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«Bello», lui disse ed a
Ed anche Gwen a
Dirk si piegò in avanti e fissò il fondo della sua tazza. Non c’erano presagi da trarre con i fondi del caffè. Lui doveva parlarle. «Questa sera è stato tutto bello», disse. «Come su Avalon».
Quando lei mormorò qualcosa con cui si dichiarava d’accordo, lui continuò. «Abbiamo lasciato qualcosa laggiù, Gwen?».
Lei lo guardò dappertutto e sorseggiò il caffè. «Non è una bella domanda, Dirk e tu lo sai. Si lascia sempre qualcosa. Se si trattava di qualcosa con cui incominciare. Se non lo era, be’, allora poco male. Ma se si trattava di qualcosa di autentico, un pezzo d’amore, una coppa di odio, di disperazione, risentimento, brama. Una cosa qualsiasi. Ma doveva essere qualcosa».
«Non lo so», disse Dirk t’Larien sospirando. I suoi occhi guardarono giù e più in basso. «Allora, forse, tu sei l’unica realtà che io ho avuto».
«Triste», disse lei.
«Sì», disse lui. «Immagino di sì». Alzò gli occhi. «Io ho lasciato un mucchio di cose, Gwen. Amore, odio, risentimenti, tutto questo. Come hai detto tu. Brama». Rise.
Lei sorrise appena. «Triste», disse di nuovo.
Lui non voleva lasciar cadere l’argomento. «E tu? Hai lasciato qualcosa, Gwen?».
«Sì. È inutile negarlo. Qualcosa. Ed è continuato a crescere sempre di più».
«Amore?».
«Sei pressante», disse lei gentilmente, abbassando la tazza. Il robocameriere al suo fianco gliela riempì di nuovo, di nuovo con pa
«Ma devo», disse lui. «È abbastanza difficile starti così vicino e parlare di Worlorn, o dei costumi dei Kavalari, o dei cacciatori. Io non voglio parlare di queste cose!».
«Lo so. Due vecchi amanti che sta
«Immagino che dipenda da ciò che tu stai per dire. Una volta ho cercato di far ricominciare tutto. Te ne ricordi? Subito dopo che te ne sei andata. Ti ho mandato la mia gemma mormorante. Tu non hai mai risposto, non sei mai venuta». La sua voce era piatta, con un sapore leggero di rimprovero e di dispiacere, ma non c’era rabbia. Aveva perduto la sua rabbia in qualche posto, da poco.
«Non hai mai pensato perché?», chiese Gwen. «Io ricevetti la gemma e piansi. In quel periodo ero ancora sola, non avevo ancora incontrato Jaan e desideravo ardentemente qualcuno. Sarei ritornata se tu mi avessi chiamata».
«Ma io ti ho chiamata. Tu non sei venuta».
Un sorriso cattivo. «Ah, Dirk. La gemma mormorante arrivò in una scatoletta con allegata un’a
Dirk se ne ricordò e batté gli occhi. «Sì», ammise dopo un breve silenzio. «Credo di aver scritto proprio così. Mi dispiace. Non l’avevo mai capito. Ma adesso sì. È troppo tardi?».
«L’ho già detto. Nei boschi. Troppo tardi, Dirk, è tutto morto. Ci faremmo solo del male se tu insisti».
«Tutto morto? Tu hai detto di aver lasciato qualcosa, qualcosa che è cresciuto. L’hai detto un momento fa. Ti devi convincere, Gwen. Io non voglio farti male, o farmi male. Quello che voglio…».
«Io lo so cosa vuoi. Non può essere. Se ne è andato».
«Perché?», chiese lui. Allungò un dito attraverso il tavolo ed indicò il suo braccialetto. «Per quello? Giada-e-argento nei secoli dei secoli, non è così?».
«Forse», disse lei. Le mancò la voce, come se fosse incerta. «Non lo so. Noi… cioè, io…».
Dirk si ricordò tutte le cose che gli aveva detto Ruark. «So che non è facile parlarne», disse lui dolcemente, con attenzione. «Ed avevo promesso di aspettare. Ma ci sono cose che non possono aspettare. Tu avevi detto che Jaan è tuo marito, giusto? Ma che cos’è Garse? Che cosa significa betheyn?».
«Moglie acquisita», disse lei. «Ma tu non capisci. Jaan è diverso dagli altri Kavalari, più forte, più saggio e più modesto. Lui sta facendo cambiare le cose, lui da solo. I vecchi vincoli, di betheyn verso l’altolegato, i nostri vincoli non sono così. Jaan non ci crede in queste cose, come non crede che si debbano cacciare i falsuomini».
«Lui crede in Alto Kavalaan», disse Dirk, «e nel codice del duello. Può darsi che sia atipico, ma è pur sempre un Kavalar».
Era la cosa più sbagliata che potesse dire. Gwen si limitò a ridere e si risollevò. «Pfui», disse. «Adesso mi pari Arkin».
«Davvero? Magari Arkin ha ragione, dopo tutto. Un’altra cosa. Tu dici che Jaan non crede in molte delle vecchie superstizioni, giusto?».
Gwen a
«Bene. Allora, che mi dici di Garse? Non ho avuto molte possibilità per parlargli assieme. Indubbiamente, Garse è ugualmente illuminato».
Lei rimase immobile. «Garse…», cominciò. Si fermò e scosse il capo dubbiosa. «Be’, Garse è più conservatore».
«Sì», disse Dirk. Parve che improvvisamente avesse capito tutto. «Sì, penso che lo sia e questa è una grossa fetta del tuo problema, non è così? Su Alto Kavalaan non si fa uomo e do
«Sono molto affezionata a…».
«Ma dav-vero?».
Il viso di Gwen si indurì. «Piantala», disse.
La sua voce lo spaventò. Si tirò indietro, improvvisamente e malinconicamente conscio del modo in cui si era quasi sdraiato sul tavolo, pressando Gwen, spingendola, colpendola, attaccandola e tentandola, eppure era venuto per volerle bene e per aiutarla. «Mi dispiace», borbottò.
Silenzio. Lei lo fissava, il labbro inferiore le tremava, mentre cercava di darsi un contegno e di riacquistare forza. «Tu hai ragione», disse lei alla fine. «In parte, per lo meno. Io non sono… ecco… non sono completamente felice con i miei». Fece una risatina ironica, forzata. «Immagino di mentire a me stessa. Pessima idea, mentire a se stessi. Lo fa
«Perché?», disse Dirk. «Non capisco. Tutti voi continuate a parlare di… do
Gwen fece un sorriso smorto e si soffregò leggermente le tempie con due dita, come se avesse mal di testa e sperasse di farlo andar via con un massaggio. «Avresti dovuto lasciar finire Jaan», disse lei. «Allora avresti saputo tutto quello che sappiamo noi. Aveva appena cominciato a scaldarsi. E non era ancora nemmeno arrivato alla Piaga Dolorosa». Sospirò. «È tutta una lunga storia, Dirk ed in questo momento io non ho la da
«Va bene», disse Dirk. «Ma ci sono delle cose che non potrei leggere in una tesi. Pochi minuti fa tu stavi dicendo che non eri sicura di amare ancora Jaan. È sicuro che tu non ami Alto Kavalaan. Penso che tu odii Garse. Ma allora, perché ti fai questo?».
«Tu hai l’abilità di riuscire a fare domande odiose», disse lei acida. «Ma prima di rispondere permettimi di correggerti su alcuni punti. Può darsi che odii Garse, come dici tu. A volte sono assolutamente sicura di odiare Garse, anche se una simile affermazione ucciderebbe Jaan, se la sentisse. Ci sono altre volte, invece… non ti stavo mentendo prima, quando ti dicevo che provo molto affetto per lui. Quando sono arrivata la prima volta su Alto Kavalaan, avevo gli occhi pieni di rugiada, di un’i