Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 183 из 206

«Jude, mi è venuto in mente che lei ha finanziato la spesa di un simulatore per Rubin. Ho visto che è molto più piccolo del nostro, ma vorrei sapere questo: cosa studia lì che non possa studiare anche nel nostro? Non è che vi siete alleati con gli yrr alle nostre spalle? Mi aiuti a capire, Jude, non ho la minima idea di che cosa…»

«Dottor Johanson.»

Si girò. Sulla soglia c'era l'alta e nera figura di Peak.

«Ma che sorpresa», mormorò Johanson. «Il caro, vecchio Sal! Gradisce un tè?»

«Jude vorrebbe parlarle.»

«Ah, Jude.» Johanson piegò gli angoli della bocca in un mezzo sorriso. «Che vuole da me?»

«Mi segua.»

«Be', credo che si possa fare.»

Karen Weaver

Quando Karen entrò, Sue stava uscendo dal laboratorio di massima sicurezza con un contenitore metallico.

«Hai visto Mick?»

«No, ormai vedo solo feromoni.» Sue sollevò il contenitore. Era aperto su entrambi i lati. Una valigetta per i campioni con supporti per le provette. E infatti all'interno si allineava una dozzina di provette, piene di un liquido chiaro. «Ma ha chiamato poco fa per minacciare il suo arrivo. Dovrebbe essere qui da un momento all'altro.»

«Eau de yrr?» chiese Karen, lanciando un'occhiata alle provette.

«Sì. Oggi pomeriggio ne metteremo un po' nel simulatore. Così vedremo se riusciremo a convincere le cellule a fondersi. Sarà, per così dire, la santificazione della nostra teoria.» Sue si guardò intorno. «Controdomanda: hai visto Sigur?»

«Poco fa, sul ponte di volo. Ha sviluppato un paio d'idee interessanti per aiutare Sam. Ripasso tra un po'.»

«Fa' pure.»

Karen rifletté. Poteva dare un'occhiata al ponte dell'hangar. Ma, se Johanson aveva ragione, avrebbe dato immediatamente nell'occhio. Inoltre c'erano pochissime possibilità che la porta proibita venisse aperta finché lei gironzolava da quelle parti.

Seguì il tu

Il bacino era stato riempito quasi completamente. Sul molo c'erano alcuni tecnici di Roscovitz, che sorvegliavano la procedura. In acqua, lei vide Greywolf e Anawak. «Avete mandato fuori i delfini?» gridò.

Anawak uscì dall'acqua. «Sì.» Andò verso di lei. «Cos'hai fatto nel frattempo?»

«Non molto, a essere sincera. Credo che tutti noi abbiamo bisogno di rimettere ordine nei nostri pensieri.»

«Possiamo rimetterli in ordine insieme», disse Leon sottovoce.

Karen incontrò il suo sguardo e pensò a quanto volentieri l'avrebbe preso tra le braccia. Dimenticare tutta questa storia spaventosa e fare solo quello che era necessario…

Ma quella storia incombeva su tutti loro. E là c'era Greywolf, che aveva perso Alicia.

Fece un sorriso fugace.

Livello 3

Senza dire una parola, Johanson seguì Peak, che zoppicava. Scesero, attraversarono una parte dell'ospedale e s'incamminarono lungo un corridoio. Dopo una diramazione, si trovarono davanti a una porta chiusa.

«Che settore è questo?» chiese Johanson, mentre le dita di Peak scivolavano su una tastiera. Un segnale elettronico risuonò nelle sue orecchie. La porta si aprì. Il corridoio proseguiva dalla parte opposta.

«Sopra di noi c'è il CIC», spiegò Peak.

Johanson cercò di orientarsi, ma era difficile valutare le dimensioni della nave. Se sopra di loro c'era il CIC, verosimilmente il laboratorio segreto era sotto i loro piedi.

Raggiunsero una seconda porta. Stavolta Peak si dovette sottoporre a uno sca

Judith Li e Vanderbilt erano seduti a un grande tavolo illuminato. Judith si alzò.

«Salve, Jude», esordì Johanson cordialmente. «Carino, questo posto.»

«Sigur…» disse lei, rispondendo al sorriso. «Credo che ci dobbiamo scusare con lei.»

«Ma non parliamone neppure.» Johanson si guardava intorno, stupito. «Sono impressionato. Sembra che esista un duplicato di tutte le cose importanti.»

«Se le interessa, posso mostrarle i progetti.»

«Mi basterebbe una spiegazione.»

«E l'avrà.» Judith parve imbarazzata. «Prima, però, vorrei dirle quanto mi dispiace che lei abbia scoperto tutto in questo modo. Rubin non avrebbe dovuto spingersi a tanto.»

«Dimentichiamoci quello che ha fatto. Vorrei sapere che cosa fa ora. Per l'appunto: cosa fa in questo laboratorio?»

«Sta producendo un veleno», rispose Vanderbilt.

«Un…» Johanson deglutì. «Un veleno?»

«Mio Dio, Sigur.» Judith si torse le mani. «Non possiamo affidarci a una soluzione pacifica con gli yrr. So quanto deve suonare orribile per lei: un tradimento della fiducia, un gioco sporco, ma… Non volevamo indirizzare lei e gli altri nella direzione sbagliata. Per arrivare a scoprire qualcosa sugli yrr, era assolutamente necessario farvi lavorare a una soluzione pacifica e tutti voi avete fatto un lavoro magnifico. Ma non sareste arrivati a tanto se il compito fosse stato quello di sviluppare delle armi.»

«Ma di che diavolo sta parlando? Che razza di armi?»

«Pace e guerra sono antitetiche. Chi lavora alla pace non può pensare alla guerra. Mick studia le alternative. Sulla base delle vostre conoscenze.»

«Studia un veleno per a

«Se ci fossimo fidati di lei, che cosa sarebbe successo?» disse Vanderbilt.

«Un momento!» Johanson sollevò le mani. «Il nostro compito era stabilire un contatto. Spiegare a quelli laggiù che dovevano smetterla. Non a

«Che sognatore», sbuffò Vanderbilt, sprezzante.

«Ma ce la possiamo fare, Jack! Maledizione, noi…» Johanson scosse la testa, allibito, incapace di comprendere.

«Come pensa di farcela?»

«Nel giro di pochi giorni abbiamo imparato tantissimo. Ci sarà una strada.»

«E se non c'è?»

«Perché non ci avete informati? Perché non avete parlato apertamente? Miriamo tutti allo stesso scopo!»

«Sigur…» Judith lo guardò con espressione grave. «Quello che stiamo facendo qui non è esattamente in linea con l'incarico ricevuto dalle Nazioni Unite. Lo so che dobbiamo prendere contatto, ed è quello che cerchiamo di fare. D'altra parte, nessuno sarà dispiaciuto se elimineremo questo nemico. Non crede anche lei che debbano essere esplorate entrambe le strade?»

Johanson la fissò. «Sì, lo credo anche io. Ma perché tutto questo circo?»

«Perché il comando generale non si fida di lei», disse Judith Li. «Perché temono che lei e gli altri vi opporreste scoprendo che i vostri sforzi per ottenere contatti pacifici preparano il terreno a un'offensiva militare. Credono, appunto, che gli scienziati si comportino come nei film di fantascienza, che vogliano proteggere e studiare le specie sconosciute invece di distruggerle, anche se sono malvagie e pericolose…»

«Film? Si riferisce forse ai film i cui i militari sparano su qualunque cosa non riescano a capire?»

«Dicendo questo, conferma che abbiamo ragione», borbottò Vanderbilt, massaggiandosi la pancia.

«Cerchi di capire, Sigur…»

«Avete inscenato questo trucco perché pensavate che ci saremmo comportati come i personaggi di un film hollywoodiano?»

«No.» Judith Li scosse energicamente la testa. «Certo che no. Si trattava semplicemente d'indirizzare la vostra attenzione esclusivamente sul contatto e sulla ricerca.»

Con un ampio gesto, Johanson indicò i monitor nella sala. «Ed è per questo che curiosate ovunque?»

«Quello che ha fatto Rubin è stato un errore», insistette Judith Li. «Non ne aveva il diritto. Questa sorveglianza serve unicamente alla vostra sicurezza. Noi abbiamo lavorato in segreto a una soluzione militare per non rendere insicuri lei e gli altri e non distrarvi dal vostro vero compito.»

«E in cosa consisterebbe questo… compito?» Johanson si portò vicinissimo a Judith e la guardò dritta negli occhi. «Ottenere la pace, oppure trattarci come dei gonzi che vi mettono a disposizione tutte le conoscenze necessarie a preparare un'offensiva militare pianificata già da tempo?»

«Dobbiamo pensare a entrambe le cose.»

«A che punto è Mick con la sua variante militare?»

«Ha qualche idea che potrebbe funzionare, ma ancora niente di concreto.» La do

«Posso dirle una cosa, Jude?» sibilò Johanson. Le andò così vicino che i loro volti quasi si sfiorarono. «Non credo a una sola parola di quello che mi ha detto. Non appena avrete le vostre maledette armi le userete. Non potete neppure immaginare la responsabilità che vi assumete. Quelli sono organismi unicellulari, Jude! Miliardi e miliardi di organismi unicellulari! Esistono dall'inizio del mondo. Non abbiamo la minima idea del ruolo che giochino nell'ecosistema. Non sappiamo che cosa succederà agli oceani se li avveleniamo. Non sappiamo che cosa succederà a noi. Ma soprattutto, non saremo in grado di fermare quello che loro ha

«Se schiacceremo gli yrr, spazzeremo via anche i vermi e i batteri», replicò lei.

«Come? Vuole spazzare via i batteri? Tutto questo pianeta è fatto di batteri! Vuole estinguere i microrganismi? Ma di quale delirio d'o

«Appunto, morira

«Non sopravviveremo!» gridò Johanson a sua volta. «Non lo capite? Tutte le cose sono legate. Non possiamo combattere gli yrr. Sono superiori. Contro i microrganismi non possiamo fare niente! Contro una semplice infezione virale non possiamo fare niente. L'uomo vive perché la Terra è dominata dai microbi.»

«Sigur…» lo implorò Judith Li.

Johanson si girò. «Apra quella porta», sibilò. «Non intendo continuare questa conversazione.»

«Va bene.» Judith Li a

Peak esitò.

«Sal, non ha sentito? Il dottor Johanson desidera andarsene.»