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— Il virus — spiegò lei. — È passato attraverso la macchina del tempo?
— Non è una cosa possibile, vero? — domandò Gilchrist, scoccando un'occhiata nervosa a Dunworthy.
— No — garantì questi. Era evidente che Gilchrist non sapeva assolutamente nulla dei paradossi del continuum o della teoria della concatenazione… quell'uomo non aveva nessun titolo per essere il Sostituto del Preside di Facoltà. Non sapeva neppure come funzionasse quella rete attraverso cui aveva mandato con tanta disinvoltura Kivrin. — Il virus non può essere giunto attraverso la rete.
— La Dottoressa Ahrens ha detto che quell'Indiano è stato il solo caso — obiettò la do
— Sono certo che la Sezione Medievale ha preso tutte le necessarie misure per impedire questa eventualità… — cominciò Gilchrist.
— Non esiste nessuna possibilità che un virus possa attraversare la rete — dichiarò Dunworthy, con rabbia. — Il continuum spaziotemporale non permette che succeda.
— Però mandate la gente nel passato — insistette la do
Si trattava di un'argomentazione che Dunworthy non aveva più sentito dai tempi in cui la rete era appena stata inventata, quando la sua teoria era ancora compresa soltanto in parte.
— Le garantisco che è stata presa ogni precauzione — ribadì Gilchrist.
— La rete non può essere attraversata da nulla che possa influenzare il corso della storia — spiegò Dunworthy, scoccando a Gilchrist un'occhiata rovente… con i suoi discorsi di precauzione e di probabilità lui stava soltanto incentivando i timori della do
Il paramedico non parve convinto.
— Le assicuro… — ricominciò Gilchrist; in quel momento sopraggiunse Mary, che aveva in mano fasci di fogli di diversi colori, e Gilchrist si alzò subito in piedi. — Dottoressa Ahrens, esiste la possibilità che l'infezione virale contratta dal Signor Chaudhuri sia giunta attraverso la rete? — domandò.
— È ovvio che no — rispose Mary, accigliandosi, come se l'idea le apparisse ridicola. — In primo luogo le malattie non possono attraversare la rete, perché questo violerebbe i paradossi. In secondo luogo, anche ammettendo che il virus sia venuto di lì… il che è impossibile… Badri lo avrebbe contratto meno di un'ora dopo il suo arrivo e questo vorrebbe dire che il virus ha un periodo di incubazione di un'ora appena, il che è assurdo. Se però fosse successo, il che non è, voi tutti sareste già malati, perché sono passate oltre tre ore da quando siete stati esposti ad esso.
E cominciò a raccogliere le liste dei contatti.
— Come Sostituto del Preside della Facoltà — dichiarò Gilchrist, che appariva irritato, — ho delle responsabilità da assolvere. Per quanto tempo intendete trattenerci ancora qui?
— Soltanto quello necessario a raccogliere le liste e a darvi le necessarie istruzioni. Al massimo cinque minuti — rispose Mary, prelevando la lista stilata da Latimer.
Montoya si affrettò a prendere i propri figli dal tavolo e cominciò a scrivere in fretta.
— Cinque minuti? — domandò il paramedico che aveva voluto sapere se il virus era giunto attraverso la rete. — Vuol dire che siamo liberi di andare?
— In libertà vigilata dal punto di vista medico — precisò Mary.
Sistemò quindi le liste in fondo al fascio di fogli che aveva in mano e cominciò a distribuire gli altri, che erano di un rosa acceso… pareva che si trattasse di una specie di modulo per essere dimessi, in cui si liberava l'Infermeria da qualsiasi tipo di responsabilità.
— Abbiamo ultimato le vostre analisi del sangue — continuò Mary, — e in nessuna di esse figura un aumentato livello di anticorpi.
Consegnò quindi a Dunworthy un modulo azzurro che liberava il Servizio Sanitario Nazionale da ogni responsabilità e confermava la disponibilità a pagare tutte le spese che non fossero da esso coperte entro un tempo massimo di trenta giorni.
— Mi sono tenuta in contatto con il CMI, e le loro raccomandazioni sono di effettuare osservazioni controllate, con un continuo monitoraggio della temperatura e un prelievo di campioni di sangue ogni dodici ore.
Il foglio che stava distribuendo adesso era verde e recava la scritta «Istruzioni per i Primi Contatti» Il primo punto diceva: «Evitare di avere contatti con altre persone.»
Dunworthy pensò a Finch e ai suonatori di campane americani, che senza dubbio lo stavano aspettando alle porte di Balliol armati di convocazioni in giudizio e di Sacre Scritture, e a tutte le persone impegnate nelle compere natalizie o trattenute a Oxford dalla quarantena che affollavano il tragitto fino al college.
— Registrate la vostra temperatura a intervalli di mezz'ora — avvertì Mary, distribuendo un foglio giallo, — e presentatevi qui immediatamente se il vostro monitor dovesse mostrare che è in aumento. Alcune fluttuazioni sono normali, perché nel pomeriggio e di sera la temperatura tende ad alzarsi, quindi qualsiasi valore fra 36 e 37,4 è da considerare nella norma. Presentatevi immediatamente se doveste registrare una temperatura superiore a 37,4 o se doveste avvertire altri sintomi, come emicrania, tensione al torace, confusione mentale o vertigini.
Ciascuno dei presenti guardò il proprio monitor e cominciò senza dubbio ad avvertire l'insorgere di un'emicrania. Dunworthy aveva avuto mal di testa per tutto il pomeriggio.
— Evitate il più possibile di avere contatti con altri — continuò Mary. — A
La dottoressa diede quindi a Dunworthy un altro foglio rosa… a quanto pareva cominciava ad essere a corto di colori. Questa volta si trattava di una specie di diario personale intitolato «Contatti»; più in baso c'era scritto: «Nome, Indirizzo, Tipo di Contatto, Ora.»
Era un vero peccato che il virus contratto da Badri non avesse mai avuto a che fare con l'SSN o con il CMI, perché in quel caso non sarebbe riuscito a oltrepassare la porta.
— Dovrete presentarvi qui a rapporto alle sette di domani mattina. Nel frattempo vi consiglio una cena calda e un buon letto, perché il riposo è la migliore difesa contro qualsiasi virus. Voi siete liberi dal servizio per la durata della quarantena temporanea — aggiunse, rivolta ai due paramedici, poi distribuì altri fogli dai colori più svariati e infine chiese in tono vivace: — Ci sono domande?
Dunworthy guardò in direzione della do
— Posso tornare ai miei scavi? — volle sapere Montoya.
— Non se sono fuori del perimetro della quarantena — replicò Mary.
— Grandioso! — esclamò l'archeologa, ficcando rabbiosamente i fogli nelle tasche della sua giacca militare. — L'intero villaggio verrà lavato via dalla pioggia mentre io sono bloccata qui.
E se ne andò con aria tempestosa.
— Ci sono altre domande? — chiese Mary, imperturbabile. — Benissimo, allora ci vediamo tutti domattina alle sette.
I due paramedici uscirono insieme, la do
— Mi aspetto di essere tenuto informato di ogni sviluppo — dichiarò quindi Gilchrist. — Sto cercando di contattare Basingame per avvertirlo che è essenziale che ritorni e si incarichi di questa faccenda.
Uscì quindi con passo deciso, ma fu costretto ad aspettare e a tenere aperta la porta, perché Latimer potesse raccogliere due moduli che gli erano caduti.
— James, domattina vuoi passare a prendere Latimer, per favore? — domandò Mary, esaminando gli elenchi dei contatti. — Altrimenti non si ricorderà mai di presentarsi qui alle sette.
— Voglio vedere Badri — ribatté Dunworthy.
— Laboratorio, Brasenose — lesse Mary, sui fogli. — Ufficio del Decano, Brasenose. Laboratorio, Brasenose. Nessuno ha visto Badri in un posto che non fosse il laboratorio della rete?
— Nell'ambulanza, mentre venivamo qui, ha detto che qualcosa non andava — insistette Dunworthy. — Può essere che si tratti dello slittamento, e se è spostata di più di una settimana Kivrin non avrà idea di come calcolare il momento del recupero.
Mary non ripose e continuò invece a sfogliare le liste con espressione accigliata.
— Devo accertarmi che non ci siano stati problemi nella verifica dei dati — persistette Dunworthy.
— Molto bene — dichiarò Mary, sollevando lo sguardo. — Questi fogli sono inutili perché ci sono enormi buchi nei movimenti di Badri durante gli ultimi tre giorni. Lui è la sola persona che ci possa dire dove è stato e con chi è venuto in contatto. — Si avviò quindi nel corridoio precedendo Dunworthy, e continuò: — Ho incaricato un'infermiera di stare con lui e di fargli delle domande, ma è molto disorientato e ha paura di lei. Forse non ne avrà di te.
Arrivata in fondo al corridoio si avvicinò all'ascensore.
— Piano terreno, per favore — disse nel microfono. — Badri è cosciente soltanto a intervalli di pochi minuti — spiegò poi a Dunworthy. — Potrebbe volerci la maggior parte della notte.
— Non importa — replicò lui, — tanto non riuscirò a riposare finché non avrò la certezza che Kivrin è arrivata sana e salva.
L'ascensore il portò più su di due piani, poi percorsero un altro corridoio e oltrepassarono una porta che era contrassegnata dalla scritta VIETATO L'INGRESSO: CORSIA DI ISOLAMENTO. Oltre la porta una capoinfermiera dall'espressione cupa sedeva ad una scrivania, intenta e tenere sotto controllo un monitor.
— Sto portando il Signor Dunworthy a visitare il Signor Chaudhuri spiegò Mary. — Ci servira
— La febbre è salita di nuovo… 39,8 — replicò l'infermiera, consegnando loro le tute protettive contenute in buste di plastica sigillate e composte da un lungo camice di carta che si chiudeva sulla schiena, cappello, maschera impermeabile che era impossibile infilare sopra il cappello, copriscarpe simili a stivali e guanti impermeabili. Dunworthy commise l'errore di infilarsi prima i guanti e impiegò quelle che gli parvero ore per cercare di allargare il camice e di mettersi la maschera.