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Poi, per fortuna, uno squillo argentino a

Io mangiai da sola e feci mangiare il bestiolino nel mio piatto, apposta per dare sui nervi a tutti. Ma lui non ne aveva molta voglia, e si rianimò soltanto quando il robot arrivò con il suo piatto di surrogato sintetico di carne e di crema di cactus. Dovetti pagare parecchio, per questo. Gli diedero anche un po’ di vino, ma non so esattamente che vino fosse. Comunque, per fortuna non andò in estasi o cose del genere.

Dopo il pasto (sembra che a bordo delle navi servano soltanto sette pasti, ma tra l’uno e l’altro si possono fare spuntini freddi, ed è ragionevole, e comunque un solo passeggero partecipò a tutti i pasti) gli Anziani andarono a guardare la quadrovisione e gli Jang nuotarono nella vasca-piscina che, devo ammettere, mi tentava. Non con loro dentro, comunque. Presi una delle più grosse riviste di immagini mobili dalla biblioteca di bordo e andai a sedermi nella Torre Trasparente, tenendo ben fermo il bestiolino sotto ai miei piedi.

Presto la videoglacia si schiarì e io vidi una schiera di animali dalle lunghe orecchie, con le ante

«Non hai mai latrato, prima,» dissi, piena d’ammirazione. «Dovresti farlo più spesso.»

Lui mi lanciò un’occhiata fulminante.

Dopo parecchi oscuramenti, vidi che il cielo di turchese si andava arrossando lievemente all’orizzonte, al di sopra dell’alto imbuto nero d’una montagna. Vi fu il rombo cupo di un terremoto, e la nave tremò, appena appena. Fu come un segnale che scatenò strilla e urla dai ponti inferiori. In salone, dove alcuni passeggeri consumavano un altro pasto, un calice di crystallize rimbalzò sul pavimento. Mi rassegnai al fatto che quella stupida videoglacia si oscurasse per prevenire il mio isterismo paranoide incipiente… anzi inesistente. Ma invece non si oscurò. Probabilmente pensava che sarei scesa a urlare e a sudare insieme agli altri. Perciò potei assistere all’eruzione, derisa

«E va bene,» dissi. «Tu barrisci sempre. Non c’è niente di straordinariamente originale, in questo

Passai una nottata veramente rivoltante, almeno all’inizio. I

Poi non riuscii più a dormire, sebbene accendessi le onde rinfrescanti del letto, e poi quelle riscaldanti, e poi la macchina dell’estasi, e poi l’apparecchio della ni

Mi alzai e andai nella Torre Trasparente e, con mia grande gioia, scoprii che restava chiara per tutta la notte; perciò inghiottii per precauzione delle pillole per restare sveglia e passai sei ore o più in compagnia dell’oscurità illuminata dai riflessi rossi dei vulcani, sotto le stelle vive, basse, fredde e dure, con i guizzi rapidi degli occhi degli animali tra gli archi di roccia, in file d’oro lungo la sabbia. E vidi una vera aurora. Era meno spettacolare che in una cupola; ma c’era una sorta di prodigio etereo nei pallidi raggi sfreccianti di luce verde che lentamente traevano dalle tenebre il sole tondo e arancione, che diventò sempre più luminoso e ardente, fino a quando dovetti distogliere lo sguardo, con le lacrime agli occhi. Continuai per un pezzo a vedere delle macchie nere, e sinceramente mi spaventai un po’, fino a quando scomparvero. Nessuno mi aveva avvertito che non si può guardare il sole vero, come si può guardare quella falsa cosa gialla a Quattro BEE.

6.

Poco dopo comparvero i passeggeri Jang. Avevano fatto una specie di adeguata orgia Jang nella loro cabina, con pillole dell’estasi, musica per l’Orecchio Superiore e, dato che i due maschi dovevano essere sposati con le due femmine, probabilmente avevano fatto anche all’amore. Avevano l’aria un po’ stordita, mentre inghiottivano pillole energetiche e mangiavano pane degli angeli tostato.

«Attlevey,» gridai allegramente, per vedere cosa sarebbe accaduto. Loro risposero «attlevey» ancora più vagamente. I circoli ha

Il bestiolino ed io mangiammo di nuovo soli il primo pasto: funghi di cactus e pane di radici fritto. Di solito io non mangio mai così presto, ma il viaggio mi aveva messo appetito. Banale, no? Il bestiolino fiutò, poi decise che i funghi gli piacevano. Si gingillò con la carne sintetica, ma ingozzò tutto il vino con la pa

Fui abbastanza contenta quando arrivammo a Quattro BOO. Sentii la femmina anziana dalla bestia rosa dire al robot che sarebbe stato opportuno allontanarmi dalla nave; e anche il bestiolino. A quanto pareva, io avevo la precedenza: il bestiolino veniva dopo. Non credevo che sarebbe successo, comunque. È illegale, a meno che, naturalmente, io fossi finita in preda ad istinti omicidi, e allora avrebbero dovuto consegnarmi compresse o fiale ipodermiche d’ossigeno, carte topografiche, acqua potabile, viveri, una idrotenda fluttuante… Comunque, provi una sensazione strana, quando la gente ci tiene tanto a buttarti fuori. Mi sembrava di vedere quella do