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Quando mi vide, Aenea mi sorrise. «Ehi, Buh» mi gridò: un vecchio scherzo basato su un libro per bambini da lei letto quand’era piccola.
«Ehi, Scout» le gridai di rimando, assecondandola nello scherzo.
Ci fermammo a cinque passi l’uno dall’altra. Provavo l’impulso di abbracciarla, tenerla stretta, supplicarla di non sparire di nuovo. Mi tratte
«Come se la passano le truppe?» domandò Aenea. Vedevo che, malgrado le promesse, in quei tre giorni aveva digiunato. Era sempre stata magra, ma ora mostrava le costole sotto la sottile camicetta di cotone. Aveva labbra secche e screpolate. «Sono agitate?» domandò ancora Aenea.
«Cacano mattoni» risposi. Per a
Aenea sorrise. La vivida luce le illuminava le striature color sabbia dei capelli. «Non sarebbe male, per un gruppo di architetti.»
Mi sfregai il mento: avevo la barba lunga. «Parlando seriamente, ragazzina, sono molto smarriti.»
Aenea a
Così iniziò il nostro ultimo giorno pieno insieme sulla Terra.
Qui mi interrompo. Odo la mia stessa voce nel grafer e ricordo l’esitazione nel racconto, a questo punto. Ciò che volevo fare qui era raccontare tutto dei quattro a
Come ho già detto, ho scritto queste parole nella cella/scatola di Schrödinger in orbita intorno al pianeta Armaghast, mentre aspettavo la simultanea emissione di una particella isotopica e l’attivazione del rivelatore di particelle. Appena i due eventi si fossero verificati nello stesso istante, il gas cianuro inserito nel campo di energia statica intorno all’apparecchiatura di riciclaggio sarebbe stato liberato. La mia morte non sarebbe stata istantanea, ma quasi. Se in precedenza ho detto che me la sarei presa comoda nel raccontare la nostra storia — di Aenea e di me — ora mi rendo conto che ci fu una certa revisione, un certo tentativo di arrivare agli elementi importanti, prima che la particella decadesse e il gas fuoruscisse.
Non starò ora a rivedere quella decisione, se non per dire che di quei quattro a
Ma non sono un poeta. Però ero un cercatore di piste, quando facevo la guida di cacciatori, e il mio compito qui è quello di seguire la pista della crescita di Aenea fino alla maturità e alla messianicità, senza divagare in troppi sentieri laterali. E così farò.
Il Vecchio Architetto si riferiva sempre al comprensorio della Compagnia come al "campo nel deserto". Quasi tutti gli apprendisti lo chiamavano Taliesin, che il gallese significa "Ciglio Splendente". (Il signor Wright era di estrazione gallese. Passai settimane nel tentativo di ricordare un pianeta della Pax o della Periferia chiamato Galles, prima di ricordare che il Vecchio Architetto era vissuto e morto quando il volo spaziale non era ancora iniziato.) Aenea spesso si riferiva a quel luogo chiamandolo "Taliesin West", cosa che suggeriva, perfino a un tipo ottuso come me, l’esistenza almeno di un Taliesin East.
Quando la interrogai a questo proposito, Aenea mi spiegò che il signor Wright originale aveva costruito la sua prima Compagnia Taliesin nei primi a
«E il primo Taliesin fu costruito negli a
Aenea scosse la testa. «Il signor Wright aprì la prima Compagnia Taliesin nel 1932. Ma era soprattutto un modo per avere lavoro gratuito dagli apprendisti, per realizzare il suo sogno e per procurarsi cibo, durante la Depressione.»
«Cos’era la Depressione?»
«Un periodo di difficoltà economiche nella loro nazione basata sul puro capitalismo. Non dimenticare che a quei tempi l’economia non era realmente globale, si basava su istituzioni di finanziamento privato dette banche, su riserve auree e sul valore del denaro effettivo, vere monete e pezzi di carta che si presumeva valessero qualcosa. Naturalmente era tutta un’allucinazione collettiva e nel 1930 l’allucinazione si mutò in incubo.»
«Gesù» dissi.
«Già» conve
Ammetto di avere battuto le palpebre per lo stupore. Il pensiero che il Vecchio Architetto, un uomo fra gli ottanta e i novanta quando lo avevamo conosciuto quattro a
Aenea stava per arrivarci. «Quando tornò con l’altra do
«Sua madre?» dissi, completamente confuso.
«Mamah Borthwick» spiegò Aenea, sillabando i nomi. «La moglie del signor Cheney. L’altra do
«Oh.»
«Lo scandalo» proseguì Aenea, tornando seria «aveva distrutto la sua carriera di architetto negli Stati Uniti e l’aveva segnato. Ma lui costruì Taliesin e tirò avanti, sforzandosi di trovare nuovi clienti. La sua prima moglie, Catherine, gli rifiutò il divorzio. I giornali — banche dati stampate su carta e distribuite con regolarità quotidiana — prosperavano su simili pettegolezzi e alimentarono le fiamme dello scandalo, mantenendolo vivo.»