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Il villaggio si stava manifestamente preparando al Natale, come indicavano il fumo che usciva dal tetto di ogni capa

— Agnes! — gridò Rosemund, in tono furioso.

Sollevando lo sguardo, Kivrin vide che Agnes si era fermata ed era di nuovo girata sulla sella, anche se al richiamo della sorella fu pronta a riprendere il cammino.

— Non ti aspetterò oltre, bamboccia! — esclamò però Rosemund, e spinse il cavallo al trotto, sparpagliando i polli e quasi travolgendo una ragazzina scalza e con le braccia cariche di legna.

— Rosemund! — chiamò Kivrin, ma lei era già fuori portata d'udito e Kivrin non voleva lasciare Agnes sola per andarle dietro. — Tua sorella è irritata per il fatto che andiamo a prendere l'agrifoglio? — chiese quindi ad Agnes, sapendo che non era così ma sperando che la bambina le fornisse qualche informazione.

— Lei è sempre irritata — ribatté Agnes. — La no

La ragazzina che Rosemund per poco non aveva travolto si fermò a guardarle a bocca aperta, la moglie del castaldo sollevò lo sguardo con un sorriso al loro passaggio e si rimise a mungere, mentre i due uomini intenti a tagliare la legna si tolsero il cappello e s'inchinarono.

Subito dopo oltrepassarono la baracca in cui Kivrin si era rifugiata il giorno in cui aveva cercato di trovare il sito, la capa

— Agnes — domandò, — Padre Roche è venuto con voi quando siete andati a prendere il ceppo di Natale?

— Sì, perché lo doveva benedire — a

— Oh — mormorò Kivrin, delusa perché aveva sperato che il prete potesse essere andato con Gawyn a prendere le sue cose e sapesse quindi dov'era il sito della transizione. — Gawyn è stato aiutato da qualcuno a portare le mie cose al maniero? — chiese poi.

— No — replicò Agnes, ma lei non riuscì a capire se lo sapesse davvero o meno. — Gawyn è molto forte… con la sua spada ha ucciso quattro lupi.

Sembrava una cosa improbabile, ma lo stesso si poteva dire del salvataggio di una fanciulla assalita nei boschi, e poi era ovvio che Gawyn era pronto a fare qualsiasi cosa che potesse conquistargli l'amore di Eliwys, anche trascinare a casa un carro da solo.

— Padre Roche è forte — commentò Agnes.

— Padre Roche se n'è andato! — ribatté Rosemund, che era già scesa di sella, aveva legato il cavallo al portico di accesso al cimitero ed era in piedi in mezzo al cortile della chiesa con le mani sui fianchi.

— Hai controllato in chiesa? — domandò Kivrin.

— No — ribatté Rosemund, cupa, — ma guarda quanto sta aumentando il freddo. Padre Roche ha troppo buon senso per aspettare qui che si metta a nevicare.

— Guarderemo in chiesa — decise Kivrin, smontando e porgendo le braccia ad Agnes. — Vieni, Agnes.

— No — rifiutò lei, mostrandosi quasi cocciuta quanto la sorella. — Aspetterò qui con Saraceno — spiegò, accarezzando la criniera dell'animale.

— Saraceno starà bene anche da solo — dichiarò Kivrin, protendendosi per prendere la bambina e posarla a terra. — Avanti, guardiamo prima in chiesa — continuò, prendendola per mano mentre apriva il cancello del portico per entrare nel cortile della chiesa.

Agnes non protestò ma continuò a lanciare da sopra la spalla occhiate ansiose in direzione dei cavalli.

— A Saraceno non piace essere lasciato solo — azzardò.

Rosemund si arrestò nel centro del cortile della chiesa e si girò con le mani sui fianchi.

— Cosa nascondi, bambina cattiva? Hai forse rubato delle mele e le hai nascoste nelle sacche della sella?

— No! — gridò Agnes, allarmata, ma Rosemund si stava già dirigendo a grandi passi verso il pony. — Sta lontana! Quello non è il tuo pony, è il mio — stridette Agnes.

Bene, se non altro non ci sarà bisogno di andare a cercare il prete, pensò Kivrin. Se è qui tutto questo fracasso lo indurrà di certo a venire fuori.

Intanto Rosemund stava slacciando le sacche della sella.

— Guardate! — esclamò dopo un momento, sollevando per la collottola il cucciolo di Agnes.

— Oh, Agnes — gemete Kivrin.

— Sei una bambina cattiva — ripeté Rosemund. — Adesso dovrei portare questa bestia al fiume e a

E acce

— No! — urlò Agnes, correndo verso il cancello, ma subito Rosemund sollevò il cucciolo fuori della portata della sorella.

Pensando che la situazione si era protratta anche troppo, Kivrin interve

— Smettila di urlare, Agnes. Tua sorella non farà del male al tuo cucciolo — garantì, mentre la bestiola le si inerpicava lungo il collo e cercava di leccarle una guancia. — Però i cani non possono cavalcare sui cavalli: nella sacca della sella Blackie non riuscirebbe a respirare.

— Potrei portarlo io — suggerì Agnes, senza troppa speranza. — Lui voleva cavalcare il pony.

— Ha fatto una bella cavalcata fino alla chiesa e ne farà un'altra fino alla stalla — tagliò corto Kivrin, con fermezza. — Rosemund, riporta Blackie nella stalla — continuò, consegnando la bestiola alla ragazza che la prese di nuovo per la collottola. — È ancora un neonato, Agnes, e adesso ha bisogno di sua madre, e di dormire.

— Sei tu la neonata, Agnes! — sibilò Rosemund, in tono tanto furente da indurre Kivrin a dubitare di poterle affidare in cucciolo da riportare indietro. — Mettere un cane su un cavallo! E adesso dobbiamo perdere tempo per riportarlo indietro! Sarò felice quando sarò cresciuta e non avrò più a che fare con i neonati!

Montò in sella continuando a tenere la bestiola per la collottola, ma una volta assestata in arcione l'avvolse quasi con tenerezza in un angolo del proprio mantello e la te

— Di certo ormai Padre Roche se ne sarà andato! — gridò, e partì al galoppo.

Kivrin cominciava a temere che potesse avere ragione. Il chiasso che avevano fatto era stato tale da risvegliare i morti sotto le lapidi di legno, ma dalla chiesa non era uscito nessuno, quindi era probabile che il prete se ne fosse andato parecchio tempo prima del loro arrivo. Kivrin prese però lo stesso Agnes per mano e la condusse dentro la chiesa.

— Rosemund è una ragazza cattiva — dichiarò la bambina.

Kivrin si sentiva propensa a condividere la sua opinione, ma poiché non poteva dirlo e non se la sentiva neppure di prendere le difese di Rosemund preferì restare in silenzio.

— E non sono una neonata — rincarò Agnes, sollevando lo sguardo verso di lei per avere una conferma, ma anche a quello non c'era risposta. Kivrin spinse le pesanti porte e indugiò a guardare l'interno della chiesa.

Lì non c'era nessuno e la navata era immersa in un buio quasi totale perché il grigiore della luce esterna non riusciva a penetrare attraverso le finestre di vetro scuro… soltanto la porta aperta forniva un chiarore sufficiente a vedere che la chiesa era vuota.

— Forse è nel coro — suggerì Agnes, oltrepassando Kivrin nella navata buia per inginocchiarsi e farsi il segno della croce prima di girarsi a guardare con impazienza la sua accompagnatrice.

Il prete non era però neppure nel coro. Da dove si trovavano Kivrin poteva vedere che non c'erano candele sull'altare, ma Agnes non sarebbe stata soddisfatta finché non avessero cercato in tutta la chiesa, quindi Kivrin s'inginocchiò e si segnò a sua volta, poi si avviò con la bambina fino alla parete divisoria. Le candele davanti alla statua di Santa Caterina erano state spente e nell'aria si sentiva ancora l'odore acuto di sego e di fumo… Kivrin si chiese se Padre Roche le avesse spente prima di uscire, perché il fuoco avrebbe costituito un grosso problema anche in un edificio di pietra e le candele non avevano piattini votivi nei quali potersi consumare senza pericoli.

Agnes puntò dritta verso la parete divisoria, premette la faccia contro il legno intagliato e chiamò il prete, poi si girò immediatamente e a

— Non è qui, Lady Kivrin. Forse è nella sua casa.

E uscì di corsa dalla porta della sagrestia. Kivrin era certa che quella non fosse una cosa permessa, ma adesso non le restava altro da fare che seguire la bambina attraverso il cortile della chiesa e fino alla casa più vicina.

Essa doveva appartenere al prete perché Agnes era già ferma fuori della porta intenta a chiamare a squarciagola il nome di Padre Roche, e perché era ovvio che la casa del prete fosse la più vicina alla chiesa, ma Kivrin ne rimase comunque sorpresa.

Infatti la costruzione appariva malconcia quanto la capa

Adesso Agnes stava picchiando contro il battente, che appariva privo di consistenza quanto la capa

— Forse è nella torre campanaria — suggerì.

— No, non lo credo — ribatté Kivrin, afferrandola per mano in modo da impedirle di saettare di nuovo attraverso il cortile della chiesa e acce

— Potrebbe farlo — insistette Agnes, piegando la testa da un lato come se stesse ascoltando qualcosa.

Kivrin ascoltò a sua volta ma non colse nessun suono… e soltanto allora si rese conto che la campana posta a sudovest aveva cessato di suonare dopo averlo fatto quasi senza sosta mentre lei aveva la polmonite. Kivrin rammentava di averla sentita suonare ancora quando era andata nelle stalle per la seconda volta a cercare Gawyn ma non ricordava se da allora l'avesse più udita suonare o meno.

— Hai sentito, Lady Kivrin? — chiese Agnes, poi si liberò dalla stretta di Kivrin e spiccò la corsa, non in direzione della torre campanaria ma intorno alla chiesa e verso il lato settentrionale dell'edificio. — Visto? — gongolò, indicando ciò che aveva trovato. — Padre Roche non è andato via.