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26 aprile
Kiel, Germania
La porta di ferro si aprì scorrendo lateralmente e lo sguardo di Bohrma
Il simulatore di abissi marini sembrava aver portato la natura a una dimensione comprensibile per l'uomo, senza doverla esiliare nel limbo della pura teoria. Anche se su scala ridotta, era possibile controllare il mare. Il macchinario rappresentava un mondo di seconda mano, una di quelle copie idealizzate di cui gli uomini si fidavano più che della realtà: chi voleva sapere qualcosa sulla vera vita del Medioevo dopo che Hollywood l'aveva già mostrata a modo suo? A chi interessava come moriva un pesce, come sanguinava, come veniva tagliato e come gli venivano strappate le interiora se si poteva comprarli belli puliti e adagiati su un letto di ghiaccio? I bambini americani disegnavano i polli con sei zampe, perché le cosce di pollo erano vendute in confezioni da sei. Si beveva il latte da scatole di cartone e si era disgustati da una mammella. La sensibilità del mondo si deformava e, in tal modo, l'arroganza cresceva. Bohrma
Ogni volta che entrava nel padiglione, la mente di Bohrma
Due giorni dopo l'incidente sulla So
Erwin Suess aspettava Bohrma
«Quindi non è più solo un problema della Statoil», mormorò Bohrma
«No.»
Suess mosse il cursore sul monitor e cliccò su un'icona. Apparve una raffigurazione grafica. Mostrava la sezione di una copertura di idrati spessa cento metri, che faceva da coperchio a una bolla di gas.
Sahling indicò un sottile strato scuro sulla superficie. «Quelli sono i vermi», disse.
«Passiamo all'ingrandimento», spiegò Suess.
Apparve una sezione della superficie di ghiaccio. Ormai i vermi si riconoscevano a uno a uno. Suess ingrandì ancora l'immagine finché un singolo esemplare non occupò quasi tutto lo schermo. Il verme era stilizzato e solo alcune parti avevano colori vivaci.
«Il rosso rappresenta i solfobatteri», disse Yvo
«Endosimbionti ed ectosimbionti», mormorò Bohrma
«Esatto. È un'associazione. Batteri di specie diversa che collaborano.»
«L'avevano già capito anche gli scienziati consultati da Johanson», proseguì Suess. «Ha
«I vermi sono solo il veicolo», ipotizzò Bohrma
«È così.» Suess cliccò un'icona. «Qui c'è la risposta al vostro blowout.»
Il verme stilizzato cominciò a muoversi.
A causa del poco tempo disponibile, la rappresentazione era stata realizzata in maniera molto grossolana. Era più una sequenza di singole immagini che un film. La proboscide a tenaglia saettò fuori e il verme cominciò a trivellare il ghiaccio.
«Attenzione, ora», lo ammonì Suess.
Bohrma
«Mio Dio!» esclamò Bohrma
Poi cadde un silenzio totale.
«Se succede così su tutta la scarpata continentale…» mormorò Sahling dopo qualche istante.
«Succederà», disse Bohrma
Ciò che aveva visto era più o meno quello che si aspettava. Aveva temuto e contemporaneamente sperato di sbagliarsi. Ma la realtà era ancora peggiore. Ammesso che quella fosse la realtà.
«Ogni singola cosa successa qui è già nota», riprese Suess. «Singolarmente, ognuno dei fenomeni è già stato osservato, nulla di nuovo. La novità sta nell'effetto combinato. Non appena si uniscono tutti i componenti, la decomposizione degli idrati diventa evidente.» Sbadigliò. Sembrava davvero una cosa fuori luogo di fronte al quadro spaventoso che avevano tracciato, ma nelle ultime ventiquattr'ore nessuno di loro aveva chiuso occhio. «Tuttavia non riesco a spiegarmi perché i vermi siano lì.»
«Neanch'io», disse Bohrma
«E ora chi informiamo?» chiese Sahling.
«Hmm…» Suess portò un dito sul labbro superiore. «E chi se no? La questione è chiara, giusto? Quindi anzitutto dovremmo informare Johanson.»
«Perché non subito la Statoil?» propose Sahling.
«No.» Bohrma
«Credi che facciano il doppio gioco?»
«Johanson è la scelta migliore. Credo che sia neutrale come la Svizzera. Dobbiamo lasciare a lui la scelta se…»
«Non c'è tempo «, lo interruppe Sahling. «Se la simulazione si avvicina anche solo in maniera approssimativa a quello che sta succedendo sulla scarpata continentale, allora dobbiamo avvertire immediatamente il governo.»
«E tutti gli Stati sul mare del Nord.»
«Buona idea. L'Islanda, per esempio.»
«Ehi, fermi!» Suess sollevò le mani. «Non stiamo guidando una crociata.»
«Non si tratta di questo.»
«E invece si tratta proprio di questo. Per ora abbiamo solo una simulazione.»
«Certo, ma…»
«No, ha ragione», lo interruppe Bohrma
«Ma sei pazzo?» urlò Sahling. «Sappiamo da
Bohrma
«Quali sarebbero le conseguenze se si pubblicasse su un giornale che un meteorite colpirà la Terra?» rifletté Suess.
«Il paragone ti sembra azzeccato?»
«In un certo senso, sì.»
«Sono dell'idea che non dobbiamo decidere da soli», interve
«Quale onore?»
«I vermi li ha scoperti lui.»
«No, li ha scoperti la Statoil. Comunque, per quello che mi riguarda, l'onore può andare a Johanson. E poi?»
«Informiamo i governi.»
«E rendiamo pubblica la cosa?»
«Perché no? Viene pubblicato tutto. Sappiamo dei programmi nucleari coreani e iraniani e di qualche idiota che diffonde gli agenti patogeni del carbonchio. Sappiamo tutto della BSE, della peste suina e delle verdure manipolate geneticamente. In Francia, le persone si ammalano e muoiono a dozzine per qualche batterio nella carne di molluschi andata a male. E nonostante queste notizie, nessuno corre in montagna a nascondersi!»
«No», disse Bohrma
«Per questo i dati sono troppo superficiali», disse Suess.
«La simulazione mostra quanto la decomposizione proceda velocemente. E mostra anche tutto il resto.»
«Ma non dice con certezza assoluta quello che succederà.»
Bohrma
Suess aggrottò la fronte. «Di una settimana, credo.»
«È maledettamente troppo tempo», commentò Sahling.
«Ma sentilo!» Yvo
«Data la situazione, è troppo tempo.»
«Tuttavia i falsi allarmi non portano a niente. Andiamo avanti», replicò Suess.
Bohrma