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Aprii bocca per parlare, esitai.
Rachel tornò seria. «Oh, capisco. Ti ha parlato dell’intervallo di un a
«Sì» risposi. «E del fatto che ha avuto…» Mi interruppi. Sarebbe stato sciocco restare sconvolto davanti a quella do
«Un figlio» terminò per me Rachel.
La guardai come se cercassi una risposta nei suoi bei lineamenti. «Aenea te ne ha parlato?» Avevo la sensazione di tradire in un certo senso la mia amica, cercando di avere da altri quella informazione. Ma non potevo fermarmi. «Sapevi a quel tempo…»
«Dove si trovava?» disse Rachel, ricambiando il mio intenso sguardo. «Che cosa le accadeva? Che si sposava?»
A ogni domanda potevo solo a
«Sì» disse Rachel. «Lo sapevamo.»
«Eri lì con lei?»
Rachel parve esitare, come se soppesasse la risposta. «No» disse infine. «A. Bettik, Theo e io abbiamo aspettato quasi due a
«Allora sapevi quando sarebbe tornata?»
«Sì» disse Rachel. «Il giorno esatto.»
«Come?»
«Era il giorno in cui doveva tornare. Aveva approfittato di ogni minuto possibile senza mettere a repentaglio la missione. La Pax ci dava la caccia, il giorno seguente ci avrebbero catturati tutti, se Aenea non fosse tornata e non ci avesse teleportato via.»
A
Rachel mante
Intuivo che Rachel non voleva mostrarsi crudele, ma le sue parole mi straziarono più degli artigli di Nemes. «Sì» risposi. «Lui.»
Rachel scosse la testa. «Quando Aenea se ne andò, nessuno di noi l’aveva mai incontrato.»
«Ma sai perché decise che fosse lui il padre di suo figlio?» insistetti. Mi sentivo come il Grande Inquisitore che ci eravamo lasciati alle spalle su T’ien Shan.
«Sì» disse Rachel, ricambiando lo sguardo, senza rivelarmi altro.
«Aveva a che fare con… con la sua missione?» Mi sentivo la gola sempre più stretta, la voce sempre più tesa. «Si tratta di qualcosa che lei deve fare… di qualche ragione per cui da loro doveva nascere un figlio? Non puoi dirmi qualcosa, Rachel?»
Allora lei mi prese per il polso, stringendo forte. «Raul, sai che Aenea ti spiegherà tutto, quando sarà il momento.»
Mi liberai e sbuffai con malagrazia. «Quando sarà il momento…» brontolai. «Cristo santo, questa frase mi dà la nausea. E non ne posso più di aspettare.»
Rachel si strinse nelle spalle. «Allora affronta Aenea. Minaccia di picchiarla, se non ti dice tutto. Hai massacrato di botte quella Nemes, Aenea non dovrebbe essere un problema.»
Le lanciai un’occhiataccia.
«Parlando seriamente, Raul, questa è una faccenda fra te ed Aenea. Posso solo dirti che sei l’unico uomo di cui lei abbia mai parlato e, per quanto ne so, l’unico che abbia mai amato.»
«Come diavolo fai a…» cominciai, furioso, ma mi costrinsi a chiudere la bocca. Le diedi goffamente dei colpetti sul braccio e il movimento iniziò a farmi girare sul mio asse. Non è facile stare vicino a qualcuno, a gravità zero, senza toccarlo. «Grazie, Rachel» conclusi.
«Sei pronto a vedere tutti gli altri?»
Inspirai a fondo. «Quasi. La superficie della capsula può diventare riflettente?»
«Capsula, luminosità novanta per cento» ordinò Rachel. «Alta riflessività interna.» A me disse: «Ti controlli allo specchio prima del grande appuntamento?».
La parete era diventata riflettente quasi quanto una pozza d’acqua cheta; non uno specchio perfetto, ma abbastanza chiara e luminosa da mostrarmi un Raul Endymion con cicatrici sul viso e la testa pelata, cuoio capelluto roseo come pelle di neonato, tracce di lividi e di gonfiori intorno agli occhi, magro, molto magro. Ossa e muscoli del viso e della parte superiore del corpo parevano abbozzati a tratti di carboncino. Gli occhi parevano diversi.
«Cristo santo» ripetei.
Rachel mi rivolse un gesto. «Il robochirurgo ti voleva trattenere ancora una settimana, ma Aenea non poteva aspettare. Le cicatrici non sono permanenti, la maggior parte, almeno. I medicinali che la capsula ti ha somministrato per endovena si prendono cura della rigenerazione. Fra un paio di settimane standard comincera
Mi toccai il cuoio capelluto: era come accarezzare il sedere coperto di cicatrici e ipersensibile di un orrendo neonato. «Un paio di settimane» dissi. «Magnifico. Fottutamente magnifico.»
«Non prendertela. Secondo me, hai un aspetto interessante. Resterei così, se fossi in te, Raul. E poi, pare che Aenea abbia un debole per uomini più anziani di lei. E in questo momento sembri certo più anziano.»
«Oh, grazie» dissi, ironico.
«Non c’è di che» replicò Rachel. «Capsula, apri diaframma. Accesso allo stelo co
Scalciò per darsi la spinta e mi guidò fuori, varcando l’apertura a diaframma comparsa nella parete.
Appena entrai nella stanza, o capsula, Aenea mi abbracciò così forte da farmi meravigliare che le costole rotte non avessero ceduto di nuovo. Ricambiai l’abbraccio con altrettanta forza.
Il breve viaggio nello stelo co
E infine, in quella capsula Ouster a gravità zero, c’erano altre persone che non erano affatto persone, almeno dal mio punto di vista: gli esseri verde salice che Aenea mi presentò come LLeeoo