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Drew scoppiò a ridere. — Davvero? Eric ha detto questo? Immagino che sia cambiato. — La meditabonda amarezza gli tornò nella voce.

Stella entrò di corsa nella camera con espressione eccitata. Aveva messo su peso e ormai assomigliava a un dipinto di Tiziano, con la carne soda e grassoccia sotto una giovanile chioma rossa. — Leisha c’è… Drew! Che ci fai a casa?

— È in visita — rispose Alice. — Cosa c’è, cara?

— C’è una visita per Leisha. A dire il vero sono in tre. — Stella sorrise, e il doppio mento le ondeggiò di, eccitazione. — Eccoli!

— Richard!

Leisha si catapultò attraverso la stanza per abbracciarlo. Richard la strinse, ridendo, e poi la lasciò andare. Leisha si voltò immediatamente verso la moglie di lui, Ada, una sottile ragazzina polinesiana che le sorrise timidamente. Ada aveva ancora dei problemi con l’inglese.

Quando Richard aveva portato Ada per la prima volta nella tenuta del Nuovo Messico, dopo vent’a

Poi, quattro a

Leisha le aveva dato il benvenuto, si era mesa a studiare il samoano e aveva cercato di nascondere di essere rimasta ferita nel profondo del cuore. Non era tanto perché Richard l’avesse rifiutata, quanto perché aveva rifiutato tutte le scelte dell’essere Inso

Gradatamente, però, Leisha aveva compreso. Il punto fondamentale per Richard non era soltanto che Ada, con i suoi sorrisi timidi, la sua parlata inceppata e la sua giovane adorazione per lui, era così diversa da Leisha; Ada era così diversa da Je

Richard, inoltre, sembrava felice. Aveva fatto ciò che Leisha non era riuscita a fare e aveva raggiunto una specie di pace con il loro passato Inso

— Io vedo te, Leisha — disse Ada in inglese. — Io vedo te con felicità.

— E io vedo con felicità te — rispose caldamente Leisha, Per Ada si trattava di un lungo discorso di notevole forza intellettuale.

— Io vedo te con felicità, Mirami Alice. — Mirami, aveva detto una volta Richard, era un termine di grande rispetto per gli onorati anziani. In modo timido e dolce e tuttavia molto deciso, Ada aveva decisamente rifiutato di credere che Alice e Leisha fossero gemelle.

— Ti vedo con felicità, cara — disse Alice. — Ti ricordi di Drew?

— Salve — salutò Drew sorridendo. Ada gli rivolse un debole sorriso, quindi distolse lo sguardo, come si confaceva a una do

La voce di Alice si fece tremula, il che significava che si stava stancando. — Stella ha detto tre visitatori…

Stella entrò, a quel punto, portando in braccio un neonato.

— Oh, Richard — disse Leisha. — Oh, Richard…

— Questo è Sean. Come mio padre.

Il piccolo assomigliava in maniera quasi assurda a Richard: fronte bassa, folti capelli scuri, occhi scuri. Solo la pelle color caffè indicava i geni di Ada. Evidentemente non lo avevano fatto modificare per nulla. Leisha prese in braccio il neonato, senza essere sicura di cosa provasse. Sean la fissò sole

— È magnifico…

— Fammelo tenere — disse Alice bramosa, e Leisha le consegnò il piccolo. Era contenta per Richard, che aveva sempre desiderato una famiglia, un punto fisso, una comunità intima. Due a

Kevin Baker, l’unico Inso

Je

Alice poteva avere perduto Moira, emigrata su una colonia di Marte, ma aveva Jordan con i suoi tre figli.

"Smettila", si disse, e lo fece.

Il bambino ve

— Ehi — disse Drew, e al suono della sua voce tutti sollevarono lo sguardo. — Ehi, questo bambino dorme.

Leisha rimase seduta immobile. Quindi si alzò, si avvicinò alla carrozzella di Drew e abbassò lo sguardo sul port-enfant appoggiato ai piedi del ragazzo. Sean giaceva con i piccoli pugni sollevati accanto alla testa, addormentato. Le palpebre chiuse tremolavano. Leisha sentì serrarsi lo stomaco. Richard aveva provato un tale odio per il suo genere, per la sua gente, che aveva fatto eseguire una modificazione genetica in vitro per invertire l’inso

L’uomo la stava fissando. — No, Leisha — disse tranquillamente. — Non l’ho fatto. È naturale.

— Naturale…

— Sì. Ecco dove siamo stati il mese scorso, dopo le Isole Artificiali: l’Istituto Medico di Chicago. In cerca delle risposte per una regressione spontanea. Ma lì non c’è nessuno in grado di fare più di una specie di intruglio da libro di cucina con le antiche scoperte. Che diavolo, non è rimasto alcun esperto in genetica da nessuna parte che sappia fare più di quello, eccetto che nel settore agricolo. — Rimase in silenzio: lui e Leisha sapevano che non era vero. Esisteva il Rifugio.

Leisha disse con voce incerta: — Sa

— Sembra essere abbastanza raro. Ovviamente ci sono talmente pochi Inso

Ancora quel silenzio, carico di ciò che non veniva pronunciato.

Fu Ada a rompere il silenzio. Non poteva aver seguito un gran che della conversazione fra Leisha e il marito, ma si alzò con grazia per portarsi accanto a Leisha. Ada si fermò e prese in braccio il bambino. Guardandolo teneramente disse: — Ti vedo con felicità, Sean. Ti vedo dormire — e il suo sguardo si alzò per incrociare direttamente quello di Leisha per la prima volta, per quanto Leisha ricordasse.

Anche quando tutto nel paese era cambiato, non era cambiato nulla.