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I circuiti di sollevamento si accesero, i repulsori inondarono di polvere e di escrementi di colombi la gente sul tetto; infilai la mano nell'o
Il passeggero urlante non mollò la presa, ma la portiera cedette, per cui l'effetto fu identico. Notai che si trattava della cicciona, l'istante prima che lei e la portiera colpissero l'acqua da otto metri d'altezza, schizzando Reynolds e la folla. Portai il VEM in quota e ascoltai le unità di sollevamento da mercato nero brontolare contro la mia decisione.
Chiamate irose dal controllo locale del traffico si unirono al coro degli allarmi sul cruscotto; la vettura barcollò, quando la polizia rilevò i comandi di guida, ma con la microcarta toccai di nuovo il diskey e a
La Scenic mi avvertì che la sua resistenza in volo ormai si contava in secondi; il repulsore di dritta cedette con uno schianto nauseante; mi diedi da fare con l'o
Volarono scintille, il metallo si lacerò, parti del pa
Le vie erano ancora sotto il controllo della folla — non ancora marmaglia tumultuante — e i canali erano un guazzabuglio di piccole imbarcazioni, perciò entrai nel più vicino edificio pubblico, per togliermi di vista. L'edificio era in parte museo, in parte biblioteca e in parte archivio; mi piacque a prima vista… e a primo fiuto, perché c'erano migliaia di libri stampati, alcuni davvero antichi, e niente ha il meraviglioso profumo dei vecchi libri.
Giravo nell'anticamera e guardavo i titoli chiedendomi oziosamente se vi fossero le opere di Salmud Brevy, quando mi si accostò un vecchietto raggrinzito in completo di lana e fibroplastica fuori moda. — Signore — disse — è da tanto che non abbiamo il piacere della sua compagnia.
Gli rivolsi un ce
— Tre a
— Sì — dissi, con un lieve inchino. — Dopo di lei.
L'ometto (ero quasi sicuro che fosse un archivista) parve contento di farmi strada. Chiacchierò di nuove acquisizioni, di recenti stime, di visite di studiosi della Rete, mentre attraversavamo una serie di stanze tutte piene di libri: alte cripte di libri disposti su diversi piani, intimi corridoi tappezzati di mogano e di libri, vasti locali dove il rumore dei nostri passi rimbalzava contro lontane pareti di libri. Non vidi nessuno, durante il percorso.
Attraversammo una passerella piastrellata, con ringhiere di ferro battuto, sopra uno stagno di libri dove campi di contenimento azzurri proteggevano dall'aria rotoli, pergamene, mappe che minacciavano di sbriciolarsi, manoscritti miniati e antichi libri a fumetti. L'archivista aprì una porta, più spessa di molti ingressi a tenuta stagna, e ci trovammo in una stanzetta priva di finestre dove pesanti tendaggi quasi nascondevano rientranze foderate di volumi antichi. Sul tappeto persiano pre-Egira c'era una singola poltrona in pelle; una campana di vetro conteneva alcuni frammenti di pergamena sotto vuoto.
— Intende pubblicare presto, signore? — domandò l'ometto.
— Prego? — Diedi le spalle alla campana di vetro. — Oh… no — risposi.
L'archivista si lisciò il mento. — Voglia scusare la franchezza, signore, ma è uno spreco terribile, se non pubblica. Dalle nostre discussioni nel corso degli a
Lo fissai. — È vero — dissi. A un tratto avevo capito chi pensava che fossi e perché quella persona era venuta lì.
— Immagino che vorrà stare da solo, signore.
— Se non le spiace.
L'archivista mi rivolse un breve inchino, uscì dalla sala e lasciò socchiusa la pesante porta. L'unica luce proveniva da tre sottili lampade incassate nel soffitto: perfetta per la lettura, ma non tanto forte da rovinare l'atmosfera da cattedrale della saletta. L'unico rumore era quello dei passi dell'archivista che si allontanava. Mi accostai alla campana e posai le mani lungo i bordi, attento a non sporcare il vetro.
Evidentemente il primo cìbrido con la personalità ricuperata di Keats, "Joh
Quei due manoscritti originali erano sotto la campana. Il primo era, secondo me, una poesia d'amore piuttosto melensa che cominciava con il verso: "Il giorno è andato, andate tutte le sue dolcezze!". Il secondo era migliore, per quanto contaminato dalla morbosità romantica di un'età eccessivamente romantica e morbosa:
Brawne Lamia l'aveva considerato quasi un messaggio personale trasmessole dall'amante ormai morto, il padre del figlio non ancora nato. Fissai la pergamena, chinando il viso tanto da a
Non era un messaggio dal passato per Brawne e neppure un lamento contemporaneo per Fa