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Io e Pikachu iniziammo a passeggiare e mi raccontò dei ragazzini del clan, la vera forza dei EH Lauro. Gli chiesi dove si riunivano e lui si propose di accompagnarmi, lo conoscevano tutti e voleva dimostrarmelo. C'era una pizzeria dove la sera si incontravano. Prima di andarci passammo a prendere un amico di Pikachu, uno di quelli che facevano da tempo parte del Sistema. Pikachu lo adorava, lo descriveva come una sorta di boss, era un riferimento tra i ragazzini di Sistema perché aveva avuto il compito di rifocillare i latitanti e, a suo dire, fare la spesa direttamente alla famiglia Di Lauro. Si chiamava Tonino Kit Kat, perché divorava quintali di snack. Kit Kat si atteggiava a piccolo boss, ma io mi mostravo scettico. Gli facevo domande a cui si scocciava di rispondere, e così alzò il maglione. Aveva tutto il torace pieno di lividi sferici. Al centro delle circonferenze viola apparivano grumi gialli e verdastri di capillari sfasciati.
"Ma che hai fatto?"
"Il giubbetto…"
"Giubbetto?"
"Sì, il giubbetto antiproiettili…"
"E mica il giubbetto fa questi lividi?"
"Ma le melanzane sono le botte che ho preso…"
I lividi, le melanzane, erano il frutto dei colpi di pistola che il giubbotto fermava un centimetro prima di arrivare a entrare nella carne. Per addestrare a non avere paura delle armi facevano indossare il giubbotto ai ragazzini e poi gli sparavano addosso. Un giubbotto da solo non bastava a spingere un individuo a non fuggire dinanzi a un'arma. Un giubbotto non è il vaccino alla paura. L'unico modo per anestetizzare ogni timore
era mostrare come le armi potevano essere neutralizzate. Mi raccontavano che li portavano in campagna, appena fuori Secondigliano. Gli facevano indossare i giubbotti antiproiettile sotto le magliette, e poi uno per volta gli scaricavano contro mezzo caricatore di pistola. "Quando arriva la botta cadi per terra e non respiri più, apri la bocca e tiri il fiato, ma non entra niente. Non ce la fai proprio. Sono come cazzotti in petto, ti sembra di schiattare… ma poi ti rialzi, è questo l'importante. Dopo la botta, ti rialzi." Kit Kat era stato addestrato insieme ad altri a prendere i colpi, un addestramento a morire, anzi a quasi morire.
Li arruolano appena diventano capaci di essere fedeli al clan. Ha
Quando diventano affidabili e ricevono la totale fiducia di un capozona, allora possono rivestire un ruolo che va ben oltre quello di pusher, diventano "pali". Controllano in una strada della città, a loro affidata, che i camion che accedono per scaricare merce a supermarket, negozi o salumerie, siano quelli che il clan impone oppure, in caso contrario, segnalano quando il distributore di un negozio non è quello "prescelto". Anche nella copertura dei cantieri è fondamentale la presenza dei "pali". Le ditte appaltataci spesso subappaltano a imprese edili dei gruppi camorristici, ma a volte il lavoro è assegnato a ditte "non consigliate". I clan per scoprire se i cantieri subappaltano i lavori a ditte "esterne" ha
"… Ogni domenica sera faccio ottocento o novecento euro, anche se quello del pusher è un mestiere che ti porta ad avere a che fare con crack, cocaina e cinquecento a
Sempre più spesso tutto ciò che i ragazzini del Sistema vogliono cercano di ottenerlo con il "ferro", così come chiamano la pistola, e il desiderio di un cellulare o di uno stereo, di un'auto o di un motorino, facilmente si tramuta in un assassinio. Nella Napoli dei bambini-soldato non è raro sentire vicino alla cassa dei negozi, nelle botteghe o nei supermarket affermazioni del tipo: "Appartengo al Sistema di Secondi-gliano" oppure "Appartengo al Sistema dei Quartieri". Parole magiche attraverso cui i ragazzini prendono ciò che vogliono e dinanzi alle quali nessun commerciante chiederà mai di pagare il dovuto.
A Secondigliano questa nuova struttura di ragazzi era stata militarizzata. Li avevano convertiti in soldati. Pikachu e Kit Kat mi portarono da Nello, un pizzaiolo della zona che aveva l'incarico di dare da mangiare ai ragazzini del Sistema, quando finivano il loro turno. Entrò un gruppo appena misi piede nella pizzeria. Erano goffi, goffissimi, gonfi sotto i maglioni per i giubbotti antiproiettile. Lasciarono i motorini sui marciapiedi e poi entrarono senza salutare nessuno. Somigliavano nei movimenti e con i petti imbottiti a giocatori di football americano. Facce da ragazzini, qualcuno aveva anche la prima barba sulle guance, andavano dai tredici ai sedici a