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Appena fui uscito, diedi un colpetto sulla borsa e Pete si affrettò a tirare fuori la testa.

— Hai sentito quello che ha detto il cameriere, Pete? La vita è triste! Tanto più triste, poi, quando due amici non possono bere in santa pace scambiando due chiacchiere. Così ho deciso.

— Mao? — disse Pete.

— Sì, ho deciso, ed è inutile tergiversare!

— Mao! — assentì Pete con vigore.

— Dunque, siamo d’accordo. Basta attraversare la strada, e ci siamo.

La segretaria della Compagnia Mutua Assicurazioni era una bella ragazza, ma mi bastò pensare che al mio risveglio sarebbe stata grigia e rugosa come la Madre del famoso ritratto di Whistler, per non degnarla d’una seconda occhiata e chiederle subito che m’indirizzasse a chi di dovere.

— Sedetevi, prego — m’invitò la ragazza. — M’informo subito se uno dei nostri agenti è libero. — E prima che avessi potuto sedermi, aggiunse: — Il signor Powell vi aspetta. Da quella parte, prego.

L’ufficio del signor Powell mi fece subito pensare che le condizioni della Società dovevano essere assai floride. Lui mi porse da stringere una mano umidiccia; m’invitò a sedere, mi offrì una sigaretta e tentò, invano, di farmi deporre la borsa su un tavolino. — E ora, signore — chiese alla fine — che cosa posso fare per voi?

— Voglio il Lungo So

Powell inarcò le sopracciglia e mi guardò con accresciuto rispetto. Indubbiamente i clienti disposti a sottoscrivere una polizza di quel genere non s’incontravano tutti i giorni. — Saggia decisione — commentò con deferenza. — Vorrei poterlo fare anch’io, ma la famiglia, sapete… — Prese un foglio e continuò: — Di solito i clienti come voi non vogliono perdere tempo, quindi, ecco qua. Riempiamo questo modulo e poi, dopo una bella visita medica…

— Un momento — lo interruppi.

— Sì?

— Vorrei chiedervi una cosa. Avete gli impianti adatti per sottoporre a ibernazione un gatto?

Lui sussultò. — Volete scherzare — disse.

Io diedi un colpetto alla borsa, e Pete cacciò fuori la testa. — Vi presento il mio migliore amico. E adesso, per favore, rispondete alla mia domanda. In caso negativo mi rivolgerò alla Central Valley. Mi pare che abbia gli uffici qua sopra, o sbaglio?

Stavolta assunse un’espressione inorridita. — Signor… non ho capito bene il nome…

— Dan Davis.

— Signor Davis, quando un individuo ha oltrepassato la nostra soglia viene subito preso sotto la benevola protezione della Mutua. Non «posso» lasciarvi andare alla Central Valley.

— Come potrete impedirmelo? Con una mossa di judo?

— Eh? — disse lui, guardandosi intorno alla ricerca di aiuto. — Noi siamo gente per bene — balbettò.

— Perché, quelli della Central Valley sono mascalzoni?

— No, non volevo dire questo, signor Davis, ma…

— D’accordo. Ma, che cosa?

— …ma fatevi dare i prospetti di assicurazione da entrambe le Compagnie, poi sottoponeteli all’esame di un bravo avvocato perché li confronti…

— Signor Powell — lo interruppi — stiamo perdendo tempo inutilmente. Non avete ancora risposto alla mia domanda. La Mutua Assicurazioni accetta o non accetta il mio amico qui presente? In caso negativo ho perso fin troppo tempo in questi uffici.

— Dunque… volete pagare per preservare questa creatura mediante ipotermia?

— Voglio che io e lui si venga sottoposti al Lungo So

— Scusate. Vi esporrò la domanda in altri termini. Siete disposto a pagare la somma necessaria perché sia voi sia Petronio veniate sottoposti a ibernazione nel nostro Centro?

— Sì, ma a una condizione: che ci mettiate insieme.

— È una proposta insolita, e…

— Certo, ma penseremo poi ai dettagli… altrimenti ne parlerò con quelli della Central Valley. Per il momento mi interessa solo sapere se accettate, in linea di massima, o no.

— Ecco — disse lui, tamburellando sul piano della scrivania con la punta delle dita — un momento. — Sollevò il ricevitore del telefono e disse: — Opal, passatemi il dottor Berquist, per favore. — Non potei sentire il resto della conversazione, perché lui applicò il silenziatore al microfono, ma poco dopo depose il ricevitore e si rivolse a me sorridendo come se gli fosse morto un vecchio zio molto ricco. — Buone notizie, signor Davis! M’ero dimenticato in un primo momento che in origine gli esperimenti ve

— Credevo che il Centro Navale fosse andato distrutto nel bombardamento di Washington.

— Sono andati distrutti solo gli edifici esterni, signore, non quelli sotterranei. È questo un tributo alla perfezione tecnica. Quel gatto visse vent’a

— Va bene, va bene. Adesso passiamo al lato pratico.

I punti principali della polizza erano quattro: primo, come sistemare i propri affari durante il Lungo So

Decisi di farmi svegliare nell’a

Forse il 2000 era anche troppo lontano, ma svegliandomi prima non avrei potuto sperare di vedere Belle con una fitta rete di rughe sulla faccia.

Quando si ve

Il più difficile ve

Rimaneva la visita medica che mi preoccupava poco poiché avevo il sospetto che, per quel genere di polizze, la Compagnia accettasse anche clienti affetti da peste bubbonica.

Il signor Powell preparò quattro copie di dicia

— Sbronzo?

— Esattamente.

— Ma che cosa ve lo fa pensare, dottore? Io sono sobrio quanto voi. Volete una prova? «Sotto la panca la capra campa…»

— Non scherzate e rispondetemi.

— Uhm… diciamo da circa quindici giorni.

— Dal che deduco che c’è stato un motivo che vi ha indotto a bere. Vi era mai capitato prima di trovarvi in queste condizioni?

— Ecco… mai, a dire il vero. Dovete sapere… — E gli raccontai tutto quello che Miles e Belle mi avevano fatto, e perché mi sentivo così depresso.

Lui mi interruppe con un gesto. — Per favore, ho anch’io i miei dispiaceri, e poi non sono uno psicanalista. Quello che mi interessa è sapere se il vostro cuore resisterà o meno al processo che porterà la temperatura del vostro corpo a quattro gradi sotto zero. Sono sicuro che resisterà, e di solito non mi curo se i nostri clienti sono così matti da voler fare una cosa simile. Ma un residuo di coscienza professionale mi costringe a impedire che un uomo, chiunque sia e in qualunque stato d’animo si trovi, decida di andarsi a chiudere vivo in una bara, con il cervello imbevuto di alcol. Quindi: dietrofront!

— Cosa?

— Dietrofront. Debbo farvi un’iniezione intramuscolare. — Obbedii. Lui mi iniettò qualcosa, e mentre mi passava un batuffolo di ovatta sul luogo della puntura, disse: — Adesso vi farò bere una pozione, e fra venti minuti sarete più sobrio di quanto non lo siate stato da un mese in qua. E poi vedremo se avrete il buonsenso, cosa di cui dubito, di rivedere la vostra posizione e decidere di scappare da qui a gambe levate.

Io bevvi.

— Ecco fatto. Ora vestitevi. Firmo i vostri documenti, ma vi avverto che posso mettere il veto anche all’ultimo momento. Non bevete più alcolici, fate una cena leggera, e domattina venite qui a mezzogiorno, digiuno, per il controllo finale.

Si voltò senza nemmeno salutarmi. Io mi vestii e lasciai l’ambulatorio, di umor nero. Powell aveva già pronti i documenti. Io li presi in mano e lui disse: — Potete lasciarli qui e riprenderli domani a mezzogiorno. Verra

— E le altre copie? — mi informai.

— Una la teniamo noi, una va al tribunale, e la quarta negli Archivi di Carlsbad. Ora li metto al sicuro, e domani ve li do.

— Li posso tenere al sicuro anch’io — ribattei allungando la mano per afferrare il fascicolo. — Può darsi che mi venga voglia di cambiare qualche tipo di azioni che ho deciso di acquistare.

— Mi pare un po’ tardi, signor Davis.

— Non fatemi premura, per favore. Se deciderò di cambiare qualcosa, verrò prima di mezzogiorno.

Aprii la borsa e infilai i documenti in una tasca laterale, accanto a Pete. M’era già capitato altre volte di riporre lì delle carte importanti, e potete essere certi che erano più al sicuro che non negli Archivi di Carlsbad. Un borsaiolo, che una volta infilò una mano in quella tasca, deve portare ancora i segni dei denti e degli artigli di Pete.