Страница 136 из 206
24 maggio
Frost
Come al solito, Stanley Frost era di opinione diversa.
Secondo le valutazioni delle industrie estrattrici di materie prime, i principali giacimenti di metano si trovavano nel Pacifico, lungo la costa occidentale nordamericana, di fronte al Giappone, nel mare di Okhotsk, nel mare di Bering e ancora più a nord, nel mare di Beaufort. Nell'Atlantico, gli Stati Uniti ne avevano la maggior parte davanti alla porta di casa. C'erano grandi giacimenti nei Caraibi e al largo del Venezuela, forti concentrazioni nella zona dello stretto di Drake, tra America meridionale e Antartico. Si sapeva anche degli idrati norvegesi e altrettanto nota era l'esistenza di giacimenti nel Mediterraneo orientale e nel mar Nero.
Soltanto la costa nordoccidentale dell'Africa ne.era quasi completamente priva. E in special modo la zona delle Canarie.
E Frost non se ne capacitava.
Perché là, dagli abissi saliva acqua fredda satura di nutrimento per il fitoplancton, che a sua volta era la causa principale della pescosità eccezionale delle Canarie. A partire da quegli elementi, nelle Canarie si sarebbe dovuta rilevare una gran quantità di idrati; ovunque si presentasse una notevole varietà di vita organica, prima o poi, negli abissi marini, si formava il metano: era una cosa inevitabile.
Il problema delle Canarie era che i resti decomposti degli esseri viventi non potevano depositarsi. Dato che quelle isole erano nate milioni di a
In secondo luogo, lui presumeva che i coni vulcanici, sulla cui punta si ergevano le isole, non fossero verticali, come in genere si sosteneva. O, meglio, erano verticali, sì, però non lisci e perpendicolari come le pareti di una casa. Frost si era occupato abbastanza a lungo della formazione e dello sviluppo dei vulcani per sapere che anche il cono più verticale mostrava crinali e terrazze. Era quindi pienamente convinto che, intorno alle isole, ci fosse una gran quantità di metano e che fino a quel momento nessuno avesse guardato con attenzione. Quegli idrati non si sarebbero presentati in grandi blocchi, ma in una fitta rete di vene tra il pietrisco. In ogni caso, il metano doveva essere immagazzinato sui crinali ricoperti di sedimenti.
Giacché lui era un vulcanologo e non un esperto di idrati, Frost aveva chiesto il parere di Bohrma
Grazie all'impegno di Bohrma
Il Victor s'immerse a ovest di La Palma e la Polarstern rimase in vista della terraferma. Il robot esaminò in maniera sistematica la parete del cono vulcanico, finché, a circa quattrocento metri, arrivò a una serie di terrazze abbondantemente ricoperte di sedimenti.
Lì trovò i giacimenti di idrati, come Frost aveva previsto.
Ma erano sepolti da una massa di corpi bianchi e rosa con mandibole a tenaglia.