Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 22 из 206

Un idiota pericoloso, per giunta. Anawak diffidava di quello che stava progettando. Tourist watching… Ridicolo! Ma se fossero arrivati a scontrarsi apertamente, Greywolf avrebbe avuto i media dalla sua parte. Avrebbe gettato il discredito sulla Davies Whaling Station, e il grande senso di responsabilità con cui conducevano le escursioni coi turisti sarebbe stato ignorato. Le manovre di disturbo degli ambientalisti — anche se si trattava di personaggi equivoci come i membri dell'associazione di Greywolf, la Seaguard — avrebbero reso la conda

E Greywolf non era l'unica preoccupazione di Anawak.

Osservava l'oceano con attenzione, pronto a scattare fotografie. Si chiedeva se non soffrisse ancora della paranoia provocata dall'incontro con le due megattere. Vedeva fantasmi, oppure c'era stato davvero un cambiamento nel comportamento degli ammali?

«A destra!» gridò Susan.

Le teste delle persone sullo zodiac seguirono il suo braccio teso. Numerose balene si erano avvicinate all'imbarcazione e s'immergevano con movimenti suggestivi. Le loro code sembravano fare dei ce

«Queste non sono balene grigie, vero?» chiese Alicia. Masticava un chewing-gum e guardava Anawak come se si aspettasse una ricompensa.

«No. Sono megattere.»

«Mi pareva. Da dove viene questo stupido nome? Non vedo nessuna gobba.»

«Infatti non ce l'ha

Alicia sollevò le sopracciglia. «Pensavo che derivasse da quella piccola gobba sulla bocca. Da quella escrescenza.»

Anawak sospirò. «Fai ancora il bastian contrario, eh?»

«Scusa.» Si mise ad agitare le braccia, eccitata. «Ehi, cosa fa

Le teste delle tre megattere avevano colpito contemporaneamente la superficie dell'acqua. Avevano spalancato le gigantesche bocche al punto che si poteva vedere il palato rosa. Si distinguevano chiaramente i fanoni e le imponenti gole sembravano gonfie. Tra le balene vorticava la schiuma e qualcos'altro che luccicava come lustrini. Come dal nulla erano comparsi stormi di gabbiani e gavie, che volteggiavano intorno alla scena e volevano prendere parte alla festa.

«Mangiano», chiarì Anawak, continuando a fotografare.

«Incredibile! Sembra quasi che vogliano mangiare noi.»

«Su, non renderti più stupida di quello che sei.»

Alicia spostava il chewing-gum da una guancia all'altra. «Non capisci le battute», disse a

«La balena bianca australe fa così», disse Susan da sopra la spalla. «Le megattere ha

«Non stare a spiegarglielo. Senza dubbio queste cose le sa meglio di te», disse Anawak.

«Gulp?» fece eco Alicia.

«Si dice così per le balenottere boreali. La 'procedura gulp'. Possono allargare la gola, che si trasforma in un gigantesco deposito per il cibo. Con un'enorme sorsata inghiottiscono plancton e pesci, che rimangono bloccati nei fanoni quando le balene risputano fuori l'acqua.»

Anawak si accostò a Susan. Alicia ebbe l'impressione che volesse parlarle a quattr'occhi. Susan si sporse dalla cabina di guida e iniziò a spiegare ai passeggeri la «procedura gulp».

Quando ebbe finito, Anawak le chiese a bassa voce: «Come ti sembrano?»

Susan voltò la testa. «Le balene?» chiese.

«Sì.»

«Che domanda ridicola…» esclamò Susan. Poi rifletté. «Come al solito, credo. E a te, come sembrano?»

«Le trovi normali?» domandò Anawak.

«Certo. Sono in piena febbre dello show, se è questo che vuoi dire. Sì, e sono anche maledettamente brave.»

«Non noti qualcosa… di diverso?»

Lei socchiuse le palpebre. Il sole splendeva abbagliante sull'acqua. Vicino all'imbarcazione emerse un dorso grigio chiazzato e poi sparì. Le megattere si erano di nuovo ritirate sotto la superficie. «Di diverso?» ripeté Susan, allungandosi. «Che intendi?»

«Ti ho raccontato delle due megattere che sono emerse improvvisamente vicino alla barca», spiegò lui. Le aveva chiamate «megattere» e non «balene». La sua idea era così folle che, usando il nome scientifico, sperava di darle almeno una parvenza di serietà.

«Sì, e allora?» lo incalzò lei.

«Ma sì. È strano.»

«Me l'hai già raccontato. Una per parte. T'invidio. Assolutamente mitico. E io non c'ero», disse Susan.

«Non so se sia stato mitico. Mi sembrava quasi che stessero valutando la situazione… come se stessero tramando qualcosa…»

«Parli per enigmi.»

«Non è stato molto piacevole», concluse Anawak.

«Non è stato piacevole?» Susan scosse la testa, sbigottita. «Ti devo consolare? Quello è proprio il tipo d'incontro che sogno. Vorrei essere stata al tuo posto.»

«No, non è vero, al mio posto non ti saresti divertita. Continuavo a chiedermi chi era a osservare l'altro e a che scopo…»

«Leon. Erano megattere, mica agenti segreti.»

Lui si passò una mano sugli occhi. «Okay, dimenticatelo. Ma sì, è una follia. Mi devo essere sbagliato.»

Il walkie-talkie di Susan gracchiò e si sentì la voce di Tom Shoemaker. «Susan? Vai sulla 99.»

Tutte le stazioni trasmettevano e ricevevano sulla frequenza 98. Era comodo perché così si aveva sempre il quadro degli avvistamenti. Anche la guardia costiera di Tofino usava la frequenza 98 e purtroppo lo facevano pure diversi pescatori sportivi, che avevano un'idea non proprio positiva del whale watching. Ma ogni stazione aveva un proprio canale per le conversazioni private. Susan cambiò frequenza.

«C'è Leon, lì vicino?» chiese Shoemaker.

«Sì, è qui.»

Passò ad Anawak la radio. Lui la prese e parlò per un po' con Shoemaker. Poi disse: «Va bene, arrivo… Sì, si può fare anche senza preavviso… Comunicagli che vado non appena torniamo. A presto.»

«Di che si tratta?» chiese Susan non appena lui le ebbe restituito la radio.

«Di una richiesta. Dalla Inglewood.»

«La Inglewood? La società armatrice?»

«Sì. La chiamata è arrivata dalla direzione. Non ha

La Inglewood aveva mandato un elicottero. Nemmeno due ore dopo aver parlato per radio con Shoemaker, Anawak vedeva scorrere sotto di sé lo spettacolare paesaggio di Vancouver Island. Colline ricoperte di abeti si alternavano a montagne scoscese, fiumi scintillanti e invitanti laghetti di colore verde-azzurro. Tuttavia la bellezza dell'isola non poteva nascondere il fatto che l'industria del legno aveva colpito duramente le foreste. Nel corso degli ultimi cento a

Superarono l'isola di Vancouver Island e sorvolarono il trafficatissimo Georgia Strait: navi di linea, traghetti, cargo e yacht privati. In lontananza si dipanavano le imponenti catene montuose delle Montagne Rocciose, con le loro vette i

Il pilota parlò con la stazione di terra. L'elicottero si abbassò, effettuò una virata e si fermò sopra l'area di carenaggio. Poco dopo, atterrarono su uno spazio libero delle dimensioni di un gigantesco parcheggio. Su entrambi i lati c'erano cataste di legno di cedro in attesa di essere spedite. Un po' più lontano, si scorgevano mucchi di zolfo e carbone. Al molo era ormeggiato un gigantesco cargo. Anawak vide un gruppo di persone da cui si staccò un uomo che ve

L'uomo spalancò il portello. Era alto e imponente, aveva poco più di sessant'a

Si strinsero la mano. Anawak seguì Roberts fino al gruppo, evidentemente impegnato a ispezionare il cargo. Vide marinai e persone in abiti civili. Continuavano a guardare la parte destra della nave, le camminavano di fianco, si fermavano e gesticolavano.

«È stato molto gentile a venire subito», disse Roberts. «Ci scusi. Normalmente non siamo così poco diplomatici, ma la faccenda è maledettamente urgente.»

«Non c'è problema», rispose Anawak. «Di che si tratta?»

«Di un incidente. Probabilmente», fu la risposta di Roberts.

«Quella nave laggiù?»

«Sì, la Barrier Queen. Per essere precisi, abbiamo avuto problemi coi rimorchiatori che avrebbero dovuto trainarla in porto.»

«Lo sa, vero, che sono un esperto di cetacei? Uno studioso del comportamento di balene e delfini?» chiese Anawak.

«Si tratta proprio di questo, del loro comportamento.»

Roberts lo presentò agli altri. Tre erano del management della società armatrice, gli altri rappresentavano i partner tecnici. Un po' più in là, due uomini scaricavano l'equipaggiamento da sub da un furgone. Roberts prese in disparte Anawak. «Al momento, purtroppo, non possiamo parlare con l'equipaggio», disse in tono preoccupato. «Ma le farò avere una copia del rapporto non appena sarà disponibile. Non vorremmo che la faccenda venisse divulgata inutilmente. Posso fidarmi di lei?»

«Ma certo.»

«Bene. Le faccio un riassunto degli avvenimenti. Poi toccherà a lei decidere se restare o andarsene. In un caso o nell'altro, provvederemo a tutte le spese e a risarcire il disturbo che le abbiamo procurato.»

«Non c'è nessun disturbo», disse Anawak.

Roberts lo guardò, pensieroso. «Deve sapere che la Barrier Queen è una nave praticamente nuova. Rigirata come un calzino poco tempo fa, perfetta in tutto e certificata. Un cargo da sessantamila to

Anawak a