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— M-m-magnifico! — esclamò Miri. Gli ovuli della madre di Joan erano di tipo r-14, difficili da penetrare perfino in vitro. Joan aveva tredici a
Joan la abbracciò. — Sei la mia migliore amica, Miri! — Repentinamente, si lanciò fuori dalla nicchia, — Prendimi!
Miri non ci sarebbe mai riuscita, ovviamente. Era troppo goffa, al confronto con l’agilità da normale di Joan, ma non importava. Si scaraventò dietro l’amichetta, strillando con gli altri semplicemente per il gusto di fare rumore, mentre sotto di lei il mondo continuava a ruotare in uno schema di idrocampi, cupole e parchi belli quanto stringhe.
Il martedì successivo all’apertura del campo giochi era il giorno dell’A
La folla si ammassò nel pa
La maggior parte delle persone si trovava lì con i propri familiari. Miri e Tony, tuttavia, si erano stretti agli altri Super che avevano più di otto o nove a
Dov’era Joan? Miri si voltò a destra e a sinistra ma non riuscì a scorgere da nessuna parte la famiglia Lucas.
Je
— Cittadini del Rifugio — cominciò Je
"In questo A
— P-p-per ora — sussurrò Tony a Miri con espressione truce. Lei gli strinse forte la mano e si sollevò sulla punta dei piedi per cercare nella folla tracce di Joan.
— E tuttavia abbiamo creato per noi stessi il massimo della libertà possibile — continuò Je
Miri avvistò Joan. Si stava facendo strada a spintoni attraverso la folla, sgomitando con incuranza le persone, e Miri restò scioccata nel notare che Joan non aveva indossato i rituali abiti neri dell’A
— Esiste tuttavia una richiesta dei mendicanti cui non possiamo sottrarci — continuò Je
Il volto grazioso di Joan era gonfio e striato: aveva pianto. Miri cercò di rammentare l’ultima volta che aveva visto piangere qualcuno dell’età di Joan. I bambini piccoli piangevano quando cadevano, quando non riuscivano a risolvere un problema al terminale o litigavano l’uno con l’altro per i giocattoli. Ma Joan aveva tredici a
— Ricordiamo l’odio contro gli Inso
— Vieni con me — disse Joan a Miri con espressione feroce. Afferrò l’amica e la trascinò attorno alla cupola per la produzione energetica, finché la nera superficie curva non nascose completamente Je
— Sai che cosa ha
— C-c-chi? C-c-cosa?
— Ha
Miri si sentì pervadere dall’oscurità. Le cedettero le ginocchia e si accasciò a terra. — I m-m-mendicanti? C-c-come? — La madre di Joan era stata incinta di sole poche settimane e non aveva lasciato il Rifugio: significava, forse, che i mendicanti erano lì?
— Non i mendicanti! Il Consiglio! Guidato dalla tua cara no
Le stringhe si dipanarono e si strapparono. Miri ne afferrò saldamente i capi. Il suo sistema nervoso, sempre stimolato al limite dell’isteria biochimica, cominciò a scivolare oltre quel margine. Miri chiuse gli occhi e respirò profondamente finché non riprese il controllo di sé.
— C-c-che cosa è s-s-successo, J-joan?
La calma di Miri, per quanto fosse fragile, sembrò tranquillizzare anche Joan. La ragazzina scivolò sull’erba accanto a Miri e si strinse le ginocchia fra le braccia. Sul polpaccio sinistro aveva un taglio non ancora rigenerato.
— Mia madre mi ha chiamato nel suo studio proprio quando stavo per andarmi a cambiare per l’A
Miri a
Joan continuò: — Mi ha raccontato che il Consiglio ha preso la decisione di farla abortire. Ho pensato che fosse una cosa strana: se i test prefetali mostrano da
— C-c-che c-c-cosa?
— Ho chiesto quale fosse il da
Attorno a loro fluttuava ancora la voce di Je
— Ho chiesto a mia madre perché il Consiglio avesse ordinato l’aborto, se il bambino era normale. Lei ha risposto che non era stato un ordine ma una forte raccomandazione, e lei e il papà l’avrebbero accettata. Ha cominciato a piangere di nuovo. Mi ha detto che l’analisi genetica dimostrava che il bambino è… era…
Non riuscì a dirlo. Miri abbracciò l’amica.
— …era un Dormiente.
Miri ritirò il braccio. Un istante dopo se ne pentì amaramente, ma era troppo tardi. Joan arrancò in piedi: — Anche tu pensi che la mamma dovesse abortire!
Davvero? Miri non ne era sicura. Le stringhe le turbinavano nella testa: regressione genetica, ridondanza di informazioni nel DNA, bambini che spiraleggiavano nel campo giochi, l’asilo, il laboratorio, la produttività… i mendicanti. Un neonato, morbido fra le braccia della madre di Joan. Ricordò Tony fra le braccia di sua madre, sua no
Je
Joan si mise a gridare: — Non sarò mai più tua amica, Miranda Sharifi! — Scappò via di corsa, con le gambe lunghe che balenavano sotto i pantaloncini verdi che non avrebbe mai dovuto indossare nell’A
— A-a-aspetta! — strillò Miri. — A-a-a-spetta! Io penso che il C-c-consiglio si sb-sbagli! — Ma Joan non l’aspettò.
Miri non sarebbe mai riuscita a raggiungerla.
Lentamente, goffamente, si alzò da terra e si recò nel laboratorio della Cupola Scientifica Quattro. Sia il suo terminale sia quello di Tony erano accesi e stavano eseguendo programmi. Miri li spense, quindi spazzò via tutte le copie cartacee dalla sua scrivania con un violento gesto del braccio.