Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 40 из 205

"No, certo" conve

"Che andassero a fottersi da soli" dissi, rendendomi conto, mentre parlavo, dell’assurdità di quel suggerimento applicato a intelligenze autonome.

Aenea sorrise di nuovo. "Di sicuro non ti sarà sfuggito che da più di mille a

Gesticolai con rabbia. "Non è la stessa cosa!"

"Certo. Il gruppo di IA dette Finali ha creato problemi alla specie umana in passato e li creerà in futuro, compresi i tentativi di uccidere te e me. Ma è solo una parte del Nucleo."

Scossi la testa. "Non capisco, ragazzina" dissi, in tono ora più calmo. "Sostieni davvero che esistono IA buone e IA cattive? Dimentichi che ha

Aenea mi toccò di nuovo il ginocchio. Ora nei suoi occhi non c’era traccia di divertimento. "Non dimenticare, Raul, che anche l’uomo è andato molto vicino a distruggere la specie umana. Capitalisti e comunisti erano pronti a far saltare in aria la Terra, quando la Terra era l’unico pianeta da noi abitato. E per cosa?"

"Già" dissi debolmente "però…"

"E mentre parliamo, la Chiesa è pronta a distruggere gli Ouster. Genocidio… su una scala che la nostra specie non ha mai visto."

"La Chiesa, e un mucchio di altri, non considera esseri umani gli Ouster."

"Sciocchezze" ribatté Aenea, brusca. "Certo che sono esseri umani. Si sono evoluti dalle comuni origini umano-terrestri, proprio come le IA del TecnoNucleo. Tutt’e tre le specie sono orfani nella tempesta."

"Tutt’e tre le specie…" ripetei. "Cristo, Aenea, anche il Nucleo rientra nella tua definizione di specie umana?"

"L’abbiamo creato noi" disse lei, piano. "All’inizio abbiamo usato DNA umano per aumentare il potere di calcolo delle IA, la loro intelligenza. Avevamo i robot. Quelli ha

Rimasi a guardarla come un allocco. Non capivo.

Aenea mi mise sul ginocchio anche l’altra mano: sentivo le forti dita, attraverso il tessuto di saia dei calzoni. "Raul, ricordi cosa disse Ummon al secondo cìbrido Keats? È riportato fedelmente nei Canti. Ummon parlava in una sorta di koan zen… o almeno è così che zio Martin l’ha trascritto."

Chiusi gli occhi per ricordare quella parte del poema epico. Era passato molto tempo da quando no

Mentre le parole mi si formavano nella memoria, Aenea mi anticipò: "Ummon disse al secondo cìbrido Keats:

"[Devi capire/

Keats/

la nostra sola possibilità

era di creare un ibrido

Figlio d’Uomo/

Figlio di Macchina\

E rendere quel rifugio così allettante

che l’Empatia in fuga

non avrebbe considerato altra casa/

Una coscienza già quasi divina

come l’umanità ha offerto in trenta

generazioni

un’immaginazione che può attraversare

spazio e tempo\

E così offrendo/

e unendosi/

forma un legame fra mondi

che forse permetterà

a quel mondo d’esistere

per entrambi]."

Mi lisciai la guancia e meditai. Il vento notturno faceva muovere le pieghe di tela dell’ingresso del riparo di Aenea e portava dal deserto piacevoli profumi. Insolite stelle pendevano sulle vecchie montagne della Terra stagliate all’orizzonte.

"L’Empatia era ritenuta il componente in fuga della Intelligenza Finale umana" dissi con lentezza, come se risolvessi una crittografia. "Parte della nostra coscienza umana evolutasi nel futuro, tornata indietro nel tempo."

Aenea mi guardò.

"L’ibrido era il cìbrido John Keats" continuai. "Figlio d’Uomo e di Macchina."

"No" disse Aenea, piano. "Questo è il secondo malinteso di zio Martin. I cìbridi Keats non furono creati per essere il rifugio dell’Empatia in questa epoca. Furono creati per essere lo strumento di quella fusione tra il Nucleo e la specie umana. Per fare un figlio, in altre parole."

Guardai le mani di quella ragazzina, posate sul mio ginocchio. "Allora tu sei la coscienza ’quasi divina come l’umanità ha offerto in trenta generazioni’?"

Aenea si strinse nelle spalle.

"E hai… ’un’immaginazione che può attraversare spazio e tempo’?"

"Tutti gli esseri umani ce l’ha

"Già."

"Bene, in questo stesso istante ricordo che fra alcuni mesi sognerai questa conversazione, disteso in un letto, in preda a terribili dolori purtroppo, su un pianeta dal nome complicato, in una casa dove tutte le persone vestono di azzurro."

"Dove?"

"Lascia perdere. Avrà un senso quando accadrà. Tutte le improbabilità ha

"Aenea" mi sentii dire, mentre volavo in cerchi ancora più alti sulla casa nel deserto, guardando me stesso e la ragazzina rimpicciolire "dimmi qual è il tuo segreto… il segreto che ti rende messia, legame fra mondi’."

"E va bene, Raul, amore mio" disse lei, comparendomi a un tratto come do

9

Dopo quattro traslazioni nei sistemi Ouster, per la task force Gedeone il massacro era diventato una scienza.

Il padre capitano de Soya sapeva, dai corsi di storia militare alla Scuola di comando della Flotta della Pax, che quasi tutti gli scontri spaziali combattuti a più di una unità astronomica da un pianeta, luna, asteroide o punto strategico, avvenivano di comune accordo. Ricordava che la stessa cosa era valida per il primitivo naviglio oceanico sulla Vecchia Terra pre-Egira, dove la maggior parte delle grandi battaglie navali era stata combattuta in vista della terraferma sugli stessi fatali campi d’acqua; solo la tecnologia delle navi di superficie era lentamente cambiata, dalle triremi greche alle corazzate dallo scafo di ferro. Le portaerei, con i loro cacciabombardieri a lungo raggio, avevano cambiato per sempre lo stato di cose, consentendo alle armate navali di colpirsi a vicenda in mare aperto e da grande distanza; ma quelle battaglie erano molto diverse dai leggendari scontri navali dove le grosse navi da guerra si scambiavano ca

La guerra spaziale aveva riportato in auge gli scontri concordati. Le grandi battaglie ai tempi dell’Egemonia — riguardassero le antiche guerre intestine contro il generale Horace Gle