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Seguì un lungo silenzio. Atsula gettò altre foglie tra le fiamme e il fumo fece lacrimare gli occhi a tutti e quattro.
Poi fu Yanu a introdurre la testa nel cranio, a stringersi il mantello intorno alle spalle possenti. La sua voce rimbombò nella tenda. «Dovete mettervi in cammino» disse Nunyu
Atsula sputò sul pavimento fangoso e disse «No.» Sentiva su di sé lo sguardo del dio. «No» ripeté. «Sei una divinità cattiva se ci ordini di partire. Moriremo. Moriremo tutti e allora chi rimarrà per trasportarti da una piattaforma all’altra, per montare la tua tenda, per ungere di grasso le tue grandi za
Il dio non rispose. Atsula prese il posto di Yanu e fissò dalle orbite vuote e ingiallite del mammut.
«Atsula non ha fede» disse Nunyu
E Gugwei, Yanu e Kalanu chinarono il capo e i
La luna dive
Attraversarono il ponte che univa i continenti.
Kalanu era partita alle prime luci dell’alba per esplorare il terreno. Adesso era buio e non era ancora tornata, il cielo era popolato di stelle che pulsavano luminose, vive e in movimento, bianche e verdi, viola e rosse. Atsula e la sua gente avevano già visto l’aurora boreale e ne avevano ancora paura, ma questo era uno spettacolo perfino più spaventoso.
Kalanu tornò quando le luci inondavano il cielo.
«Ci sono momenti» disse ad Atsula «in cui mi pare che potrei spalancare le braccia e volare in cielo.»
«Perché sei una guida» le rispose la sacerdotessa. «Quando morirai andrai in cielo e diventerai una stella che ci guiderà come ci hai guidato in vita.»
«A oriente ci sono montagne di ghiaccio, molto alte» disse Kalanu dai lunghi capelli corvini secondo la foggia maschile. «Possiamo scalarle, ci vorra
«Ci condurrai al sicuro» disse Atsula, «io morirò ai piedi di una montagna, e la mia morte sarà il sacrificio per il vostro passaggio nella nuova terra.»
A occidente, nelle terre da cui erano venuti, dove il sole era tramontato già da ore, il cielo fu squarciato da una luce spaventosamente gialla, più violenta del lampo, più intensa del sole. Un’esplosione di puro fulgore che spinse tutti quelli che stavano attraversando il ponte a coprirsi gli occhi, sputando e gridando. I bambini piangevano.
«Quella è la disgrazia da cui ci aveva messo in guardia Nunyu
«Il migliore degli dèi» disse Kalanu. «Nella nuova terra gli i
«Gli dèi sono grandi» disse Atsula con lentezza, come se stesse comunicando un segreto terribile. «Però il nostro cuore è più grande ancora. Poiché è dai nostri cuori che essi nascono, e ai nostri cuori fara
E non possiamo dire quante altre parole blasfeme avrebbe aggiunto a queste, perché fu interrotta con una violenza che non ammetteva repliche.
Il rombo che arrivò da occidente era così forte da far sanguinare le orecchie e lasciò tutti sordi per qualche momento, temporaneamente ciechi e sordi ma vivi, consapevoli di essere stati più fortunati delle tribù che non si erano spinte altrettanto a oriente.
«È una buona cosa» disse la sacerdotessa senza riuscire a sentir» le proprie parole.
Atsula morì ai piedi della montagna quando il sole di primavera era allo zenit. Non riuscì a vedere il Nuovo Mondo, e la sua tribù raggiunse la nuova terra senza sacerdotessa.
Scalarono le montagne dirigendosi verso sud e verso occidente, fino a quando non trovarono una valle dove scorreva acqua limpida, e dove pesci argentei nuotavano in abbondanza nei fiumi, una valle popolata da cervi che non conoscevano l’uomo ed erano talmente mansueti che prima di ucciderli si doveva sputare e chiedere perdono al loro spirito.
balani mise al mondo tre maschi, e qualcuno disse che Kalanu era riuscita a compiere la più difficile delle magie e a ingravidare la sua sposa, e altri dissero che Gugwei non era troppo vecchio per tenere compagnia a una do
La glaciazione cominciò e finì e la gente si sparse sul territorio dando vita a nuove tribù che scelsero nuovi totem: corvi e volpi e orsi e grandi felini e bufali, ogni animale contrassegnava l’identità di ciascuna tribù, e tutti erano dèi.
Nella nuova terra i mammut erano più grandi e più lenti, più sprovveduti dei mammut delle pianure siberiane, e i funghi pungh dalle sette macchie risultarono introvabili e Nunyu
Poi, al tempo dei nipoti di Dalani e Kalanu, un manipolo di guerrieri di una ricca e numerosa tribù che tornavano a casa da una spedizione a settentrione a caccia di schiavi, capitarono nella vallata dove si era stabilito il popolo originario: uccisero quasi tutti gli uomini e fecero prigionieri do
Nella speranza di ottenere clemenza uno dei bambini li portò in una caverna nella montagna dove trovarono il cranio di un mammut, ciò che restava della sua pelle, una tazza di legno e il teschio di Atsula l’oracolo.
Alcuni guerrieri avrebbero voluto prendere gli oggetti sacri, rubando gli dèi del Popolo Originario e assorbendone il potere, ma altri si opposero, dicendo che ciò avrebbe portato soltanto sfortuna, scatenando le ire dei loro dèi (perché questi erano i membri della tribù dei corvi, e i corvi sono divinità gelose).
Così gettarono tutto in un profondo dirupo e portarono con sé i sopravvissuti del Popolo Originario nel loro lungo viaggio verso sud. Le tribù dei corvi e le tribù delle volpi diventarono ancora più potenti in quella terra e ben presto Nunyu