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— Perché ciò che i forti devono ai mendicanti è chiedere a ognuno di loro perché è un mendicante, e agire di conseguenza — rispose Leisha misurando le parole. — Perché la comunità è il presupposto, non il risultato, e soltanto attribuendo all’improduttività la stessa individualità dell’eccellenza, e agendo di conseguenza, si colma l’obbligo nei confronti dei mendicanti di Spagna.
Si accorse che il ragazzino non aveva capito una singola parola. Né le chiese spiegazioni. Si alzò in piedi, recuperò il registratore con ovvio sollievo. Il lavoro giornaliero era terminato. Le porse la mano. — Be’, immagino che sia tutto. L’insegnante ha detto che quattro domande erano abbastanza. Grazie, signorina Camden.
Lei gli strinse la mano. Un ragazzino così cortese, così privo di odio e invidia, così soddisfatto. Così stupido. — Grazie, signor Cavanaugh. Per avere risposto alle mie domande. Risponderebbe ancora a una?
— Certo.
— Se il suo insegnante inserirà questa intervista nel notiziario scolastico, qualcuno la guarderà? — Lui distolse lo sguardo: Leisha si accorse che non aveva intenzione di metterla in imbarazzo con la risposta. Che ragazzino cortese. — Lei guarda mai i notiziari, signor Cavanaugh?
Ora lui incrociò il suo sguardo, con un’espressione sbalordita sul giovane volto. — Certamente! Tutta la mia famiglia lo fa! Come farebbero altrimenti la mamma e il papà a sapere quali Muli ci dara
— Oh — disse Leisha. — La Costituzione Americana all’opera.
— E l’a
— Grazie a lei — rispose Leisha. Stella sulla porta, con espressione severa, accompagnò il ragazzo all’uscita.
— La tua comunicazione telefonica è fra due minuti, Leisha, e adesso c’è…
— Stella, quante domande ha esaminato questo trimestre la Fondazione?
— Centosedici — rispose Stella con precisione. Teneva lei la documentazione della Fondazione, inclusa la contabilità.
— Di che percentuale siamo scesi rispetto allo scorso trimestre?
— Sei per cento.
— E dall’a
— Otto per cento. Lo sai. — Leisha lo sapeva: Stella avrebbe avuto molto più da fare se la Fondazione avesse funzionato al ritmo impetuoso dei primi a
— Il Rifugio compete — rispose dolcemente Leisha. — Il nuovo ordinamento economico non è basato comunque sulla competizione, è basato sulla qualità della vita: me l’ha appena detto quel giovanotto. Non mi tormentare, Stella, è il mio complea
— È quello che stavo cercando di raccontarti. C’è un bambino, appena fuori dal cancello, che sta gridando a squarciagola che vuole vedere te e nessun altro se non te.
— Un bambino Inso
Stella, però, disse: — No. Non è un Inso
— Eric lo ha messo a terra? — chiese Leisha. Il figlio dodice
— No — rispose Stella, con orgoglio. — Eric sta crescendo. Ha imparato a non colpire a meno che non ci sia una chiara necessità fisica di difendersi.
Leisha ne dubitava. Eric Bevington-Watrous la preoccupava. Tutto quello che disse, però, fu: — Fai entrare il ragazzino. Gli parlerò subito.
— Leisha! Tokio è in linea proprio adesso!
— Di’ che richiamerò. Assecondami, Stella: è il mio complea
— Alice è vecchia — rettificò Stella, mutando improvvisamente umore. Un istante dopo aggiunse: — Mi dispiace.
— Fai entrare il ragazzino. Quanto meno smetterà di strillare. Come hai detto che si chiama?
— Drew Arlen — rispose Stella.
In orbita sopra l’Oceano Pacifico, il Consiglio del Rifugio scoppiò in un applauso spontaneo.
Quattordici uomini e do
Je
Disse, con il godimento che le faceva scintillare gli occhi scuri: — Tutte le scansioni cerebrali, le analisi dei fluidi, i risultati della cartografia spinale e, ovviamente, le analisi del DNA non indicano altro se non successo. Bisogna congratularsi caldamente con i dottori Toliveri e Clemens. Così come, ovviamente, con Ricky ed Hermione. — Sorrise calorosamente al figlio e alla nuora. Ricky ricambiò il sorriso, Hermione abbassò la testa e uno spasmo attraversò il suo volto bello in modo stravagante. Circa la metà delle famiglie del Rifugio non alteravano più i geni, accontentandosi dei benefici intellettuali e psicologici dovuti all’inso
Il consigliere Victor Lin chiese con trepidazione: — Non possiamo vedere il bambino? È ovvio che l’ambiente debba essere sufficientemente sterile. — Svariate persone si misero a ridere.
— Sì, per favore — disse la consigliera Lucy Ames e arrossi. Aveva solo ventun a
— Certo, ovviamente. Tutti possiamo vedere il bambino. Vi debbo ripetere, però, ciò che vi è già stato detto prima: questo turno di alterazione genetica è andato ben al di là di qualsiasi cosa chiunque di noi possa pregiarsi di avere. Se vogliamo mantenere il nostro vantaggio sui Dormienti della Terra dobbiamo esplorare ogni via di superiorità che ci si apra davanti. Esistono, a volte, alcuni prezzi da pagare, inevitabili e di minore importanza, mentre ci muoviamo in avanti.
Quel discorso fece tornare tutti seri. Gli otto consiglieri a termine, quelli che non appartenevano alla famiglia Sharifi che controllava finanziariamente il cinquantuno per cento del Rifugio, e di conseguenza il cinquantuno per cento di voti nel Consiglio, si guardarono a vicenda. I sei consiglieri permanenti, Je
— Porta dentro il bambino — le disse Je
— Questa — disse Je
Hermione appoggiò la neonata sul tavolo delle conferenze e aprì la copertina gialla. Miranda aveva dieci settimane. Aveva la pelle pallida, del tutto priva di rosa, e i capelli erano uno spesso groviglio nero. Guardò attorno al tavolo delle conferenze con occhi brillanti, scurissimi. Quegli occhi sporgevano dalle orbite e dardeggiavano continuamente, incapaci di rimanere fermi. Il corpo forte ma piccino si contraeva incessantemente. I piccoli pugni si aprivano e chiudevano tanto velocemente che risultava difficile contarne le dita. La bambina irradiava una vitalità maniacale, una tensione nervosa talmente intensa che sembrava quasi che il suo sguardo potesse perforare a zig-zag la parete della cupola.
La giovane consigliere Ames si portò un pugno alla bocca.
— A prima vista — disse Je