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«La notizia buona è che l'infestazione non raggiunge neppure lontanamente le dimensioni di quella in Norvegia. Gli organismi occupano solo aree limitate. In definitiva, con quella concentrazione non sono in grado di procurare da
«Il nostro governo non può confermare», disse un diplomatico norvegese seduto nelle ultime file.
«Lo so», replicò Peak in tono ironico. «Ma praticamente tutte le persone coinvolte nel progetto sono morte. Le nostre fonti si limitano al dottor Johanson e al gruppo di ricerca di Kiel. Bene, abbiamo ottenuto una sorta di proroga. Dobbiamo utilizzarla per fare subito qualcosa contro quelle maledette bestioline.»
Sobbalzò. Maledette bestioline… Un'espressione troppo emotiva. Non andava bene. Un commentatore sportivo avrebbe detto che era crollato negli ultimi metri.
«Eccome, se sono maledette quelle bestiole, perdio!» tuonò una voce dal fondo. A parlare era stato un uomo dall'aspetto singolare, che era anche balzato in piedi. Svettava come una roccia, alto e massiccio. Indossava una tuta arancione e un berretto da baseball, dal quale spuntavano folti riccioli neri. Un paio di enormi occhiali colorati si reggeva a fatica su un naso troppo piccolo, ma talmente appuntito che balzava agli occhi, a dispetto della bocca grande come un forno. Quando apriva la bocca e spingeva in basso il mento colossale, somigliava a uno dei vecchietti brontoloni del Muppet Show. Sul suo cartellino c'era scritto: DOTTOR STANLEY FROST, VULCANOLOGO. «Ho visto in anteprima la documentazione», disse, in un tono da predicatore. «E non mi piace per niente. Ci stiamo concentrando sulle scarpate continentali delle zone densamente popolate…»
«Sì, perché ciò corrisponde all'esempio norvegese. Prima pochi animali, poi da un giorno all'altro un'orda.»
«Non dobbiamo concentrarci solo su quello.»
«Vuole che ripeta quello che è successo nell'Europa settentrionale?»
«Maggiore Peak! Ho forse detto che non dobbiamo badare alla scarpata continentale? Non ho sostenuto niente del genere! Ho parlato dell'esclusiva concentrazione su di essa, una cosa che — Dio me ne è testimone — è una stupidaggine colossale. È lampante. Il diavolo percorre altre strade.»
Peak si grattò la testa. «Potrebbe chiarire la sua affermazione, dottor Frost?»
Il vulcanologo inspirò profondamente. «No», rispose.
«Come? Ho capito bene?»
«Dobbiamo forse seminare il panico? No, vero? Allora prima devo fare chiarezza. Pensi alle mie parole.» Si guardò intorno, sicuro di sé, col mento gigantesco proteso in avanti, poi si sedette.
Fantastico, pensò Peak. Prima la giornalista idiota e adesso quest'altro pazzo.
Vanderbilt avanzò pesantemente verso il podio. Judith Li lo seguì, socchiudendo le palpebre, e poi notò che il vice direttore della CIA stava inforcando un paio di occhiali ridicoli e la cosa la riempì di un misto di fastidio e ripugnanza.
«'Maledette bestioline' è la definizione giusta, Sal», esordì Vanderbilt in tono giulivo. Quindi si guardò intorno, raggiante, come se dovesse comunicare la buona novella. «Ma noi daremo loro fuoco finché non gli bruceremo il culo. Ve lo prometto. Okay, veniamo alle nostre supposizioni. Non è molto. Il nostro carissimo petrolio, da cui siamo tutti così dipendenti e che tutti vorremmo scolarci, è andato a farsi fottere. Espresso in parametri economici, ciò significa che possiamo dire addio a una parte consistente della produzione mondiale. Per i cammellieri dell'OPEC è una gran botta. La navigazione internazionale si scontra con sempre nuovi scherzi della natura, e si blocca, come ha appena dimostrato esaurientemente Peak. E così il terrore mostra i suoi effetti. Sì, insomma, detto fra noi: gli attacchi di squali e balene sono storielle per bambini, onestamente, enormi sciocchezze. È seccante se un'intera famiglia americana non torna più a casa dopo essere uscita a pescare, ma all'umanità non importa un fico secco. Non è bello, anzi è una vera porcheria, se, in uno dei Paesi in via di sviluppo, un piccolo pescatore, che con la sua sardina quotidiana deve sfamare diciassette figli e tre mogli, è costretto a rimanere sulla spiaggia a fissare il mare con sguardo vuoto perché, uscendo a pescare, rischia di essere mangiato. Proviamo tutti un sincero dispiacere, ma non possiamo fare assolutamente nulla. L'umanità ha altri problemi. Sono i Paesi ricchi a essere stati colpiti. I pesci cattivi non si fa
Vanderbilt teneva a portata di mano un fazzoletto bianco, con cui si tamponava la fronte. Peak era sul punto di vomitare. Odiava quell'uomo. Odiava il fatto che Vanderbilt non fosse amico di nessuno, probabilmente neppure di se stesso. Era un cinico disfattista. Ma, soprattutto, Peak odiava Vanderbilt perché aveva detto la verità. Nel suo odio per Vanderbilt, Peak si sentiva addirittura unito a Judith Li.
A parte quello, comunque, odiava anche Judith Li.
Talvolta aveva immaginato di strapparle di dosso i vestiti, insieme con quella sua maledetta aria di sufficienza, insieme con quelle sue arroganti smancerie da figlia di buona famiglia, cui erano state instillate lezioni su lezioni di lingue straniere. In quei momenti, dentro di lui prendeva forma il Salomon Peak che, in altre circostanze, probabilmente sarebbe diventato un capo gang, un ladro, un violentatore e un assassino.
Quel Peak gli faceva paura, perché non credeva negli ideali di West Point, nell'onore, nella gloria, nella patria. Era come Vanderbilt, che insudiciava tutto e lasciava intendere che il sudiciume era la realtà. L'altro Peak era cresciuto nel sudiciume. Un nero cresciuto nel sudiciume del Bronx.
«E andiamo avanti», stava dicendo Vanderbilt, con aria divertita. «Nell'acqua potabile europea c'è un sacco di simpatiche alghette. Che fare? Trattarle chimicamente? Certo, si può far bollire l'acqua o riempirla di prodotti chimici. Probabilmente quelle stronzette ci rimettera
Ma che sta dicendo? si chiese Peak. Era forse impazzito? Non poteva essere che così. Solo un pazzo si comportava in quel modo.
Il vice direttore della CIA fece apparire l'immagine di un planisfero, sul quale i continenti e i Paesi erano collegati da linee colorate. Uno spesso fascio si stendeva dall'Inghilterra e dalla Francia attraverso l'Atlantico fin nei pressi di Boston, di Long Island, di New York e del New Jersey, nei dintorni di Manasquan e di Tuckerton. Un'altra rete, molto meno fitta, percorreva il Pacifico e collegava l'Ovest degli Stati Uniti d'America con l'Asia. Spessi fasci scorrevano lungo le isole caraibiche e la Columbia, attraverso il Mediterraneo e il canale di Suez e sulla costa dell'Asia orientale fino a Tokyo.