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— Io lo sapevo — dichiarò la Signora Gaddson, avanzando lungo il corridoio verso di loro con la veemenza di una locomotiva a vapore. — Ha contratto qualche orribile malattia, vero? È colpa di tutto quel remare.
— Non può entrare qui dentro — avvertì Mary, facendosi avanti. — Questa e un'area di isolamento.
La Signora Gaddson continuò però ad avanzare brandendo la valigia come un'arma impropria mentre il largo poncho trasparente che indossava sopra il cappotto spargeva gocce di pioggia da tutte le parti.
— Non potete liquidarmi in questo modo, io sono sua madre ed esigo di vederlo.
— Ferma — ordinò Mary, sollevando la mano come avrebbe fatto un poliziotto e usando il suo migliore tono da capoinfermiera.
Stupefacentemente, la Signora Gaddson si bloccò.
— Una madre ha il diritto di vedere suo figlio — ripeté, poi la sua espressione si addolcì e aggiunse: — Sta molto male?
— Se si riferisce a suo figlio William lui sta benissimo, almeno per quanto mi risulta — replicò Mary, quindi sollevò ancora la mano e aggiunse: — La prego di non avvicinarsi ulteriormente. Perché pensa che William sia malato?
— L'ho capito nel momento stesso in cui ho saputo della quarantena. Una fitta di dolore mi ha attraversata quando il capostazione ha parlato di «quarantena temporanea» — spiegò, posando la valigia per indicare l'esatto punto in cui si era manifestata quella fitta. — È stato perché non ha preso le sue vitamine. Ho chiesto ai docenti del college di badare che lo facesse — proseguì, scoccando a Dunworthy un'occhiata che poteva rivaleggiare con quelle di Gilchrist, — ma loro ha
— Non è William il motivo per cui è stata dichiarata una quarantena temporanea — garantì Mary. — Uno dei tecnici universitari ha contratto un'infezione virale.
Dunworthy notò con gratitudine che non aveva specificato «uno dei tecnici di Balliol.»
— Finora il tecnico è il solo caso che si sia verificato e non esistono indicazioni che se ne possano manifestare altri — continuò Mary. — La quarantena è quindi una misura puramente precauzionale, glielo garantisco.
— Il mio Willy è sempre stato malaticcio — insistette la Signora Gaddson, che non appariva convinta, — e non è semplicemente capace di badare a se stesso. Studia così intensamente in quella stanza piena di spifferi — proseguì, scoccando un'altra occhiataccia a Dunworthy, — che mi sorprende che non abbia già contratto da tempo un'infezione virale.
Intanto Mary aveva riabbassato la mano, infilandola nella tasca in cui teneva il cercapersone, e Dunworthy si augurò che stesse chiamando aiuto.
— Dopo la fine di un solo trimestre a Balliol la salute di Willy era completamente a pezzi, e tuttavia il suo docente lo ha costretto a restare qui durante le vacanze di Natale per leggere Petrarca — aggiunse la Signora Gaddson. — È per questo che sono venuta. Il pensiero che lui fosse tutto solo a Natale in questo posto orribile, mangiando Dio solo sa cosa e facendo una quantità di cose che mettono in pericolo la sua salute era qualcosa che un cuore di madre non poteva semplicemente sopportare — dichiarò, posando la mano nel punto che era stato trapassato da una fitta quando aveva sentito le parole «quarantena temporanea». — Ed è stato decisamente provvidenziale che io abbia deciso di partire quando l'ho fatto, decisamente provvidenziale. Per poco non ho perso il treno a causa dell'ingombro della valigia e stavo per decidere di aspettare quello successivo, ma desideravo così tanto rivedere il mio Willy che alla fine ho gridato di aspettare… ed avevo appena messo piede alla stazione di Cornmarket quando il capostazione ha detto: 'Quarantena temporanea. Il servizio è momentaneamente sospeso.' E pensare che se avessi perso quel treno e avessi aspettato il successivo sarei stata bloccata dalla quarantena.
Se lo avessi perso, gemette mentalmente Dunworthy.
— Sono certo che William sarà sorpreso di vederla — disse ad alta voce, sperando che la do
— Già — conve
In quel momento la porta si spalancò e sopraggiunsero di corsa due persone munite di maschera, camice, guanti e una sorta di copertura di carta per le scarpe. I due rallentarono il passo quando si accorsero che non c'era nessuno accasciato sul pavimento.
— Devo far recintare quest'area e far mettere un cartello che indichi che è una corsia d'isolamento — rifletté ad alta voce Mary, poi si girò verso la Signora Gaddson e aggiunse: — Temo che esista la possibilità che lei sia stata esposta al virus. Non sappiamo ancora con certezza in che modo si trasmetta il contagio e non possiamo escludere la possibilità che sia diffuso nell'aria.
Per un orribile momento Dunworthy pensò che fosse sua intenzione rinchiudere la Signora Gaddson nella sala d'attesa insieme a tutti loro.
— Volete per favore accompagnare la Signora Gaddson in un cubicolo d'isolamento? — chiese però lei ad uno dei due individui in maschera e camice. — Sarà necessario eseguire degli esami del sangue e fare un elenco di tutti coloro con cui è entrata in contatto. Signor Dunworthy, se vuole venire con me — disse quindi, riaccompagnandolo nella sala d'attesa e chiudendo la porta prima che la Signora Gaddson avesse il tempo di protestare. — Se non altro — concluse, quando furono al sicuro, — in questo modo potremo trattenerla per un po' e concedere al povero Willy ancora qualche ora di libertà.
— Quella do
A tutti tra
— Il treno di Colin è stato mandato indietro — a
— Oh, bene — commentò Montoya, posando il ricevitore, e subito Gilchrist si affrettò a impossessarsi dell'apparecchio.
— Signor Latimer, mi dispiace di averla fatta aspettare — si scusò Mary, aprendo una nuova confezione di guanti sterilizzati. Dopo esserseli infilati cominciò a montare una nuova siringa.
— Sono Gilchrist. Voglio parlare con il Docente Anziano — stava intanto dicendo Gilchrist al telefono. — Sì, sto cercando di contattare il Signor Basingame. Sì, posso aspettare.
Il Docente Anziano non ha idea di dove sia Basingame, pensò Dunworthy, così come non lo sa neppure la sua segretaria. Infatti lui aveva già parlato con entrambi quando aveva cercato di impedire la transizione. La segretaria non aveva neppure saputo che Basingame era in Scozia.
— Sono contenta che il ragazzo sia stato trovato — commentò Montoya, scoccando un'occhiata all'orologio. — Quanto pensa che ci tratterra
— Spero di sì — replicò Dunworthy, supponendo che lei intendesse chiedersi se la ragazza era già al villaggio, e non in una delle tombe.
— Le ho detto di cominciare immediatamente a registrare le sue osservazioni riguardo a Skendgate, concentrandosi sul villaggio e sulla chiesa, e soprattutto su quella tomba. L'iscrizione è in parte consumata e così anche una porzione dei bassorilievi. La data però è leggibile… 1318.
— Si tratta di un'emergenza — tempestò Gilchrist, ribollendo poi in silenzio per un lungo momento prima di aggiungere: — So che è andato in Scozia a pescare, ma voglio sapere dove!
Mary applicò un cerotto sul braccio di Latimer e segnalò a Gilchrist che era arrivato il suo turno; quando lui scosse il capo, Mary andò allora a svegliare il paramedico addormentato, che la seguì fino al vassoio con espressione ancora asso
— Ci sono moltissime cose che si possono apprendere soltanto con l'osservazione diretta — stava continuando Montoya. — Ho detto a Kivrin di registrare ogni dettaglio e spero che nel registratore ci sia spazio a sufficienza. È così piccolo. Naturalmente doveva esserlo — proseguì, consultando per l'e
— Una scheggia d'osso? — ripeté Dunworthy, osservando il sangue del paramedico che riempiva la fiala.
Mary gli fece ce
— Dica all'incaricato dell'economato di chiamarmi a questo numero non appena sarà di ritorno — ordinò Gilchrist, e riattaccò la cornetta.
Montoya s'impadronì del telefono e compose un numero.
— Salve — disse. — Potete dirmi qual è il perimetro dell'area di quarantena? Devo sapere se Witney è al suo interno, perché i miei scavi sono laggiù. — A quanto pareva il suo interlocutore dovette risponderle negativamente, perché lei aggiunse: — Con chi posso parlare per ottenere che il perimetro sia modificato? Si tratta di un'emergenza.
Sono preoccupati per le loro «emergenze» e nessuno si preoccupa minimamente per Kivrin, pensò Dunworthy. Del resto, cosa c'era di cui preoccuparsi? Il suo registratore era stato camuffato in modo da sembrare una scheggia d'osso e non avrebbe causato un anacronismo se la gente di quel secolo avesse deciso di tagliarle le mani prima di bruciarla sul rogo.
Mary gli controllò la pressione del sangue, poi effettuò il prelievo del sangue.
— Se mai quel telefono dovesse liberarsi per un momento — commentò poi, applicando un cerotto e chiamando con un ce
— Sì, il numero dell'Associazione Nazionale — disse Montoya, poi riagganciò il ricevitore e scribacchiò un numero su un depliant.
Il telefono trillò e Gilchrist, che era già a metà strada da Mary, tornò indietro con un balzo, riuscendo a impadronirsi dell'apparecchio prima che Montoya potesse raggiungerlo.
— No — ringhiò dopo un momento, e porse con riluttanza la cornetta a Dunworthy.
Era Finch, che si trovava nell'ufficio dell'economato.
— Ha la cartella medica di Badri? — chiese Dunworthy.
— Sì, signore. Qui c'è la polizia, signore; sta cercando un posto dove alloggiare quanti sono stati trattenuti a causa della quarantena ma non abitano a Oxford.
— E vogliono alloggiarli a Balliol? — domandò Dunworthy.
— Sì, signore. Quanti devo dire che possiamo accoglierne?