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Nell’aprile del 1864, Lincoln aveva scritto al kentuckiano A.G. Hodges. Gli stati del nord erano infuriati per il massacro razziale di soldati negri a Fort Pillow, le casse federali erano quasi vuote, la guerra stava costando all’Unione due milioni di dollari al giorno. Quotidianamente Lincoln veniva ingiuriato sulla stampa; settimanalmente veniva bloccato in lotte con il Congresso. Il mese successivo, Grant avrebbe perso diecimila uomini a Cold Harbor, altri a Spotsylvania Oourthouse. Lincoln scrisse a Hodges: "Ammetto di non avere controllato gli eventi, ma confesso sinceramente che gli eventi ha

Leisha spinse il libro sotto il sedile dell’aereo e si chinò sul computer, ripiegandosi sulla legge.

Je

Un piccolo aereo passò sopra la sua testa, lasciando una scia, Je

Che Leisha aspettasse pure. O che si occupasse Richard di lei. Fin dal principio Je

Il piccolo aereo con l’insegna delle Imprese Baker scomparve fra gli alberi.

Je

"Io credo nel Rifugio" diceva Je

Si schermò gli occhi, cercando di scorgere dove fosse scomparso esattamente l’aereo di Leisha. Doveva essere stato individuato, presunse Je

Che cosa avrebbe detto la sua bisno

Non che le bisno

Il Rifugio si estendeva sotto di lei nel sole del mattino. Nel giro di ventidue a

L’Allegany aveva avuto caratteristiche uniche fra le riserve degli indiani americani in quanto comprendeva un’intera città non indiana, Salamanca, concessa in affitto fino dal 1892 ai cittadini residenti Seneca. Salamanca era stata inclusa nell’acquisto di Je

In lontananza, dietro ai cancelli del Rifugio, Je

L’automobile dell’aeroporto era già parcheggiata davanti alla casa che Je

Je

Leisha si trovava in piedi presso la vetrata del salotto che dava a sud e fissava il ritratto olografico incorniciato d’oro di Tony ehe la fissava, a sua volta, con occhi giovanili e sorridenti. La luce del sole si rifletteva sui capelli biondi di Leisha e scintillava. Quando udì Je

— Je

— Salve, Leisha.

— Hai un bell’aspetto.

— Anche tu.

— E Richard? Come sta

— Bene, grazie — rispose Je

Ci fu silenzio, pungente come il calore.

Leisha riprese: — Penso che tu sappia perché mi trovo qui.

— Be’, no, non lo so — rispose Je

Leisha produsse un rumore secco, impaziente. — Non essere evasiva con me, Je

Non cambiava mai, pensò Je

I ciechi volontari non meritavano di vedere.

— D’accordo, Leisha. Saremo oneste. Sei qui per scoprire se l’attacco di ieri all’industria tessile Noi-Dormiamo di Atlanta ha avuto origine nel Rifugio.

Leisha la fissò prima di esplodere: — Santo Dio, Je

Je

Leisha agitò un braccio. Inavvertitamente, la sua mano sfiorò l’ologramma di Tony: l’immagine voltò la testa nella sua direzione. — La mia opinione è irrilevante, come hai chiarito anche troppo spesso. Sono qui perché Kevin mi ha dato questo. — Estrasse una copia cartacea dalla tasca e la porse a Je

Rese il volto impassibile, rendendosi conto troppo tardi che quella impassibilità avrebbe comunicato a Leisha quello che le avrebbe detto un’emozione. Come avevano fatto Leisha e Kevin a mettere le mani su quella copia? La sua mente esaminò tutte le possibilità, ma lei non era un’esperta di reti di dati. Avrebbe dovuto togliere immediatamente Will Rinaldi e Cassie Blumenthal dai loro progetti per fare ricontrollare loro l’intera rete alla ricerca di buchi, bolle o falle.

— Non preoccuparti — la rassicurò Leisha. — I maghi informatici di Kevin non l’ha

Quello era anche peggio. Qualcuno all’interno del Rifugio, qualcuno che segretamente spalleggiava gli amanti dei Dormienti, qualcuno che era privo dell’abilità di riconoscere una guerra di sopravvivenza. A meno che, ovviamente, Leisha non stesse mentendo. Je

Leisha accartocciò il foglio nella mano e lo scagliò attraverso il salotto. — Come hai potuto dividerci ulteriormente in questo modo, Je