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Johanson tacque per un attimo, poi disse: «Credo che il vero problema siano gli universi che dividono noi scienziati. Che ne pensa?»

«Perché comunichiamo poco?»

«Sì, la comunicazione è scarsa anche tra la scienza e l'industria, tra gli scienziati e i militari.»

«O tra la scienza e i colossi del petrolio?» chiese Bohrma

Johanson sorrise. «Sono qui perché qualcuno ha bisogno di una risposta. Non per estorcerla.»

«L'industria e i militari dipendono dagli scienziati, che gli piaccia o no», s'intromise Sahling. «Comunichiamo, certo. Ma il problema è che non possiamo mediare i nostri punti di vista.»

«Del resto non lo si vuole neppure!» esclamo Johanson.

«Giusto. Ciò che i nostri uomini fa

«E tutto il resto ci sfugge», confermò Bohrma

«Finché non è dimostrato quale ruolo giochino questi vermi, non ne giocano nessuno», disse Johanson. E poi, guardando Bohrma

«Non posso ancora dirlo. Quello che ci ha mandato è… Sì, è a dir poco insolito. Non vorrei deluderla, quello che abbiamo scoperto finora avrei potuto anche dirglielo per telefono, ma… Insomma, ho pensato che lei volesse saperne di più. E qui possiamo mostrarle diverse cose.»

Raggiunsero una pesante porta d'acciaio. Bohrma

Johanson entrò.

Su Internet aveva visto delle fotografie di quella cosa, ma non si era aspettato che fosse così grande. Fu colto da una vertigine all'idea della pressione mostruosa che doveva esserci in quella cisterna piena d'acqua. Lì dentro, un individuo non sarebbe sopravvissuto neppure un minuto. Quella cisterna era il motivo per cui Johanson aveva mandato una dozzina di vermi all'Istituto di Kiel. Si trattava di un simulatore di abissi marini. Conteneva un mondo artificiale, con tanto di fondale marino, scarpata e zoccolo continentale.

Bohrma

«Lì dentro ci sono degli idrati di metano?» chiese Johanson.

«Circa due quintali e mezzo», rispose Bohrma

Johanson piegò la testa all'indietro e osservò la cisterna. Sopra di lui, sulla passerella circolare più alta, si era radunato un gruppo di scienziati. L'intera scena aveva un che d'irreale, come se fosse uscita da un film di James Bond degli a

«Nella cisterna, si possono regolare pressione e temperatura», proseguì Bohrma

«Affascinante», disse Johanson. «Ma che cosa fate esattamente? Voglio dire, potete osservare lo sviluppo degli idrati, ma…» Cercava le parole adatte.

Sahling gli ve

«Sì.»

«Attualmente stiamo cercando di mettere a punto le condizioni di un'era geologica di cinquantacinque milioni di a

«Come fate a saperlo?»

«Grazie ai carotaggi. Tutta la conoscenza sulla catastrofe climatica deriva da carotaggi a duemila metri di profondità sui fondali marini.»

«I carotaggi spiegano quello che è successo?» chiese Johanson.

«C'entra il metano», rispose Bohrma

«Per alcuni un disastro, per altri… un inizio di riscaldamento. Capisco. Nel prossimo capitolo della nostra breve conversazione inseriremo anche il declino dell'umanità, vero?» disse Johanson.

«Non accadrà così presto. Ma effettivamente ci sono alcuni indizi, secondo i quali ci troviamo in una fase di delicata fluttuazione dell'equilibrio. Le riserve di idrati nell'oceano sono molto instabili. È questo il motivo per cui dedichiamo tanta attenzione ai vostri vermi.»

«Che cosa c'entra un verme con le condizioni di stabilità degli idrati di metano?» domandò Johanson.

«Di fatto nulla. Il verme del ghiaccio popola la superficie degli strati superiori del ghiaccio per molte centinaia di metri. Ne scioglie qualche centimetro e si accontenta dei batteri.»

«Però questo verme ha le mascelle…»

«Quel verme è una creatura senza senso. Guardi lei stesso.»

Si avviarono verso un quadro di comando semicircolare alla fine del padiglione. A Johanson ricordava la centrale di comando di Victor, solo un po' più grande. La maggior parte delle due dozzine di monitor era accesa e mostrava riprese dall'interno della cisterna.

«Osserviamo quello che succede con ventiquattro telecamere; inoltre ogni centimetro cubo è sottoposto continuamente a misurazioni», spiegò Bohrma

Johanson socchiuse le palpebre. «Vedo solo ghiaccio», disse.

«Osservi meglio.»

Johanson studiò ogni particolare dell'immagine e improvvisamente si accorse di due macchie scure. Le indicò. «Che cos'è? Un infossamento?»

Sahling scambiò qualche parola col tecnico. L'immagine s'ingrandì, rendendo visibili i due vermi.

«Le superfici sono bucate», disse Sahling. «Ecco il filmato accelerato.»

Johanson vide i vermi che si muovevano, contraendosi sul ghiaccio. Ogni tanto a

«Stia attento ora!» esclamò Sahling.

Uno dei vermi si era fermato. Sembrava percorso da onde pulsanti.

Poi sparì nel ghiaccio.

«Mio Dio, scava», mormorò Johanson.

Il secondo animale era un po' distante e muoveva la testa come se seguisse il ritmo di qualche musica. D'un tratto estrasse fuori la proboscide con le mascelle chitinose.

«Mangia il ghiaccio!» urlò Johanson, fissando il video. Ma, nello stesso istante, pensò: Di che ti meravigli? Vivono in simbiosi coi batteri che estraggono gli idrati di metano, e quindi ha

Sahling guardò il monitor. «Sono morti.»

«Morti?»

«Crepati. Asfissiati. I vermi ha

«Lo so. È il senso di tutta la simbiosi. I batteri nutrono il verme ed esso, girando vorticosamente, procura l'ossigeno ai batteri. Ma cos'è successo qui?»

«Qui è successo che ha

«Kamikaze», mormorò Bohrma

«In effetti sembra proprio un suicidio», a

«Possibile. Ma da che cosa? All'interno degli idrati non c'è nulla che possa giustificare un simile comportamento.»

«Forse il gas che c'è la sotto?» ipotizzò Johanson, sfregandosi la fronte.

«Ci abbiamo pensato anche noi. Tuttavia non spiega perché essi si suicidino.»

Johanson rivide dentro di sé il brulichio sul fondale marino e il suo malessere crebbe. Se milioni di vermi si mettono a scavare nel ghiaccio, quali potrebbero essere le conseguenze?

Bohrma

«E allora? Esaminerà altri vermi?»