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No, siamo di più. Fra gli alberi vedo tre uccelli… allora siamo in sette. L'uomo è a diciotto metri da me, la do
Cosa sei tu, Karen Weaver?
L'unica forma di vita umana presente da queste parti, se si esclude Rubin, che non è più una forma di vita perché è morto.
Sei una particella.
Una particella nella varietà. Non somigli perfettamente a nessun altro essere umano, come una cellula non somiglia in ogni dettaglio alle altre. C'è sempre qualcosa di diverso. Così devi osservare il mondo. Come una differenziazione nelle somiglianze. Non trovi consolante poterti considerare una particella, se ti rimangono comunque a disposizione delle peculiarità?
Sei una particella nello spazio e nel tempo.
Il batimetro lampeggia.
Duemila metri.
Diciassette minuti. Sono in viaggio da diciassette minuti.
È questo che ti dice l'orologio?
Sì.
Per comprendere il mondo devi scoprire un altro tempo. Dovresti ricordare, ma non puoi. L'uomo è miope da due milioni di a
Sciocchezze! Il mondo non ricorda. Gli uomini ricordano, il mondo no. Quella della memoria del mondo è una sciocchezza esoterica.
Credi? Gli yrr ricordano tutto. Essi sono il ricordo.
A Karen vengono le vertigini.
Controlla la diffusione dell'ossigeno. I suoi pensieri si accavallano. Quel viaggio in batiscafo sembra diventato un trip allucinogeno. I suoi pensieri si disperdono in tutte le direzioni nel buio del mar di Groenlandia.
Dove sono gli yrr?
Sono qui.
Dove?
Li vedrai.
Tu sei una particella nel tempo.
Sprofondi attraverso le tenebre silenziose con i
Sarai testimone di come la Terra crea se stessa.
La tua strada ti conduce lungo la dorsale medioatlantica, una di quelle alte dorsali che attraversano tutto l'oceano nel senso della lunghezza. Grande come tutti i continenti messi insieme, lunga sessantamila chilometri, coronata da file e file di vulcani attivi e spenti. I dorsi si sollevano di oltre tremila metri dal fondo marino, sopra ha
Che sistema circolatorio! Il fondale marino si muove intorno alla sfera terrestre, spaccato dalla pressione della Terra e trascinato dal peso delle placche terrestri che s'immergono. Un continuo schiacciare, tirare, trascinare: doglie neolitiche e cerimoniale funebre che formano il volto della Terra. L'Africa si unirà all'Europa. Di nuovo unite! I continenti si spostano. Ma non si muovono come rompighiaccio attraverso la dura crosta terrestre; sono trascinati passivamente su di essa, da quando Rodinia, il primo di tutti i continenti primordiali, si è spezzato, nel Precambriano. I frammenti dell'antico continente tendono sempre l'uno verso l'altro, si ritrovano in Gondwana e infine in Pangea e poi si dividono di nuovo, una famiglia dispersa, col ricordo vecchio di centosessantacinque milioni di a
Tu sei una particella.
Tu vivi solo un attimo di tutto ciò. Mentre il fondale atlantico scivola di cinque centimetri, per te è già passato un a
Forse le prime forme di vita di questo pianeta non provengono dalla superficie, Karen, ma da qui, dagli abissi senza luce. Col tuo viaggio negli abissi atlantici, tu vedi il vero giardino dell'Eden. Certamente gli yrr sono la più antica delle due specie intelligenti, una delle quali ha ereditato la terraferma, perdendo così la sua culla.
Immagina che gli yrr siano la specie prediletta.
La specie divina.
Controllo del sistema.
Karen richiama i suoi pensieri ormai arrivati fino all'Africa e ridotti a particelle. Deve concentrarsi sul presente. Potrebbe essere in viaggio da cento a
Duemilacinquecento metri.
Ancora circa mille metri al fondale. Intorno a lei non sembra esserci altro che acqua, ma d'un tratto il sonar comincia a suonare freneticamente. Le dice che si sta avvicinando qualcosa di massiccio. Deve essere di dimensioni enormi e si sta avvicinando proprio a lei. Una superficie impenetrabile che sprofonda sopra di lei. Karen sente la paura latente trasformarsi in panico. Mentre quella cosa gigantesca si avvicina, lei fa una virata di centottanta gradi. I microfoni esterni portano nel Deepflight un frastuono che non ha nulla di terrestre e diventa sempre più alto, qualcosa tra un ruggito e un gemito. Karen è tentata di scappare, ma poi la curiosità ha la meglio. È abbastanza distante da quel qualcosa sconosciuto e non sembra che l'essere la stia inseguendo.
Ammesso che sia un essere.
Con una seconda virata, scivola a velocità ridotta verso di lui. Ora è alla sua altezza, proprio davanti. Il Deepflight vibra nelle turbolenze.
Turbolenze?
Che può essere? È così grande! Una balena? Ma ha le dimensioni di dieci balene. O di cento. O più ancora.
Accende i proiettori.
Nello stesso istante, si rende conto di essersi avvicinata alla cosa più del previsto. La vede ai margini del cono di luce. Per un momento, Karen è troppo sbalordita per determinare genere e origine della piatta superficie che sta transitando davanti a lei finché nei proiettori non appare qualcosa di chiaro. Linee dritte e curve lunghe metri, che le risultano spaventosamente note, e formano un nome:
USS Inde…
Lo shock la fa gridare.
L'urlo risuona senza riverbero e la riporta alla consapevolezza di essere incapsulata nel suo tubo, sola. E ora che vede la nave affondare davanti ai suoi occhi è ancora più sola. I suoi pensieri corrono a Leon, a Sigur, a Samantha, a Murray, agli altri.
Leon!