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Qualcosa lo colpì sul viso. Un braccio. Lo afferrò e lo te
Improvvisamente la testa sbucò in superficie.
Luce fioca.
Samantha emerse al suo fianco. Lui le teneva sempre stretto il braccio. La do
L'acqua saliva ed era freddissima.
Acqua gelida direttamente dall'oceano.
La sua tuta di neoprene lo avrebbe protetto per un po' contro l'ipotermia. Ma Samantha non la indossava.
A
Moriremo.
Morirò.
Fu preso da una paura sconosciuta. Non voleva morire. Non voleva che finisse così. Amava la vita. L'amava tantissimo e aveva ancora tante cose da fare. Non poteva morire. Non era ancora arrivato il suo momento. Un'altra volta, bene, ma adesso no.
La paura era insopportabile.
Finì di nuovo sott'acqua. Qualcosa gli aveva toccato la testa. Era un'oggetto non particolarmente duro, ma che lo teneva sotto. Anawak sbatté le gambe e si liberò. Riemerse, boccheggiando, e vide ciò che l'aveva colpito. Il suo cuore fece un balzo.
Uno degli zodiac era stato sputato fuori dal ponte a pozzo, probabilmente liberato dall'onda d'urto dell'esplosione. Galleggiava, girando su se stesso nell'acqua schiumosa che continuava a crescere nel tu
«Sam!» gridò.
Non la vedeva. Intorno a lui c'era soltanto nera acqua gorgogliante.
No, non può essere. Un attimo fa era vicino a me. «Sam!»
L'acqua continuava a salire. Oltre metà del tu
Si sollevò nella barca, che oscillava violentemente. Muovendosi carponi, andò dalla parte opposta e guardò in acqua.
Samantha era là!
Galleggiava vicino allo zodiac. Le onde le coprivano il viso. Il gommone gli aveva impedito di vederla. La do
«Sam!» strillò.
Le palpebre della do
Gemeva e si lamentava, gridava e imprecava, tirava e trascinava… Poi improvvisamente la do
Anawak cadde seduto.
Non aveva più forze.
Non fare lo smidollato, gli disse la sua voce interiore. Il fatto che tu sia sullo zodiac non serve a niente. Devi uscire dalla nave prima che essa ti trascini con sé negli abissi.
Lo zodiac girava sempre più in fretta. Ballava sulla colo
Sollevò lo sguardo. Stavano risalendo la parte finale della rampa. Si aggrappò e attese il momento giusto.
D'un tratto furono fuori dal tu
Anawak accese il fuoribordo.
Niente.
Forza, pensò. Non fare così il difficile, brutto stronzo! Accenditi.
Ancora niente.
Accenditi! Brutto stronzo! Brutto stronzo!
Di colpo, il motore rombò e lo zodiac scattò in avanti. Anawak si rovesciò aU'indietro. Riuscì ad afferrare uno dei sostegni della cabina e rientrò. Le sue mani strinsero il timone. Sfrecciò a tutta velocità nell'hangar, fece una virata mozzafiato e sfrecciò verso il passaggio per l'elevatore esterno.
L'apertura diventava sempre più bassa.
Più si avvicinava, più il passaggio si restringeva. La velocità con cui il ponte si stava riempiendo aveva dell'incredibile. L'acqua entrava dal basso e dai lati in ondate grigie e increspate. Nel giro di qualche secondo, gli otto metri di altezza dell'hangar si erano ridotti a quattro.
Meno di quattro.
Tre.
Il fuoribordo ululava in maniera straziante.
Meno di tre.
Ora!
Schizzarono fuori come una palla di ca
Il mare era in tempesta. Tutt'intorno a loro rotolavano grigie onde mostruose. Anawak strinse con tale forza il timone che le nocche gli diventarono bianche. Risalì la successiva montagna d'acqua e cadde nell'abisso appena dietro, risalì di nuovo e ricadde. Poi diminuì la velocità. Era meglio andare più lentamente. Le onde erano molto alte, ma non ripide. Girò lo zodiac di centottanta gradi, si lasciò sollevare dalla successiva montagna che rotolava verso di lui, quindi procedette molto lentamente, guardando fuori.
La vista era spettrale.
L'isola in fiamme dell'Independence emergeva dal mare color ardesia e spiccava nel cielo nuvoloso. Sembrava che un vulcano stesse eruttando in mezzo all'oceano. Nel frattempo, anche il ponte di volo era finito sott'acqua, e solo le rovine in fiamme continuavano testardamente a opporsi al destino ineluttabile. Anìwak era riuscito a distanziare lo zodiac dalla nave che stava affondando, ma il ruggito delle fiamme li raggiungeva lo stesso.
Continuava a fissare quello spettacolo, ammutolito.
«Forme di vita intelligenti…» Samantha gli comparve al fianco, bianca come un lenzuolo, con le labbra blu e tremante. Si stringeva nella giacca, e teneva piegata la gamba ferita. «Con loro si ha
Anawak rimase in silenzio.
Guardarono insieme l'Independence che affondava.