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In queste fabbriche non ci sono sguardi che fissano il terreno. Sa

Xian doveva partecipare a un'asta. Entrammo nell'aula di una scuola elementare, nessun bambino, nessuna maestra. Solo i fogli bristol attaccati alle pareti con enormi letterone disegnate. In aula aspettavano una ventina di persone che rappresentavano le loro aziende, Xian era l'unico straniero. Salutò soltanto due dei presenti e senza neanche troppa confidenza. Un'auto si fermò nel cortile della scuola. Entrarono tre persone. Due uomini e una do

"800"

Era il numero di vestiti da produrre. La do

"Quaranta euro a capo in due mesi…"

Ve

"800 / 40 / 2"

I visi degli altri imprenditori non sembravano preoccupati. Non aveva osato con la sua proposta entrare nelle dimensioni dell'impossibile. E questa cosa evidentemente faceva piacere a tutti. Ma i committenti non erano soddisfatti. L'asta continuò.

Le aste che le grandi griffe italiane fa

Un altro braccio si alzò per la gioia della do

"Venti euro in venticinque giorni."

Alla fine accettarono quest'ultima proposta. Si accodarono a lui nove su venti. Neanche Xian osò dirsi disponibile. Non poteva coordinare velocità e qualità in tempi così brevi e con prezzi così bassi. Finita l'asta la do

"Ora sto chiedendo il permesso per tirare su un altro piano. Il mio secondo figlio si sta per sposare."

Salendo continuava a raccontarci della sua famiglia, in costruzione come la sua villetta.

"Non mettete mai maschi a controllare le operaie, fa

Le operaie e gli operai salirono a brindare per l'appalto. Avrebbero dovuto fare turnazioni molto rigide: dalle sei alle ventuno, con uno stacco di un'ora a pranzo e un secondo turno dalle ventuno alle sei del mattino. Le operaie erano tutte truccate, con gli orecchini e il grembiule per proteggersi dalle colle, dalla polvere, dal grasso dei macchinari. Come Superman che si toglie la camicia e sotto ha già la sua tuta azzurra, queste ragazze tolto il grembiule erano pronte per una cena fuori. Gli operai invece erano abbastanza trasandati, con fel-pacce e pantaloni da lavoro. Dopo il brindisi il padrone di casa si appartò con un invitato. Si defilò insieme agli altri che avevano accettato il prezzo d'asta. Non stavano nascondendosi, ma rispettavano l'antica usanza di non parlare di danaro a tavola. Xian mi spiegò sin nel dettaglio chi fosse quella persona. Era identico a come nell'immaginario appaiono i cassieri di banca. Doveva anticipare liquidità e stava discutendo i tassi d'interesse. Ma non rappresentava una banca. Le griffe italiane pagano solo a lavoro ultimato. Anzi, solo dopo aver approvato il lavoro. Stipendi, costi di produzione, e persino di spedizione: tutto viene anticipato dai produttori. I clan, a seconda della loro influenza territoriale, da

Tra gli operai dell'imprenditore vincente ne incontrai uno particolarmente abile. Pasquale. Aveva una figura allampanata. Alto, inagrissimo e un po' "scuffato": la sua altezza si piegava sulle spalle, dietro il collo. Un fisico a uncino. Lavorava su capi e disegni spediti direttamente dagli stilisti. Modelli inviati solo per le sue mani. Il suo stipendio non fluttuava ma variavano gli incarichi. In qualche modo aveva una certa aria di soddisfazione. Pasquale mi dive