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Attraversarono di corsa il cortile e nel superare la porta per poco non andarono a sbattere contro il grasso monaco che stava scendendo i gradini proveniente dalla stanza di Rosemund e appariva irritato o in preda a postumi da sbornia.

Nella sala non c'era nessun altro, il tavolo era ancora coperto di coppe e di piatti di carne e il fuoco stava ardendo fumoso e non accudito.

— Il mantello di Lady Yvolde è nel solaio — disse Rosemund. — Aspettami qui.

E si arrampicò su per la scala rapida come se avesse avuto Sir Bloet alle calcagna.

Kivrin tornò vicino al paravento e guardò fuori, ma da lì non poteva scorgere il passaggio. L'inviato del vescovo era fermo accanto alla giumenta di Eliwys con una mano sul pomo della sella, intento ad ascoltare qualcosa che il monaco gli stava dicendo quasi in un orecchio. Kivrin scoccò un'occhiata in direzione della porta chiusa in cima alle scale, domandandosi se il segretario risentisse davvero del troppo vino bevuto o se piuttosto non avesse avuto una lite con il suo superiore, dal momento che i gesti del monaco apparivano decisamente concitati.

— Ecco qui — commentò Rosemund, scendendo dal solaio tenendosi alla scala con una mano e reggendo il mantello nell'altra. — Vorrei che lo portassi tu a Lady Yvolde. Impiegherai soltanto un minuto.

Era l'occasione che Kivrin stava aspettando.

— Lo farò — assentì, prendendo il pesante mantello che Rosemund le porgeva, e uscì: una volta fuori era sua intenzione consegnare l'indumento al più vicino servitore perché lo portasse alla sorella di Bloet per poi dirigersi verso il passaggio.

Fa' che resti in chiesa qualche altro minuto, pregò fra sé. Fa' che riesca ad arrivare alla piazza. Quando uscì dalla porta si trovò però davanti Lady Imeyne.

— Perché non sei pronta a partire? — chiese la vecchia, guardando il mantello che lei aveva in mano. — Dov'è il tuo mantello?

Kivrin scoccò un'occhiata in direzione dell'inviato del vescovo, che aveva entrambe le mani intorno al pomo della sella e stava puntando il piede sulle dita intrecciate di Cob. Il monaco era già in sella.

— Il mio mantello è rimasto in chiesa — disse. — Ora vado a prenderlo.

— Non c'è tempo. Sta

Kivrin si guardò intorno con disperazione ma erano tutti fuori della sua portata: Eliwys era ferma vicino alle stalle con Gawyn, Agnes stava parlando animatamente con una delle nipoti di Sir Bloet e Rosemund non si vedeva da nessuna parte ed era probabilmente ancora nascosta in casa.

— Lady Yvolde mi ha chiesto di portarle il mantello — tentò.

— Ci può pensare Maisry — obiettò Imeyne. — Maisry!

Speriamo che sia ancora nascosta, pregò Kivrin.

— Maisry! — urlò Imeyne, e la ragazza apparve sulla porta della birreria, con le mani sugli orecchi. Lady Imeyne strappò il mantello dalle mani di Kivrin e lo lasciò cadere fra le braccia della serva.

— Smettila di piagnucolare e porta questo a Lady Yvolde — ordinò. — Vieni — ingiunse quindi, afferrando Kivrin per un polso e avviandosi verso l'inviato del vescovo. — Santo Padre, hai dimenticato Lady Katherine, che hai promesso di portare con te a Godstow.

— Non andiamo a Godstow — ribatté il prelato, issandosi in sella a fatica. — Andiamo a Bernecestre.

Gawyn era montato in sella a Gringolet e si stava avviando verso le porte.

Sta partendo con loro, pensò Kivrin. Forse durante il viaggio verso Courcy potrò persuaderlo a portarmi al sito o anche soltanto a dirmi dove si trova, poi potrò allontanarmi dagli altri e andarci da sola.

— Allora potrebbe venire con te a Bernecestre e poi essere scortata a Godstow da un monaco. Vorrei che venisse riportata al suo monastero.

— Non c'è tempo — replicò l'inviato, prendendo le redini.

— Perché partite così all'improvviso? — chiese Imeyne, afferrandolo per il manto scarlatto. — Qualcosa vi ha offesi?

L'inviato scoccò un'occhiata in direzione del frate, che stava tenendo le briglie del roano.

— No — assicurò, tracciando un vago segno di croce su Imeyne. — Dominus vobiscum et cum spiritu tuo — mormorò, fissando in maniera significativa la mano di lei sul proprio mantello.

— Come faremo per il nuovo cappellano? — insistette Imeyne.

— Vi lascio il mio segretario perché vi faccia da cappellano — disse l'inviato.

Kivrin si rese conto che stava mentendo e lo fissò con occhi penetranti. Il prelato scambiò un'altra misteriosa occhiata con il monaco e Kivrin si chiese se la loro urgente missione non fosse altro che una scusa per allontanarsi da quella vecchia piena di lamentele.

— Il tuo segretario? — ripeté Lady Imeyne, compiaciuta, e lasciò andare il mantello.

L'inviato del vescovo spronò immediatamente il cavallo e attraversò il cortile al galoppo, travolgendo quasi Agnes che si affrettò a spostarsi di lato e corse poi da Kivrin per nascondere la testa nella sua go

Tutti sembravano sollevati, o forse era soltanto il rilassamento del pomeriggio natalizio e la reazione al fatto di essere in piedi dalla mattina del giorno precedente. Nessuno acce

Rosemund salì in solaio per sdraiarsi un poco e Agnes sedette accanto a Kivrin, posandole la testa in grembo e giocherellando distrattamente con la sua campanella.

Soltanto Lady Imeyne rifiutò di cedere al languore pomeridiano.

— Voglio che il mio nuovo cappellano preghi con me — dichiarò, e salì la scala per bussare alla porta.

Eliwys protestò pigramente, con gli occhi ancora chiusi, avvertendola che l'inviato del vescovo aveva raccomandato di non disturbare il segretario, ma Imeyne bussò lo stesso parecchie volte e con forza, senza però ottenere risultati. Dopo aver atteso qualche momento bussò ancora e infine scese di nuovo i gradini, inginocchiandosi in fondo ad essi per leggere il suo Libro delle Ore e per tenere d'occhio la porta in modo da poter bloccare il segretario non appena ne fosse emerso.

Agnes continuò a tamburellare con un dito contro la sua campanella, sbadigliando vistosamente.

— Perché non sali in solaio e ti sdrai con tua sorella? — suggerì Kivrin.

— Non sono stanca — dichiarò la bambina, sollevandosi a sedere. — Dimmi cosa è successo alla fanciulla a cui il padre aveva ordinato di non andare nella foresta.

— Lo farò soltanto se ti sdrai — ribatté Kivrin, poi cominciò la storia e la bambina si addormentò dopo le prime due frasi.

Nel tardo pomeriggio Kivrin si ricordò del cucciolo di Agnes. Tutti stavano dormendo, perfino Lady Imeyne che aveva rinunciato ad aspettare il segretario e si era andata a sdraiare in solaio. In un momento imprecisato Maisry era strisciata sotto uno dei tavoli ed ora stava russando sonoramente.

Kivrin sfilò con cautela le ginocchia da sotto la testa di Agnes e uscì per seppellire il cucciolo. Nel cortile non c'era nessuno e la piazza su cui fumavano i resti del grande falò era deserta… evidentemente anche la gente del villaggio si stava concedendo un so

Prelevato il cadavere di Blackie, Kivrin andò nella stalla per prendere una pala di legno. L'unico cavallo rimasto negli stalli era il pony di Agnes, e lei lo fissò con espressione accigliata, chiedendosi in che modo ci si aspettava che il segretario potesse seguire gli altri fino a Courcy. Forse dopo tutto l'inviato non aveva mentito e il segretario era destinato ad essere il nuovo cappellano, che gli piacesse o meno.

Munitasi di pala, portò il corpo già rigido di Blackie oltre la chiesa, aggirando il lato settentrionale dell'edificio prima di posare a terra il cucciolo e di cominciare a picchiare contro la crosta di neve.

La terra era letteralmente dura come la pietra e la pala di legno non riuscì a scalfirla neppure quando lei esercitò pressione su di essa con entrambi i piedi, per cui dopo un po' si decise a risalire la collina fino all'inizio del bosco per poi scavare nella neve alla base di un frassino e seppellire il cucciolo nello strato di terriccio molle e di foglie marce.

— Requiescat in pace — disse, in modo da poter riferire ad Agnes che l'animale aveva avuto una sepoltura cristiana, e ridiscese la collina desiderando che Gawyn scegliesse proprio quel momento per rientrare perché così avrebbe potuto chiedergli di accompagnarla al sito quando tutti stavano ancora dormendo.

Attraversò lentamente la piazza, con l'orecchio teso per sentire l'eventuale rumore prodotto da un cavallo, poi pensò che probabilmente Gawyn sarebbe giunto dalla strada principale e dopo aver appoggiato la pala contro la staccionata del recinto dei maiali raggiunse e oltrepassò le porte del maniero, ma ancora non udì nulla.

La luce pomeridiana stava cominciando a sbiadire e se Gawyn non fosse tornato presto sarebbe diventato troppo buio per andare al sito, senza contare che entro mezz'ora Padre Roche avrebbe suonato i vespri e avrebbe svegliato tutti. Del resto una volta rientrato Gawyn avrebbe dovuto accudire il proprio cavallo indipendentemente dall'ora e lei sarebbe potuta sgusciare nella stalla per chiedergli di portarla al sito l'indomani mattina.

Oppure avrebbe potuto semplicemente spiegarle dove esso si trovava e disegnarle una mappa perché potesse trovarlo senza il suo aiuto. In questo modo non sarebbe dovuta andare nei boschi sola con lui e se anche Lady Imeyne avesse deciso di affidare a Gawyn qualche altro incarico proprio il giorno del recupero lei avrebbe potuto prendere uno dei cavalli e raggiungere comunque il sito.

Rimase vicino alle porte fino a quando cominciò a sentire freddo, poi seguì il muro fino al recinto dei maiali e al cortile. Esso era ancora deserto, ma Rosemund era nell'anticamera del maniero con il mantello addosso.

— Dove sei stata? — le chiese. — Ti ho cercata dappertutto. Il segretario…

Il cuore di Kivrin ebbe un sussulto.

— Cosa succede? Sta partendo? — chiese, pensando che l'uomo si fosse ripreso dall'ubriacatura e stesse per andarsene a sua volta… e che Lady Imeyne fosse riuscita a persuaderlo ad accompagnarla a Godstow.

— No — replicò Rosemund, entrando nella sala, che era vuota, segno che Eliwys e Imeyne dovevano essere nella stanza di sopra con il segretario. La ragazza sfilò la spilla di Sir Bloet e si tolse il mantello, aggiungendo: — È malato, e Padre Roche mi ha incaricata di cercarti.

E si avviò su per le scale.

— Malato? — ripeté Kivrin.

— Sì. La no

In modo da poterlo poi mettere al lavoro, pensò Kivrin, seguendo Rosemund su per i gradini.

— E Maisry lo ha trovato malato? — domandò.

— Sì. Ha la febbre.