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Le ville sparse a Quindici, i nascondigli segreti, le strade asfaltate e la pubblica illuminazione erano opera del comune che con i soldi pubblici aiutava i Graziano e li rendeva immuni da attentati e agguati. Gli esponenti delle due famiglie vivevano barricati dietro cancelli invalicabili e sorvegliati ventiquattro ore su ventiquattro da telecamere a circuito chiuso.

Il boss Biagio Cava ve

Le do

Ferocemente a difesa dei beni della famiglia, si è sempre adoperata Erminia Giuliano, detta Celeste per il colore dei suoi occhi, la bella e appariscente sorella di Carmine e Luigi, i boss di Forcella, che — secondo le indagini — è il riferimento assoluto nel clan circa la gestione dei beni immobili e dei capitali investiti nel settore commerciale. Celeste ha l'immagine della napoletana classica, della guappa del centro storico, i capelli tinti biondo platino, gli occhi chiari gelidi sempre affogati in tuorli di ombretto nero. Lei gestiva gli indotti economici e legali del clan. Nel 2004 furono confiscati ai Giuliano i beni nati dall'attività imprenditoriale, ventotto milioni di euro, il vero polmone economico del clan. Avevano un insieme di catene di negozi, a Napoli e provincia, e un'azienda

titolare di un marchio divenuto notissimo, attraverso l'abilità d'impresa e la protezione militare ed economica del clan.

Un marchio che ha una rete in franchising composta da cinquantasei punti vendita in Italia e a Tokyo, Bucarest, Lisbona e Tunisi.

Il clan Giuliano, egemone negli a

Il volto del potere assoluto del sistema camorristico assume sempre più i tratti femminili, ma anche gli esseri stritolati, schiacciati dai cingolati del potere sono do