Страница 15 из 32
Per poco non mi ve
«Davvero?» gridai.
«Sì,» disse il Q-R. All’improvviso ebbi l’impressione che fosse veramente buono, e che fosse stato programmato per esserlo. «So,» aggiunse, «che trovi tutto molto difficile, in questo momento, e secondo il mio giudizio, un rapporto con un essere che cresce potrebbe esserti di aiuto. Purché, naturalmente, accetti che durante i primi a
Barbugliai, felice. La Commissione poteva ispezionare quanto voleva. Mi sarei portata fuori il bimbo, cantando «Io amo Quattro BEE e l’ipnoscuola, e sarò più Jang dei Jang!» se avesse voluto. Oh, derisa
Andai in slitta in una sala giallo chiara, molto riposante, dove due o tre Q-R dai camici dorati mi incoraggiarono a dir loro perché volevo fare un bambino. Quando recitai tutta quella tirata sulla mia intenzione di dare a Quattro BEE un altro cittadino felice, si mostrarono molto sorpresi, ma io sapevo che stavo dicendo le frasi giuste. Avevo letto tutto, capite. Dissi anche di essere convinta che il contatto con l’ingenuità e l’i
Poi passammo ad un altro argomento: «Ti rendi conto che il maschio prescelto deve essere un altro Jang? E dov’è?» Così io tirai fuori di nuovo la frottola della Distorsione dei Sensi. Quando compì la Distorsione dei Sensi, può continuare per mille
Accettarono la cosa di buona grazia: ovviamente i regolamenti erano un po’ meno ferrei, adesso, altrimenti quelli avrebbero tirato fuori tutti quanti dalla Distorsione dei Sensi, fino a che lo avessero scovato.
Poi dovetti attendere in una stanza piena di ciotole di pillole dell’estasi e di macchine dell’amore, e dopo un milione e un vrek, arrivò un messaggero per ricondurmi indietro, e mi a
Poi mi fecero un predicozzo sulle responsabilità dei fattori, mi spiegarono come potevo chiedere aiuto e dove, che la Commissione avrebbe mandato dei Q-R a ispezionare i miei sforzi — a quanto pareva, si trattava di gaie visitine informali, versetti al pupo e giocattoli pelosi e così via, ma io non ero poi tanto selt - e mi indicarono i moduli che avrei dovuto compilare più tardi per l’ipnoscuola e il resto. Fare bambini è una faccenda piuttosto complessa.
Mi sentivo terribilmente sovreccitata e radiosa, con le guance ardenti e il cuore che batteva all’impazzata. Quando mi mandarono al settore medico, l’entusiasmo ve
«Femmina,» risposi: con un po’ di aggressività, sospetto.
Mi domandarono se il compagno da me prescelto era d’accordo.
Oh, sì, naturalmente.
Beh, certo che sarebbe stato d’accordo, no, chiunque egli fosse? E all’improvviso pensai che doveva essere qualcuno un po’ speciale, dopotutto.
Immagino che mi avessero indotto loro, a pensarla così.
3.
E la cosa più tremenda fu che la prima persona che mi ve
Cercai di convincermi che non era proprio il caso.
Hergal è così noioso, continuavo a ripetermi, e decisamente troppo Jang, e per giunta zarada
Ma non servì a nulla. Immagino che avrò sempre un debole per la maleducata, vaga disinvoltura di Hergal, l’essenza della sua scintilla vitale, così aliena eppure, stranamente, così parallela alla mia.
Probabilmente doveva essere ancora al Limbo, dopo l’ultimo incidente — era il quarantunesimo, no? — ma quello non era un problema. In quanto al fatto che l’avevo escluso dal mio circolo, bene, dopo avevo escluso anche me stessa, perciò eravamo tutti e due reietti, per così dire.
In effetti comparve lui, nel sogno. Il sogno è quello che ti fa
«Fattore, che cos’è?»
Ed era quello sciocco del vecchio Hergal, assolutamente groshing, interamente d’oro, che rifletteva il sole, volteggiando in cerchi, torno torno, con quelle immense ali d’angelo che funzionavano davvero.
Così mi svegliai, e loro avevano messo la mia metà nel magazzino frigorifero, tra la crystallize; dissero che dovevo mandare lì il mio maschio appena fosse stato pronto, e avrebbero completato il lavoro. E io pensai a Hergal.
Ero così felice, mentre andavo al Limbo sul ponte volante. Continuavo a lanciarmi nell’euforia più folle, pensando che la scintilla vitale era meravigliosa, quel piccolo, indefinibile qualcosa che deve essere fatto inizialmente da un maschio e da una femmina, anche se poi cambierà chissà quanti corpi, quando sarà cresciuto. È una cosa che ancora oggi sbalordisce tutti. Gli scienziati Q-R non riescono a farsene un’idea, anche adesso. Ogni volta che qualcuno vi acce
«La differenza essenziale tra il Quasi-Robot (androide) e l’uomo vivente», dicono i libri, «sta nel fatto che il Quasi-Robot è di carne vivente motivata da elettrodi, plasma metallico, e cervello d’acciaio, inseriti nelle cellule durante la crescita. L’uomo è carne pura, senza intromissioni elettroniche o metalliche, creata da cellule maschili e femminili, e contenente quell’antico elemento che un tempo veniva chiamato Anima».
Ma io ero pazza di gioia, sul ponte, e pensavo alla mia metà che attendeva, la minuscola scintilla della mia scintilla, piccola, pallida ooma, la mia bimba, il mio io. Mi sentivo ancora in estasi, sebbene non avessi toccato una pillola da mille
Nei dintorni del Limbo, mi ricordai che non avevo preso nulla da portare a Hergal, perciò andai a rubare un serpente robotico con la placcatura di perla, veramente insumatt, e poi mi vergognai e tornai indietro per pagare: non sarebbe stato un vero regalo, dopotutto, se l’avessi rubato, no?
Quando arrivai al Limbo, ebbi le solite difficoltà a trovare Hergal. Io non avevo visto il comunicato riguardante il suo corpo nuovo, e mi domandavo come sarebbe stato, questa volta. Ma lo scoprii presto.
«Oh, Hergal!» Il mio, praticamente, fu un urlo. «Come hai potuto?»
«Cos’è che non va?» chiese Hergal, snodando pigramente l’agile corpo argenteo da un divano fluttuante e balzando con eleganza sul pavimento di gomma di crystallize.
«Sei femmina!» gridai.