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«Il tredicesimo: se spruzzo dell’acqua sulla testa di un bambino egli non cadrà in battaglia.

«Il quattordicesimo: conosco i nomi di tutti gli dèi. Uno per uno.

«Quindicesimo: ho un sogno di potere, gloria, e saggezza, e posso fare in modo che la gente creda ai miei sogni.»

Adesso parlava a voce talmente bassa che Shadow dovette sforzarsi per distinguere le sue parole sopra il frastuono del motore.

«Il sedicesimo: se ho bisogno d’amore posso conquistare la mente e il cuore di ogni do

«Il diciassettesimo: nessuna do

«E conosco il diciottesimo, l’incantesimo più potente di tutti, e di quest’incantesimo non parlerò a nessuno, perché un segreto che nessuno conosce oltre a te è il segreto più potente che esista.»

Sospirò e tacque.

Shadow aveva la pelle d’oca. Era come se avesse appena visto una porta spalancarsi su un altro luogo, un posto lontano molti mondi dove gli impiccati oscillavano al vento a ogni crocicchio, e nottetempo le streghe si alzavano in volo lanciando strida.

«Laura» si limitò a dire.

Wednesday girò la testa e fissò Shadow nei suoi occhi chiari. «Non posso farla tornare in vita. Non so nemmeno perché non sia completamente morta come dovrebbe.»

«Credo di essere stato io» disse Shadow. «È stata colpa mia.»

Wednesday inarcò un sopracciglio.

«Mad Sweeney mi ha dato una moneta d’oro, la prima sera, quando mi ha fatto vedere il trucco. Da quanto ho capito deve avermi dato la moneta sbagliata. Era più potente del previsto e io l’ho regalata a Laura.»

Wednesday emise un grugnito, abbassò il mento sul petto e aggrottò la fronte. Poi si riappoggiò allo schienale. «In questo caso sì, può essere successo. E comunque no, non sono in grado di aiutarti. Quello che fai nel tuo tempo libero ovviamente è affar tuo.»

«Che cosa vorrebbe dire?»

«Vuol dire che non ti posso impedire di dare la caccia alle pietre aquiline e agli uccelli del tuono. Anche se preferirei infinitamente di più che trascorressi le tue giornate tranquillo e appartato a Lakeside, lontano da sguardi e, spero, da menti indiscrete. Quando le cose si mettera

Mentre parlava aveva un’aria molto vecchia e fragile, la sua pelle sembrava quasi trasparente e la carne, sotto la pelle, era grigiastra.

Shadow provò il forte desiderio di allungare una mano e posarla sulla mano grigia di Wednesday. Avrebbe voluto dirgli che tutto si sarebbe risolto per il meglio, una cosa che non credeva, ma che andava detta. Là fuori c’erano uomini dentro treni neri. C’era un ragazzo grasso in una lunga limousine e gente della televisione animata da cattive intenzioni.

Non lo toccò. Non gli disse niente.

Più tardi si chiese se avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi, se quel gesto sarebbe servito a qualcosa, se magari avrebbe potuto allontanare il male che li attendeva. Si rispose che non sarebbe bastato. Sapeva che non sarebbe servito a niente. Tuttavia, dopo, rimpianse che su quel lento volo di ritorno a casa non avesse, anche solo per un istante, sfiorato la mano di Wednesday con la sua.

La breve luce invernale stava già scomparendo quando Wednesday lasciò Shadow davanti a casa. La temperatura, quando aprì la portiera, paragonata al clima di Las Vegas sembrava ancora più da fantascienza.

«Stai lontano dai guai» disse Wednesday. «Fai poco chiasso e non dare nell’occhio.»

«Tutto contemporaneamente?»

«Non fare lo spiritoso con me, ragazzo. A Lakeside puoi passare inosservato. Ho dovuto chiedere un grande favore per tenerti qui al sicuro. In qualsiasi altra città ti scoverebbero nel giro di pochi minuti.»

«Starò buono e mi terrò alla larga dai guai.» Shadow lo pensava davvero. Di guai ne aveva avuti più che a sufficienza ed era pronto a farne a meno. «Quando torni?» chiese.

«Presto» rispose Wednesday. Diede gas alla Lincoln, chiuse il finestrino e ripartì nella notte gelida.

11

Tre uomini possono tenere un segreto, se due di loro sono morti.

Passarono tre giornate molto fredde. Il termometro non salì mai sopra i meno venti nemmeno a mezzogiorno. Shadow si chiedeva in quanti sopravvivessero a un tempo simile prima dell’elettricità, prima delle maschere e della biancheria di materiale termico, prima dei viaggi facili.

Era nel negozio di video, ca

Lo domandò a Hinzelma

«Vuoi sapere la verità?»

«La verità».

«Be’» disse il vecchio, «a volte non sopravvivevano all’inverno, e morivano. Camini malfunzionanti, stufe con una cattiva ventilazione ed escursioni termiche ne uccidevano almeno quanti ne uccideva il freddo. Erano tempi duri e la gente passava l’estate e l’autu

«I libri di storie valevano oro; qualsiasi cosa da leggere era considerata un tesoro, prima che ci fosse una biblioteca pubblica. Quando mio no

«A trenta chilometri da qui, a Jibway, trovarono una do

A Shadow tornò in mente che Hinzelma

Hinzelma

«Quanti di cosa?»

«Biglietti della bagnarola. Oggi la mettiamo sul lago, perciò è cominciata la vendita dei biglietti. Ogni biglietto costa cinque dollari, se ne prendi dieci spendi quaranta, venti costano settantacinque. Un biglietto ti dà diritto a cinque minuti. Ovviamente non è detto che andrà giù proprio nei tuoi cinque, ma quello che ci va più vicino vince cinquecento testoni, e se va giù proprio nei tuoi cinque minuti ne vinci mille. Prima comperi i biglietti e più hai possibilità di scelta. Vuoi vedere il foglietto informativo?»

«Certo.»

Hinzelma