario.
Sirdar Bey (Cap.) 3863.02.27.21.30 TT 718.00.02.15.00 TTh «Chi l’avrebbe mai detto che una cosa così semplice fosse invece così complicata?» Mirissa si era messa a ridere quando aveva letto il bollettino affisso all’albo di Terra Nova. «Questo dev’essere uno dei famosi «fulmini di Bei». Ma che tipo d’uomo è il capitano? Non ho mai avuto modo di parlargli veramente.»
«Non è un uomo facile, il capitano» rispose Moses Kaldor. «Gli avrò parlato in privato non più di una decina di volte. Ed è l’unico a bordo che tutti chiamino «signore»… sempre. Tra
«Io non la sopporterei, tutta questa responsabilità.»
«È un compito che qualcuno si deve assumere. I problemi ordinari si possono risolvere consultando gli ufficiali più anziani e le banche dati del computer. Ma certe decisioni va
Un’assemblea non può comandare una nave… non sempre, almeno.»
«Invece noi governiamo Thalassa proprio in questo modo. S’immagina il presidente Farradine che comanda qualcosa… qualsiasi cosa?»
«Queste pesche sono deliziose» disse Kaldor cambiando diplomaticamente discorso e prendendone un’altra pur sapendo che erano destinate a Loren. «Però siete stati fortunati! Non avete avuto una crisi da settecento a
«Oh, ma non è vero! E il monte Krakan?»
«Quella è stata una catastrofe naturale… e nemmeno tanto grave. Io mi riferivo alle crisi politiche: disordini, tumulti, questo tipo di cose.»
«Per questo dobbiamo ringraziare la Terra. Ci avete dato una Costituzione Jefferson Tipo Tre. Un’utopia in due megabyte, l’ha definita qualcuno. Ha funzionato benissimo. Il programma non è stato modificato da trecento a
«E che possiate rimanere sempre fermi a questo punto» disse Kaldor con calore. «Proprio non vorrei che fossimo noi; responsabili del Settimo Emendamento.»
«Ma se così dovesse avvenire, le modifiche verrebbero prima controllate dalle banche dati degli Archivi. Quando verrà a trovarci? Ci sono tante cose che deve vedere.»
«Meno di quante ne vorrei vedere io. Chissà quante cose avete che potrebbero riuscirci utili su Sagan Due, anche se è un mondo molto diverso da questo.» E anche molto meno bello, aggiunse dentro di sé.
Mentre così parlavano, arrivò Loren, evidentemente diretto alle docce.