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La vettura con la sirena li aveva raggiunti. Aveva rallentato e una voce amplificata stava gridando: «Fermatevi!». Shadow guardò Wednesday.
«Sterza sulla destra» gli ordinò lui. «A destra, buttati fuori strada.»
«Non posso con questa roba. Ci ribaltiamo.»
«Andrà tutto bene. A destra. Ora!»
Shadow girò il volante con la mano destra e il camper sussultò e sbandò. Per un attimo pensò di aver avuto ragione, che il Wi
Nuvole e foschia non c’erano più, anche la neve e il giorno erano scomparsi.
Adesso sopra la sua testa brillavano le stelle, sospese nel cielo come punte di lance luminose che fendevano la notte.
«Parcheggia qui» disse Wednesday. «Possiamo proseguire a piedi.»
Shadow spense il motore. Si sporse a prendere giacca, stivali e guanti e uscì dal veicolo. «Va bene. Andiamo.»
Wednesday lo guardò con un’espressione in cui oltre al divertimento si leggeva qualcos’altro, irritazione, forse. Oppure orgoglio. «Perché non dici niente?» gli chiese. «Perché non esclami che tutto questo è impossibile? Perché diavolo ti limiti a fare quello che dico e prendi le cose con quella calma assurda?»
«Perché non mi paghi per fare domande» rispose Shadow. E con la certezza di dire il vero, senza riflettere aggiunse: «Perché dopo Laura non mi sorprende più niente».
«Dopo che è tornata dal regno dei morti?»
«Dopo che ho saputo che si scopava Robbie. Quello sì che mi ha ferito. Tutto il resto rimane in superficie. Dove andiamo, adesso?»
Wednesday gli indicò un punto e sì avviarono. La terra sotto i loro piedi era rocciosa, levigata e vulcanica, a tratti scivolosa come vetro. L’aria era fresca, ma non fredda come d’inverno. Scesero goffamente una collina, incontrarono un sentiero sco
«Quello che cosa diavolo è?» chiese, ma Wednesday si portò un dito alle labbra e scosse deciso la testa. Silenzio.
Sembrava un ragno meccanico delle dimensioni di un trattore, di metallo blu, costellato di led luminosi. Era lì accovacciato ai piedi della collina. Vicino, per terra, c’erano ossa di ogni tipo, e accanto a ogni osso brillava una fiammella, poco più grande della fiamma di una candela.
Wednesday gli fece ce
Arrivò a fondovalle, fermandosi tra il ragno meccanico e le ossa.
Appoggiò una mano a terra per rialzarsi e con il palmo sfiorò una specie di femore e si ritrovò…
… in piedi, con una sigaretta in mano, a guardare l’orologio in pieno giorno. Tutt’intorno a lui c’erano macchine ferme, alcune vuote, altre con uomini a bordo. Rimpiangeva di aver bevuto quell’ultimo caffè, perché aveva un gran bisogno di pisciare e la cosa cominciava a metterlo a disagio.
Uno degli uomini della polizia locale, con una spruzzata di brina sui baffi spioventi, gli si avvicinò. Shadow aveva già dimenticato come si chiamava.
«Non so come abbiamo fatto a perderli» dice il poliziotto locale in tono avvilito.
«È stata un’illusione ottica» replica lui. «Capita, in particolari condizioni atmosferiche. Per via della foschia. È stato un miraggio. In verità loro erano su un’altra strada e noi abbiamo creduto che fossero su questa.»
Il poliziotto sembra deluso. «Ah. Pensavo che fosse una storia tipo X-Files.»
«Niente di così eccitante, temo.» Gli capita di soffrire di emorroidi e il culo ha appena cominciato a prudergli in quel modo che segnala una crisi infiammatoria. Vuole tornare nella sua Beltway. Vorrebbe tanto un albero dietro cui nascondersi: il bisogno di pisciare è sempre più forte. Butta la sigaretta per terra e la calpesta.
Il poliziotto si avvicina a una delle macchine della polizia e dice qualcosa al collega al volante. Scuotono entrambi la testa.
Lui tira fuori il telefono, tocca i tasti, fa scorrere il menu e trova l’indirizzo "Laundry", un nome che lo aveva tanto divertito digitare, un riferimento a The Man from U.N.C.L.E. Ma mentre guarda si rende conto che il riferimento è sbagliato, loro avevano una sartoria come copertura, era nella serie di telefilm Get Smart che c’era la lavanderia, e dopo tutti quegli a
Risponde una voce di do
«Parla Town per il signor World.»
«Attenda, prego. Vedo se è raggiungibile.»
Silenzio. Town incrocia le gambe, tira su la cintura — devo assolutamente perdere altri cinque chili - per allentare la pressione sulla vescica. Poi una voce cortese lo raggiunge al telefono: «Buongiorno, signor Town».
«Li abbiamo persi» dice Town. La frustrazione gli ha chiuso lo stomaco: erano i bastardi, i luridi figli di troia che ha
«Come?»
«Non lo so. Avevamo un posto di blocco, per loro non c’erano vie di fuga e invece sono spariti lo stesso.»
«Un altro piccolo mistero della vita. Non ti preoccupare. Hai calmato gli indigeni?»
«Ho detto che è stata un’illusione ottica.»
«L’ha
«Probabile.»
C’era qualcosa di molto familiare nella voce del signor World… una cosa strana da pensare, visto che lavorava per lui già da due a
«A questo punto sara
«Dobbiamo mandare degli uomini a intercettarli alla riserva?»
«Il gioco non vale la candela. Ci sono troppe questioni giurisdizionali, e il numero di burattini che posso manovrare in una mattina è limitato. Non abbiamo fretta. Torna indietro. Ora sono tutto preso a organizzare l’incontro politico.»
«Ci sono problemi?»
«È un casino. Ho proposto di farlo qua. I tecnologici lo vogliono a Austin o forse a San José, i giocatori a Hollywood, gli intangibili a Wall Street. Insomma tutti lo vogliono a casa propria. Nessuno cede.»
«Devo fare qualcosa?»
«Non ancora. Ne blandirò qualcuno, ad altri mostrerò i denti. Sai come va
«Sissignore.»
«Procedi, Town.»
Il collegamento viene interrotto.
Town pensa che avrebbe già dovuto chiamare gli uomini della S.W.A.T. per quel Wi
… e in quel momento Shadow sentì che una mano gli stava aprendo la sua, un dito alla volta, staccandola dal femore. Non aveva più bisogno di urinare; quel bisogno riguardava un altro. Era in piedi, in una valle coperta di rocce cristalline, sotto un cielo stellato.
Wednesday gli fece di nuovo segno di tacere. Poi si incamminò e lui lo seguì.
Dal ragno meccanico arrivò una specie di cigolio e Wednesday si immobilizzò di colpo. Anche Shadow si fermò. Gruppi di luci verdi intermittenti si alzarono e percorsero velocemente il ragno. Shadow cercò di non fare rumore respirando.