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Non c’è nessun moschettone. Non mi sono agganciato all’ultima corda fissa. Ho fatto tutto quel balletto di salti e spenzolamenti senza fune di sicurezza. Non c’è mai stato niente fra me e…

Ho un improvviso attacco di vertigine e di nausea, barcollo per tre passi verso la parete dello strapiombo e mi appoggio contro la gelida roccia. La sporgenza cerca di spingermi via e mi pare che l’intera montagna si inclini all’esterno, mi spinga giù dalla trave.

Changchi tira la corda fissa verso un moschettone della mia imbracatura e mi aggancia. Lo ringrazio con un ce

Dieci metri più in là, lungo la curvatura dello strapiombo, Haruyuki e Kenshiro gesticolano. Ha

Il gruppo in partenza per il ricevimento serale del Dalai Lama in onore della Pax a Potala si avvia proprio dopo il pasto di mezzogiorno nel refettorio comune. Vedo Aenea, ma a parte un significativo scambio di occhiate e da parte sua un sorriso che mi fa indebolire le ginocchia, non ci parliamo.

Ci raduniamo sul livello più basso, mentre dalle piattaforme superiori centinaia di operai, monaci, cuochi, studiosi e portatori ci salutano con grida e agitare di braccia. Nubi gonfie di pioggia cominciano ad ammassarsi e a riversarsi fra i bassi varchi della cresta orientale, ma il cielo sopra il Hsuan-k’ung Ssu è ancora azzurro e il rosso delle bandierine di preghiera che sventolano sulle alte terrazze si staglia con chiarezza quasi sorprendente.

Siamo tutti in vesti da viaggio, ma portiamo gli abiti da cerimonia in borse impermeabili a tracolla o, nel mio caso, nel sacco da montagna. I ricevimenti del Dalai Lama si tengono per tradizione a tarda sera e abbiamo più di dieci ore prima che sia richiesta la nostra presenza, ma bisogna fare un viaggio di sei ore sulla via Alta e alcuni corrieri e aviatori, giunti sul presto a Jo-kung quello stesso giorno, ha

L’ordine di marcia è stabilito dal protocollo. Charles Chi-kyap Kempo, sindaco di Jo-kung e camerlengo del Tempio a mezz’aria, precede di qualche passo il suo quasi pari Kempo Ngha Wang Tashi, abate del Tempio. Le "vesti da viaggio" di tutt’e due sono più risplendenti del mio tentativo d’abito da cerimonia e i due uomini sono circondati da piccoli vespai di aiutanti, monaci e agenti di sicurezza.

Dietro i sacerdoti politici, vengono Gyalo Thondup, il giovane monaco cugino dell’attuale Dalai Lama, e Labsang Samten, il monaco del terzo a

Tsipon Shakabpa, il supervisore ufficiale del progetto di Aenea, cammina con George Tsarong, il nostro paffuto capomastro. L’inseparabile compagno di George, Jigme Norbu, è assente: risentito per non essere stato invitato, è rimasto al tempio. Credo sia la prima volta che vedo un George non sorridente. Tsipon tuttavia compensa il silenzio di George e racconta aneddoti con un agitare di braccia e mosse stravaganti. Diversi operai procedono con loro, almeno fino a Jo-kung.

Tromo Trochi di Dhomu, il vistoso agente di commercio proveniente dal sud, cammina insieme col suo unico compagno per tutti quei mesi sulle strade alte: una zigocapra più grossa del normale, un ibrido da soma carico di mercanzia. La zigocapra ha tre campanacci appesi al collo irsuto, che tinti

Aenea e io chiudiamo il corteo. Provo varie volte a parlare della notte scorsa, ma Aenea mi zittisce a segni, un dito sulle labbra e un ce

In breve siamo a Jo-kung, dove rampe e passerelle sono costeggiate di gente che agita striscioni e bandierine di preghiera. Dalle terrazze nelle fenditure e dalle baracche contro la parete dello strapiombo gli abitanti della città acclamano il loro sindaco e il resto del nostro corteo.

Subito dopo la città-forra di Jo-kung, vicino alle piattaforme di partenza dell’unica funivia che useremo in questo viaggio a Potala, incontriamo un altro gruppo diretto al ricevimento del Dalai Lama: la Dorje Phamo e le sue nove sacerdotesse. La Dorje Phamo viaggia in un palanchino portato da nove muscolosi maschi, perché è la badessa del gompa Samden, un monastero esclusivamente maschile una trentina di chilometri lungo la parete meridionale della stessa cresta sul cui lato orientale sorge il Tempio a mezz’aria. La Dorje Phamo ha novantaquattro a

La Dorje Phamo scruta dalle tendine, scorge il nostro gruppo e con un gesto chiama Aenea. Da sbrigativi commenti di Aenea so che la mia amica ha visitato diverse volte il gompa Oracolo a Yamdrock Tso per incontrare la Scrofa Folgore e che le due do

Ora guardo le due do

Durante il viaggio a Potala piove a dirotto. Nei tre mesi trascorsi qui ho visto più di un temporale estivo, ma questa è vera pioggia premonsonica, fredda, gelida, mista a volute di nebbia che si attorcigliano intorno a noi. Terminiamo il percorso dell’unica funivia prima che le nubi si avvicinino, ma quando percorriamo il lato est della cresta K’un Lun, la via Alta è sdrucciolevole per il ghiaccio.

La via Alta è formata di cornici rocciose, di sentieri a mattoni sulla parete dello strapiombo, di alte passerelle di legno lungo la cresta di nordovest dell’Hua Shan, il monte Fiore, e di una lunga serie di passerelle e di ponti sospesi che collegano a K’un Lun quelle creste ghiacciate. Poi c’è, secondo per lunghezza in tutto il pianeta, il ponte sospeso che collega la cresta K’un Lun e la cresta Phari, seguito da un’altra serie di passerelle, ponti e cornici che portano, in direzione sudovest lungo la facciata orientale della cresta, al mercato Phari. Qui attraversiamo la forra e seguiamo la via della cresta quasi dritto a ovest per Potala.