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«Altre domande?» disse Albedo. «Ho in programma un importante incontro.»

Senza una parola, sulla banda da 75 megahertz o su qualsiasi altra banda, i quattro cloni girarono sui tacchi e rientrarono nella navetta.

Nella bolla centrale di conferenza tattica dell’ASS Uriele erano riuniti venti ufficiali della Flotta della Pax, compresi tutti i capitani e gli ufficiali in seconda della task force Gedeone. Fra questi ufficiali in seconda c’era il comandante Hoagan "Hoag" Liebler: trentasei a

Liebler aveva guardato con interesse l’arrivo del nuovo comandante della Uriele. Tutti, nella task force (quasi tutti nella Flotta della Pax) avevano sentito parlare del padre capitano de Soya. Cinque a

Invece era di nuovo in giro, per di più al comando di uno dei mezzi più preziosi dell’arsenale della Flotta: uno dei ventuno incrociatori operativi classe Arcangelo.

Liebler fu sorpreso dall’aspetto di de Soya: il padre capitano era basso di statura, aveva capelli scuri, occhi grandi e tristi più adatti all’icona di un santo martirizzato che al comandante di un incrociatore da guerra. Le presentazioni furono fatte rapidamente dall’ammiraglio Aldikacti, una tarchiata do

«Padre capitano de Soya» disse Aldikacti, mentre de Soya prendeva posto al tavolo grigio e rotondo nella sala grigia e rotonda «ritengo che conosca già alcuni di questi ufficiali.» L’ammiraglio era famoso per la mancanza di tatto, oltre che per la ferocia in battaglia.

«La madre capitano Stone è una vecchia amica» disse de Soya, rivolgendo un ce

L’ammiraglio Aldikacti emise un borbottio. «Il comandante Barnes-Avne è qui in rappresentanza dei marines e delle guardie svizzere che fa

Il prete capitano scosse la testa e Aldikacti gli presentò Liebler. Questi notò con sorpresa la sua salda stretta di mano e il suo sguardo autoritario. "Occhi da martire o no" si disse "quest’uomo è abituato al comando."

«Bene, allora cominciamo» brontolò l’ammiraglio Aldikacti. «Il capitano Sati pronuncerà la conferenza informativa.»

Per i successivi venti minuti la sala fu a

Liebler prese rapidi appunti, sorpreso della portata della missione della task force Gedeone e impegnato nel lavoro di ogni ufficiale in seconda: a

La task force Gedeone era la prima composta totalmente di incrociatori classe Arcangelo. Sette erano stati assegnati alla missione. Navi torcia convenzionali classe Hawking erano state inviate con alcuni mesi di anticipo al primo punto di raduno nella Periferia, una ventina di a

«Una buona metafora sarebbe la marcia del generale Sherman nella Georgia durante la guerra civile americana del XIX secolo pre-Egira» disse il capitano Sati, inducendo metà degli ufficiali a battere sul diskey del proprio comlog per richiamare quell’arcano frammento di storia militare.

«In precedenza» proseguì Sati «le nostre battaglie contro gli Ouster si sono svolte nello "spazio di nessuno" della Grande Muraglia o ai margini dello spazio della Pax o di quello degli Ouster. Le incursioni in profondità nello spazio Ouster sono state poche.» Esitò un istante. «Una di esse è quella compiuta dalla task force del padre capitano de Soya, circa cinque a

«Commenti su quella incursione, padre capitano?» disse l’ammiraglio Aldikacti.

De Soya esitò un attimo. «Incendiammo un anello di foresta orbitale» disse infine. «Non ci fu resistenza.»

Hoag Liebler credette di cogliere una traccia di vergogna nel tono del padre capitano.

Sati a

Ologrammi tattici riempirono la sala conferenze.

«Il cliché è semplice» continuò Sati. «La Pax ha avuto il vantaggio di linee interne di trasporto e di comunicazione, mentre gli Ouster ha

Si interruppe e guardò gli ufficiali seduti intorno al tavolo. «Signori e signore, quei giorni sono finiti.» Altri ologrammi comparvero: la linea rossa della traiettoria della task force Gedeone usciva dalla sfera della Pax e vi tornava, tagliando come un coltello laser lo spazio fra i soli.

«Ecco la nostra missione» disse Sati, con voce calma che diventava sempre più decisa. «Distruggere ogni base di rifornimento planetaria Ouster e ogni colonia che incontriamo: fattorie cometa, città barattolo, progetti impraticabili, basi toroidali, ammassi nei punti di Lagrange, anelli di foresta orbitale, asteroidi incubatrice, alveari bolla… tutto.»

«Compresi angeli civili?» domandò il padre capitano de Soya.

Hoag Liebler rimase sorpreso per quella domanda. La Flotta della Pax usava il termine colloquiale "angeli di Lucifero", di solito abbreviato in "angeli", per indicare i mutanti dal DNA alterato per adattarsi allo spazio, con una ironia che sfiorava l’empietà; ma quel termine era usato di rado in presenza di ufficiali superiori.

Rispose l’ammiraglio Aldikacti. «Soprattutto gli angeli, padre capitano! Sua Santità papa Urbano ha lanciato questa crociata contro le parodie non umane che gli Ouster creano là fuori nelle tenebre. Sua Santità ha dichiarato nell’enciclica sulla crociata che quelle mutazioni blasfeme va