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Si trovavano in un luogo dove la tecnologia genetica illegale non doveva nascondersi dai poliziotti. All’interno si susseguivano interminabili corridoi grigi, ognuno dei quali era bloccato da un campo a energia-Y. A ogni punto di controllo, Eric si avvicinava allo sca

La paura in Drew era come un grigio gocciolio che si diffondeva, informe, ed era proprio la sua mancanza di forma a renderlo spaventoso.

Alla fine, arrivarono in una piccola stanza con una barella bianca pulita. Pat ce lo sbatté sopra. Drew rotolò giù, rovinando a terra, non protetto. Cercò di trascinarsi, nudo, verso la porta. Pat lo recuperò senza alcuno sforzo con i suoi muscoli potenziati, lo gettò un’altra volta sulla barella e lo immobilizzò con delle cinghie. Una persona che lui non riuscì a vedere gli toccò la testa con un elettrodo.

Drew si mise a gridare. La stanza si fece arancione, poi rossa di punti incandescenti, ognuno una bruciatura sulla pelle. Ma succedeva tutto nella sua mente: nulla lo aveva ancora toccato, se non il metallo freddo. Lo avrebbero fatto, però, gli avrebbero bruciato la mente.

— Drew, ascoltami — esordì Eric a bassa voce, molto vicino al suo orecchio. — Non si tratta di una lobotomia elettronica. Questa è una nuova tecnica di modificazione genetica. Ti infettera

Drew non capiva nulla. La paura gli occludeva il resto della mente, il grigio gocciolio ribollente si spense insieme alle ustioni rosso incandescente e, quando qualcuno gridò, si sentì pervaso dalla vergogna, perché era stato lui. A quel punto, ve

Giacque per sei giorni sulla barella. Una flebo gli faceva scorrere il nutrimento nel braccio, un catetere gli sottraeva l’urina. Drew non si rendeva conto di nessuna delle due cose. Per sei giorni, sottili sequenze elettrochimiche nel suo cervello ve

"Si accovacciò su una roccia al sole e aveva artigli, za

Indietreggiò sulle zampe posteriori, possenti quanto pistoni, e schiacciò nuovamente il sasso contro la testa dell’altro. Suo padre, che si contraeva nel vomito dell’ultima ubriacatura, sollevò le mani serrate e lo scongiurò di avere pietà. Drew abbatté violentemente il sasso e, nell’angolo della tana, sua madre restò accucciata, con la pelliccia rilucente per i narcotici, in attesa del pene che era già congestionato per l’uccisione…

Gli stavano dando la caccia, tutti quanti, Leisha, suo padre e gli esseri ululanti che gli volevano tagliare la gola, e lui correva, correva attraverso un paesaggio che continuava a mutare: alberi che non volevano stare fermi, cespugli che aprivano le fauci verso di lui e le chiudevano di scatto, fiumi che cercavano di risucchiarlo nell’oscurità. Poi il paesaggio dive

— Non sta soffrendo — disse il dottore. — Le contrazioni non sono niente di più di riflessi muscolari amplificati in risposta al bombardamento corticale. Non è diverso dal sognare.

— Sognare — ripeté Eric fissando il corpo di Drew che si contorceva. — Sognare.

Il dottore alzò le spalle, non in un gesto di indifferenza ma di tremenda tensione. Era solo la quarta volta che veniva usata quella tecnica psichiatrica sperimentale. Le altre tre persone non avevano avuto parentele potenti, anche se lui non sapeva se la relazione fra quel signor Smithson e Bevington-Watrous fosse proprio di parentela. Al dottore non interessava chi lui fosse. Erano al di là dei confini statunitensi, e in Messico le leggi riguardanti la modificazione genetica funzionavano con permessi costosi. Il dottore aveva un permesso. Non per fare ciò che stava facendo, ovviamente, ma chi aveva mai avuto un permesso di quel genere? Alzò nuovamente le spalle.

— Sono passati tre giorni — interve

— Inizieremo con il rinforzo artificiale questo pomeriggio. Noi… sì, infermiera, cosa c’è?

— Una chiamata per il Signor Bevington-Watrous. — La giovane infermiera messicana sembrava spaventata. — È la signora Leisha Camden.

Eric si voltò lentamente. — Come ha fatto a trovarci?

— Non lo so, signore. Vuole… vuole venire al terminale?

— No — rispose Eric.

L’infermiera fu di ritorno nel giro di novanta secondi, — Signore, la signora Camden dice che se lei non le parlerà sarà qui nel giro di due ore.

— Non le parlerò — ripeté cocciutamente Eric, ma le pupille dei suoi occhi si dilatarono, facendolo apparire improvvisamente molto più giovane. — Dottore, che succederebbe se il trattamento venisse interrotto adesso?

— Non può essere interrotto adesso. Non sappiamo esattamente come il… ma ci sarebbero certamente alcune gravi conseguenze mentali. Certamente.

Eric continuò a fissare Drew.

"Le immagini dive

— Adesso stiamo introducendo l’attività teta — spiegò il dottore. — Stiamo costringendo elettronicamente la sua corteccia a produrre onde cerebrali caratteristiche del so

Eric non disse nulla. Un orologio sulla parete scandiva il tempo e gli sembrava di essere incapace di distoglierne lo sguardo.

— Ovviamente, signor Bevington-Watrous, lei ha firmato tutti gli esoneri legali per questo trattamento sul signor Smithson, ma ci ha anche assicurato che se ci fossero state complicazioni di estradizione lei era in una posizione tale da…

— Non tutti gli Inso

"Drew dormiva. Eppure non era so

— L’EEG mostra attività delta perché lui è profondamente radicato nel so

— Chi lo ha progettato?

— Kevin Baker. Tramite una nostra consociata, ovviamente.

Eric sorrise.

Drew respirava ritmicamente e profondamente, con gli occhi chiusi, il suo forte busto e le gambe inutilizzabili, immobili.

"Lui era il padrone del cosmo. Tutto, in esso, si muoveva attraverso la sua mente e lui rimodellava ogni cosa tramite sogni lucidi che erano suoi. Lui, che non aveva posseduto nulla, che non era stato nulla, era padrone di tutto."

Confusamente, attraverso i sogni, Drew udì il primo campanello di allarme.

Le erano occorsi quattro giorni per rintracciarli. Vi era riuscita solamente perché, alla fine, aveva chiamato Kevin. Gli aveva chiesto aiuto.

Fissando Drew collegato ai macchinari, Eric che si stringeva un gomito col palmo dell’altra mano come uno scolaretto insolente, Leisha pensò: "Adesso non potremo mai più tornare indietro". Il pensiero era chiaro, freddo, deliberato e a lei non interessava che risultasse sia teatrale, sia vago. Il nipote di Alice incombeva sul Dormiente che aveva usato, come se Drew fosse una cavia o un cromosoma difettato, come se Eric fosse uno qualsiasi degli individui carichi d’odio che per tre quarti di secolo avevano considerato gli Inso

Il nipote di Alice. Un Inso