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24 aprile

Vancouver Island e Clayoquot Sound, Canada

Alluci, talloni.

Anawak si dondolava impazientemente sui piedi. Si metteva in punta di piedi e poi si lasciava cadere all'indietro, insistendo imperterrito in quel movimento. Era mattina presto. Il cielo splendeva di un azzurro intenso, una giornata che sembrava uscita dal più ruffiano dei dépliant.

Anawak era nervoso.

Alluci, talloni. Alluci, talloni.

In fondo al molo di legno attendeva un idrovolante. Il suo scafo bianco si specchiava nel blu intenso della laguna sfaccettata dalle increspature delle onde. L'aereo era uno di quei leggendari Beaver DHC-2 che la ditta canadese De Havilland aveva costruito cinquant'a

Proprio quello che serviva per ciò che Anawak aveva in mente.

Guardò la palazzina del check-in, pitturata di rosso e bianco. Il Tofino Airport, a pochi minuti di macchina dalla città, non aveva nulla in comune coi classici aeroporti. Ricordava molto di più un insediamento di cacciatori o di pescatori. Qualche bassa casa di legno disposta pittorescamente su un'ampia baia, contornata da colline coperte di boschi dietro cui svettavano le montagne. Gli occhi di Anawak si spostarono sul viale d'accesso che, dalla strada principale, passando sotto alberi giganteschi, conduceva alla laguna. Gli altri sarebbero arrivati da un momento all'altro. Aggrottò la fronte ascoltando la voce che usciva dal suo cellulare.

«Ma è stato due settimane fa», replicò infine. «In tutto questo tempo, Mister Roberts non ha voluto o potuto parlare con me. Eppure aveva detto di volermi tenere al corrente.»

La segretaria suggerì che Roberts era un uomo molto impegnato.

«Lo sono anch'io», sbottò Anawak. Smise di dondolarsi e si sforzò di essere gentile. «Mi ascolti, ormai ci troviamo di fronte a una vera escalation. Ci sono evidenti legami tra i nostri problemi e quelli della Inglewood. Se ne renderà conto anche Mister Roberts se…» Ci fu una breve pausa.

«Che somiglianze ci sarebbero?» chiese poi la do

«Somiglianze con le balene, ovvio», spiegò lui.

«La Barrier Queen ha avuto un guasto al timone.»

«Sì, certo. Ma i rimorchiatori sono stati attaccati», le ricordò Anawak.

«Un rimorchiatore è affondato, sì», disse lei in tono cortese ma freddo. «Ma non so nulla delle balene. Comunque riferirò a Mister Roberts che lei ha chiamato.»

«Gli dica che è nel suo interesse.»

«Si metterà in contatto con lei nelle prossime settimane.»

Anawak sussultò. «Ha detto 'settimane'?»

«Mister Roberts è in viaggio.»

Ma che cos'è successo? pensò Anawak. Poi, cercando faticosamente di controllarsi, aggiunse: «Inoltre il suo capo aveva promesso di mandare altri campioni delle infestazioni della Barrier Queen all'istituto di Nanaimo. E adesso, per favore, non mi dica che non ne sa nulla. Sono stato là sotto e ho raccolto quel materiale dallo scafo. Si tratta di conchiglie e probabilmente anche di qualcos'altro.»

«Mister Roberts mi avrebbe informato se…»

«A Nanaimo ha

«Se ne occuperà al suo ritorno.»

«È troppo tardi! Ha capito? Ah, non fa niente, richiamerò.»

Con un gesto di stizza mise via il telefono. Poi scorse la Land Cruiser di Shoemaker che stava percorrendo il viale d'accesso. Il fuoristrada svoltò nel piccolo parcheggio di fronte alla palazzina del check-in e si fermò di botto, facendo schizzare la ghiaia da sotto i pneumatici.

«Non siete un esempio di puntualità», gridò Anawak, di pessimo umore, andando verso la Land Cruiser.

«Accidenti, Leon! Sono soltanto dieci minuti», esclamò Shoemaker. Al seguito, aveva Alicia e un massiccio giovane di colore con la testa rasata e con gli occhiali da sole. «Non essere così cattivo. Dovevamo aspettare Da

Anawak diede la mano al ragazzo massiccio che gli sorrise gentilmente. Era un tiratore di balestra dell'esercito canadese ed era stato messo ufficialmente a disposizione di Anawak. Aveva con sé la sua arma, una balestra di alta precisione, supertecnologica.

«È bella, quest'isola», disse Da

«Non le ha

«Ma certo, devo sparare con la balestra a una balena. Sono sbalordito. Pensavo fosse vietato.»

«E infatti lo è. Venga, le spiegherò tutto sull'aereo.»

«Aspetta.» Shoemaker gli spalancò davanti un giornale. «Hai già letto?»

Anawak scorse il titolo. «'L'eroe di Tofino'?»

«Greywolf sa vendersi bene, eh? Nell'intervista, quel bastardo fa il modesto, ma leggi un po' quello che dice più avanti. Ti verrà da vomitare.»

«'… Ho fatto solo il mio dovere di cittadino canadese'», mormorò Anawak. «'Naturalmente eravamo in pericolo di vita, ma volevo rimediare almeno in parte ai da

«Va' avanti a leggere.»

«'Non si può accusare la Davies Whaling Station di aver violato i regolamenti. Ma non si può neppure dire che si sia comportata nella maniera corretta. Speculare sul turismo delle balene sotto la copertura della protezione dell'ambiente non è un comportamento migliore di quello dei giapponesi, che, nelle acque artiche, minacciano l'estinzione di alcune specie di cetacei. Anche là si parla ufficialmente di scopi scientifici, ma nel 2002 sono finite nei supermercati oltre quattrocento to

Anawak lasciò penzolare il giornale. «Che stronzo.»

«Non è vero quello che dice?» chiese Alicia. «Per quello che ne so, i giapponesi le massacrano proprio in nome di questo presunto programma di ricerca.»

«Certo che è vero», sbuffò Anawak. «La perfidia sta proprio in questo: Greywolf ci ha messo in relazione con quelle cose.»

«Con tutta la mia buona volontà, non so dove voglia arrivare», disse Shoemaker scuotendo la testa.

«E te lo chiedi? Vuole diventare importante.»

«Ma sì, lui…» Alicia fece un gesto vago. «Be', comunque è un eroe.»

Quel commento era del tutto inatteso. Anawak la fulminò con lo sguardo. «Ah, sì?»

«Certo. Ha salvato numerose vite umane. Non mi sembra gentile che adesso si metta a sputare veleno su di voi, ma indubbiamente è stato coraggioso e…»

«Greywolf non è coraggioso», ringhiò Shoemaker. «Se quel verme fa qualcosa, è per avere un tornaconto. Ma stavolta ha esagerato. Avrà problemi coi makah… Non trovera

Anawak rimase in silenzio.

Da

Nello stesso istante, il pilota dell'idrovolante gridò qualcosa dal portellone aperto. Anawak girò la testa e vide l'uomo fare alcuni segni. Sapeva che cosa significavano. Ford si era messo in contatto con loro. Era il momento. Senza dar seguito alle ultime considerazioni di Shoemaker, gli diede una pacca sulle spalle. «Quando torni alla stazione, potresti farmi un piacere?»

«Certo. Per come siamo messi, abbiamo tutto il tempo del mondo.»

«Potresti controllare se sui giornali, nelle ultime settimane, è apparso qualcosa sull'avaria della Barrier Queen? Fa' qualche ricerca anche su Internet, però. Magari ne ha

«Sì, certo. Ma perché?»

«Così.»

«Un semplice 'così' non mi basta.»

«Perché credo che non sia stato detto nulla.»

«Hmm.»

«Almeno io non mi ricordo. E tu?»

Shoemaker piegò all'indietro la testa e socchiuse le palpebre neL sole. «No. Rammento qualcosa sulle catastrofi navali in Asia, però… Mah, da quand'è cominciata questa faccenda, mi è passata la voglia di leggere. Però hai ragione. Ora che ci penso, sono state date pochissime notizie su quell'incidente. Forse nessuna.»

Anawak guardò cupamente verso l'idrovolante. «Sì», disse. «Andiamo.»

Non appena l'idrovolante si fu alzato da terra, Anawak disse a De

Da

«Crede che non funzioni?»

«No, mi chiedo solo se qualcuno si è assicurato che non faccia davvero male alla balena. Si tratta di un maledetto lavoro di precisione. Come si fa a essere sicuri che la freccia non penetri oltre lo strato di grasso?»

«Grazie alla cote

«Come?»

«Ha

«Ma guarda un po'», commentò Da

«E che succede se si spara a un uomo?» chiese Alicia dal sedile posteriore. «Anche in quel caso la freccia penetra solo un po'?»

Anawak si voltò verso di lei. «Sì. Un po' troppo. Lo uccide.»

Il DHC-2 virò. Sotto di loro risplendeva la laguna.

«Avevamo diverse opzioni», disse Anawak. «Il problema centrale è che per molto tempo abbiamo potuto fare solo osservazioni saltuarie delle balene. Piazzare sonde con la balestra si è dimostrato il metodo più sicuro. Il cronotachigrafo registra frequenza cardiaca, temperatura del corpo e dell'ambiente, profondità, velocità di nuoto e altre cose ancora. Attrezzare le balene con le telecamere è più difficile.»

«Perché non spariamo anche la telecamera con la balestra?» chiese Da

«Perché non si può sapere come cadrebbe. Inoltre preferirei vedere le balene, vorrei osservarle e questo si può fare solo se la telecamera è dietro di loro, non sulla loro schiena.»

«Per questo usiamo l'URA», spiegò Alicia. «Un robot nautico giapponese.»

Anawak sorrise, divertito. Alicia aveva pronunciato quelle parole come se fosse stata lei a inventare quel robot.

Da

«Infatti non è qui.»

L'idrovolante aveva raggiunto il mare aperto e procedeva vicinissimo alle onde. Normalmente, al largo di Vancouver Island, c'erano sempre in viaggio piroscafi, zodiac e kajak, ma ormai neppure i più coraggiosi osavano uscire in mare aperto. Si spingevano al largo soltanto i grossi cargo e i traghetti, cui le balene non potevano fare nulla. Così la superficie dell'acqua era deserta, a parte una nave gigantesca. Sembrava che niente potesse affondare quella nave o anche solo metterla in difficoltà. L'idrovolante si allontanò dalla riva rocciosa e si diresse verso la nave.