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Scegli ancora. Aenea e io facemmo l’amore nella capsula soggiorno oscurata, malgrado la stanchezza e l’ora tarda. Fu un atto lento e tenero e quasi insopportabilmente dolce.
Scegli ancora. Furono le ultime parole che avevo in mente, quando infine andai alla deriva, alla lettera, nel so
Scegli ancora. Avevo capito. Avevo scelto Aenea e la vita con Aenea. E credo che lei avesse scelto me.
E avrei scelto lei e lei avrebbe scelto me di nuovo, l’indomani, e il giorno dopo ancora, e in ogni ora di tutti i giorni a venire.
Scegli ancora. Sì. Sì.
27
Mi chiamo Jacob Schulma
"Carissimi amici, ho aspettato a scrivervi per avere conferma di ciò che ho sentito dire. Ahimè, con nostro grande dolore, ormai sappiamo tutto. Ho parlato con un testimone oculare che riuscì a fuggire. Mi ha raccontato ogni cosa. Li sterminano a Chelmno, presso Dombie, e li sotterrano tutti nella foresta di Rzuszow. Uccidono gli ebrei in due modi: con un colpo d’arma da fuoco o con il gas. È appena accaduto a migliaia di ebrei di Lodz. Non crediate che le mie siano le parole di un pazzo. Purtroppo dicono la tragica, orribile verità.
"Orrore, orrore! Uomo, svesti i pa
Scrivo la lettera il 19 ge
Ci portano a Chelmno, che i tedeschi chiamano Kulmhof, un percorso di quindici chilometri. Qui ci ordinano di uscire dai furgoni e di andare nella foresta a fare i bisogni. Non ci riesco, non sotto gli occhi delle guardie e degli altri, ma fingo di orinare e mi riabbottono i calzoni.
Ci rimettono nei grossi furgoni e ci portano a un vecchio castello. Qui ci ordinano di nuovo di uscire, ci fa
Dopo alcune ore, mentre la luce svanisce, lasciamo vivi lo scantinato. Sono giunti altri furgoni, più grandi, con portellone a due battenti. Sono dipinti di verde. Non ha
I tedeschi ci spingono e ci picchiano per farci entrare in fretta nei grandi furgoni. Molti di quelli che conosco si mettono a piangere; allora li guido nella preghiera, mentre ci ammucchiano nei furgoni puzzolenti. "Shema Israel" preghiamo. Preghiamo ancora, quando chiudono con un tonfo le portiere.
Fuori, i tedeschi gridano all’autista polacco e ai suoi aiutanti polacchi. Sento uno degli aiutanti gridare: "Gas!" in polacco; mi giunge il rumore di un tubo o di una manichetta, i
Alcuni di quelli intorno a me continuano a pregare con me, ma molti si mettono a urlare. La macchina comincia a muoversi, molto lentamente. Capisco che prendiamo la stretta strada asfaltata costruita dai tedeschi, quella che da Chelmno si inoltra nella foresta. Gli abitanti dei villaggi sono rimasti stupiti, perché la strada non porta da nessuna parte: si ferma nella foresta e forma uno spiazzo che consente agli autocarri di girare. Ma lì non c’è niente, solo la foresta e i forni che i tedeschi ha
L’aria diventa viziata. Le urla crescono. Il cuore mi sanguina. Diventa difficile respirare. Il cuore mi batte forte. Con la sinistra tengo per mano un giovane, anzi un ragazzo, e con la destra un uomo anziano. L’uno e l’altro pregano con me.
Da qualche parte nel nostro furgone qualcuno canta più forte delle urla, canta in yiddish, canta con voce da baritono educata per l’opera Urica:
«Aenea! Mio Dio! Cosa mi succede?»
«Sst. È tutto a posto, amore. Sono qui.»
«Non capisco… cosa?»
Mi chiamo Kaltryn Cateyen Endymion e sono la moglie di Trorbe Endymion, morto cinque mesi fa in un incidente di caccia. Sono anche la madre del piccolo Raul, che ora ha tre a
Risalgo il pendio erboso della vallata dove i carrozzoni si sono disposti in cerchio per la notte. Ci sono alcuni tripioppi tremuli lungo il ruscello nella vallata, ma per il resto le brughiere sono prive di segni di riferimento, solo erba, erica, artemisia, pietre, sassi arrotondati, licheni. E pecore. Si vedono e si odono centinaia di pecore della carovana, sulle alture verso est: si muovono e si spostano, spinte dai cani da pastore.
Seduta su un affioramento roccioso che consente una bella visuale della valle verso ponente, no
Mi accomodo su un sasso accanto a no
«Finalmente sei tornata» dice no
«Sì» dico. «Tom ci ha portato lungo la costa, da Port Romance, e poi su per la strada del Becco, anziché pagare la tariffa del traghetto e attraversare le paludi. La prima notte ci siamo fermati alla locanda Benbroke, la seconda ci siamo accampati lungo il Suiss.»
No
«L’ospedale era molto grande» dico. «I cristiani l’ha
No
Guardo giù nella vallata, dove il sole comincia a trovare varchi fra le nubi scure. La luce illumina i fianchi della valle, lancia ombre sottili dietro i bassi macigni e le alture sassose, incendia l’erica.
«Cancro» dico. «Il nuovo ceppo.»
«Questo l’aveva già detto il medico di Moor’s Edge» replica no