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— Voglio prendere con me A. Bettik. — L’androide era ancora accanto al tavolo. Teneva in mano la bottiglia di champagne. Guardava dritto davanti a sé; non si girò a guardare l’uno o l’altro di noi, né lasciò trasparire una qualsiasi emozione.

Il poeta si mostrò sorpreso. — Il mio androide? Parli sul serio?

— Parlo sul serio.

— A. Bettik è con me da prima che alla tua bis-bis-bisno

L’uomo dalla pelle azzurra a

— Vaffanculo — disse il poeta. — Prendilo pure. Vuoi altro, Raul Endymion? La mia poltrona a cuscino d’aria, forse? Il mio respiratore? I miei denti?

— Nient’altro — risposi.

— E allora, Raul Endymion — disse il poeta, in tono di nuovo formale — accetti l’incarico? Salverai, servirai e proteggerai Aenea, finché il destino della bambina non si sarà compiuto… o morirai nel tentativo?

— Accetto.

Martin Sileno alzò il bicchiere e io lo imitai. Troppo tardi pensai che pure l’androide avrebbe dovuto bere con noi: il vecchio poeta già faceva il brindisi.

— Alla pazzia — disse. — Alla divina follia. Alle insane mete e ai messia che gridano nel deserto. Alla morte dei tira

Cominciai a portare alle labbra il bicchiere, ma il vecchio poeta non aveva terminato.

— Agli eroi. Agli eroi che si fa

Lo imitai.

9

Nato di nuovo, il Padre Capitano Federico de Soya si guarda intorno, con stupore infantile, mentre attraversa piazza S. Pietro fra gli eleganti archi del colo

Oggi, a soli quattro giorni dal fatale congedo dalla task force MAGI e a un giorno dalla risurrezione, il Padre Capitano de Soya è accompagnato da padre Baggio, dal capitano Marget Wu e da monsignor Luca Oddi: Baggio, grassoccio e amabile, è il cappellano della risurrezione di de Soya; Wu, snella e silenziosa, è l’aiutante di campo dell’ammiraglio Marusyn della Flotta della Pax; Oddi, che ha ottantasette a

Per il Padre Capitano de Soya la presenza di quelle due persone tanto potenti non è più sorprendente della luce del sole sull’alta facciata, mentre lui e gli altri tre salgono i larghi gradini verso la Basilica. La folla, già silenziosa, si zittisce del tutto, mentre i quattro sfilano nell’ampio sagrato, oltrepassano altre Guardie Svizzere sia in uniforme da parata sia in divisa da combattimento ed entrano nella navata. Lì anche il silenzio echeggia e de Soya si commuove fino alle lacrime davanti alla bellezza della grande chiesa e alle eterne opere d’arte che oltrepassa per andare ai banchi: la Pietà di Michelangelo, nella prima cappella a destra; l’antico bronzo di Arnolfo di Cambio, raffigurante san Pietro, il cui piede destro è quasi consumato da secoli di baci; e, vividamente illuminata dal basso, l’impressionante figura di Giuliana Falconieri vergine e santa, scolpita da Pietro Campi nel XVI secolo, più di millecinquecento a

Il Padre Capitano de Soya piange senza ritegno, quando con l’acqua santa si fa il segno di croce e segue padre Baggio nel banco a loro riservato. I tre preti e l’ufficiale della Pax s’inginocchiano in preghiera, mentre gli ultimi rumori si spengono. Ora la basilica è quasi buia: solo minuscoli faretti alogeni illuminano di luce dorata i tesori artistici e architettonici. De Soya guarda, fra le lacrime, i pilastri scanalati e le colo

La messa ha inizio in un’esplosione di splendore: note di tromba tagliano come lame d’oro il silenzio dei fedeli in attesa, cori si levano in un canto trionfale, note d’organo salgono a echeggiare nella grande cupola e poi una serie di vivide luci si accende per illuminare il Papa e il suo seguito che vengono a celebrare messa.

La prima impressione di de Soya è che il Santo Padre sia molto giovane: Giulio XIV ha superato da poco la sessantina, malgrado sia stato Papa quasi di continuo per 250 a