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Il silenzio di Brant non lasciava dubbi su ciò che poi sarebbe accaduto.

«Hai dei sospetti?»

«Da quando ho cominciato a fare esperimenti con le nasse elettriche ho avuto contro non solo i Conservatori, ma anche quei matti che dicono che dovremmo mangiare solo cibo sintetico perché è male mangiare esseri viventi… animali o piante che siano.»

«I Conservatori non ha

«In questo caso i rilevamenti statistici che facciamo regolarmente ce lo direbbero subito, e allora non faremmo altro che smettere di pescare per un po’. Comunque, sono i pesci d’alto mare quelli che m’interessano; sembra che il mio campo li attiri anche da tre o quattro chilometri di distanza. E anche se tutti quanti sulle Tre Isole non mangiassero altro che pesce, l’incidenza sarebbe irrilevante nel complesso della fauna oceanica.»

«Hai senz’altro ragione… riguardo agli pseudopesci indigeni. Meglio così, dato che per la maggior parte sono velenosi e non val la pena di lavorarli industrialmente. Ma sei sicuro che i pesci importati dalla Terra ha

Brant guardò il sindaco con rispetto; non era la prima volta che lo coglieva di sorpresa con domande intelligenti. Non gli ve

«Ho paura che i to

«E sono veramente ottimi; forse riuscira

«Ha

«Ha

«Però non sarebbe difficile… una barca, di notte, un paio di subacquei…

Lì l’acqua è profonda solo venti metri.»

«Bene, farò qualche indagine. Nel frattempo, voglio che tu faccia due cose.»

«E sarebbero?» chiese Brant cercando di non mostrarsi sospettoso, ma senza riuscirci.

«Ripara la nassa. Potrai trovare tutto quello che ti serve ai Magazzini Tecnici. E piantala di lanciare accuse finché non sei sicuro al cento per cento. Se ti sbagli, fai la figura del cretino e devi anche scusarti. Se invece hai ragione, spaventi i colpevoli e non li puoi più cogliere sul fatto. Hai capito?»

Brant rimase a bocca aperta: mai il sindaco l’aveva trattato così bruscamente. Raccolse quella che doveva essere la prova del reato e se ne andò con la coda tra le gambe.

Si sarebbe sentito ancora più giù — o la cosa l’avrebbe magari solo divertito — se avesse saputo che la Waldron non nutriva più tutto quell’interesse nei suoi confronti.

Loren Lorenson aveva fatto colpo su più di una persona, quel giorno.

15. Terra Nova

La scelta di un simile nome per il nuovo villaggio — che tanto ricordava la Terra perduta — era oltremodo infelice, e nessuno volle addossarsi la responsabilità di averlo così chiamato. Però era un po’ meglio di «campo base», e quindi finì per essere accettato da tutti.

Il complesso di costruzioni prefabbricate era sorto con rapidità stupefacente — letteralmente da un giorno all’altro. Era la prima dimostrazione, per Tarna, dell’efficienza dei Terrestri, o, meglio, dei loro robot — e i Thalassani ne rimasero debitamente impressionati. Anche Brant, secondo cui i robot davano più grane che altro, tra

Nel giro di una settimana, Terra Nova era diventato un microcosmo perfettamente funzionante e perfettamente integrato con la grande astronave in orbita fuori dell’atmosfera. C’erano alloggi — semplici ma comodi per un centinaio di persone, e tutte le infrastrutture necessarie, tra cui biblioteca, palestra, piscina e teatro. I Thalassani apprezzarono molto la cosa e si affrettarono ad approfittarne anch’essi. Di conseguenza la popolazione di Terra Nova era sempre almeno il doppio delle cento persone previste.

La maggior parte di questi ospiti, fossero invitati o meno, mostrava un gran desiderio di rendersi utile affinché il soggiorno dei Terrestri fosse il più gradevole possibile. Tanta cordialità era molto apprezzata, ma spesso risultava alquanto imbarazzante. I Thalassani mostravano una curiosità insaziabile, e il concetto di intimità era loro praticamente sconosciuto. La scritta SI PREGA DI NON DISTURBARE veniva spesso considerata alla stregua di una sfida personale, e ciò portava a interessanti complicazioni…

«Voi tutti siete ufficiali, adulti e provvisti di grande intelligenza» aveva detto il capitano Bey durante l’ultima riunione tenuta a bordo. «Quindi non dovrebbe essere necessario dirvi certe cose. Tuttavia siete pregati di non allacciare, come dire, relazioni intime con i Thalassani fin quando non sapremo fino in fondo qual è il loro atteggiamento relativamente a certe questioni. Pare che abbiano una mentalità molto aperta, ma questa potrebbe essere un’impressione errata. Lei che ne pensa, dottor Kaldor?»

«Non posso pretendere, capitano, di considerarmi un esperto degli usi e costumi thalassani dopo un così breve periodo di studio. Tuttavia la storia presenta alcune analogie molto interessanti: penso a quando le navi a vela di un tempo toccavano terra dopo i lunghi viaggi per mare. Credo che tutti abbiate visto quel classico dell’antica cinematografia che è L’ammutinamento del Bounty…»

«Spero, dottor Kaldor, che non voglia paragonare me al capitano Cook…

al capitano Bligh, cioè.»

«Il paragone non sarebbe affatto offensivo. Il capitano Bligh era in realtà un ottimo marinaio sul cui conto sono state dette molte calu

Nella situazione attuale non dobbiamo far altro che mostrare un po’ di buonsenso, un po’ d’educazione… e una certa prudenza, come lei ha fatto capire.»

Kaldor aveva forse lanciato un’occhiata verso di lui, si chiese Loren, dicendo quest’ultima frase? Certamente non poteva aver già capito…

In fin dei conti, i suoi doveri d’ufficio richiedevano che s’incontrasse con Brant Falconer una decina di volte al giorno. Dunque non poteva in nessun modo evitare d’incontrarsi anche con Mirissa, anche se lo avesse voluto.

Non si erano mai trovati da soli e si erano detti sì e no tre o quattro frasi di circostanza. Ma già non c’era più bisogno di altre parole.