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— È difficile da dire. Quando è cresciuto del tutto, ha radici come una pianta. Ma caccia come un animale e ha una bocca, il buco scuro al centro. L’hai visto?

— Sì, ma non mi ero resa conto di che cosa fosse.

— Non stavi guardando attentamente — disse la do

Feci il gesto della cortese accettazione di un buon consiglio.

Nia disse: — I fiori ha

Riflettei un momento. — Come si riproducono i fiori?

Ti-antai guardò Nia. — Hai ragione a proposito di queste persone. Curiosano in cose di cui non sa

"Entrano altre cose nella lozione, ma quello che conta sono i corpi dei piccoli."

Strano, pensai. Ed ero la persona sbagliata per essere lì ad ascoltare. Ci sarebbe dovuta essere Marina In-vista-dell’Olimpo.

— Adesso vattene — mi disse la do

Mi alzai e feci il gesto della gratitudine.

Nia disse: — Verrò con te fino alle barche. Ho un messaggio di Angai.

Lasciammo il villaggio, seguendo la pista che scendeva lungo la scogliera del fiume.

Nia disse: — Angai ha preso una decisione.

— Qual è?

— Ve la riferirà lei questo pomeriggio. Venite su al villaggio appena prima del tramonto. Tutti quanti. Le do

"Di notte c’è stata una festa. Angai ha mandato via l’oracolo. È dovuto restare in una tenda che era stata abbandonata da uno degli uomini anziani, un uomo che è impazzito all’improvviso e se ne è andato via sulla pianura. A me è stato permesso di restare.

"Organizziamo sempre una festa dopo un’importante discussione. Ci ricorda che siamo un solo popolo. Ma le discussioni non sono finite. Anhar ha raccontato una storia."

— Chi?

— È la migliore narratrice del villaggio. Piace alla maggior parte delle persone. A me no. È stata una delle do

Eravamo a metà della discesa della scogliera e procedevamo nella foresta ombrosa. Il dito aveva smesso di farmi male.

— La storia non è una delle nostre, ma proviene dal Popolo dell’Ambra. Parla dell’Imbroglione.

— Te la ricordi? — chiesi.

Nia fece il gesto che significava "sì". — Arrivò in un villaggio, nascosto sotto i pa

— Non ora. Più tardi, quando avrò una delle piccole scatole che ricordano ciò che si dice.

— Aiya! - esclamò Nia.

— Che cosa successe poi? — chiesi.

— Nella storia? Le do

"Con uno stratagemma lo fecero entrare in una pentola d’acqua. Vi misero sopra il coperchio e lo fecero bollire finché non morì. La storia si conclude con una canzone. La canzone fa così." Nia cantò:

"Uh! La mia carne

data in pasto alle lucertole!

"Uh! Le mie ossa

trasformate in flauti!

"Uh! La mia musica

è forte e sgradevole!

"Uh! La mia musica

suona così!".

— L’Imbroglione è morto? — chiesi.

— Solo per un po’ di tempo. Lui ritorna sempre. Angai era furiosa.

— Perché? — Eravamo arrivate sull’argine del fiume. Davanti a noi c’era la mia imbarcazione, da cui proveniva un aroma di caffè e pancetta affumicata.

— Anhar stava dicendo che voi siete degli istigatori come l’Imbroglione, che inga

"Non so che cosa abbia deciso Angai, ma so che non vuole far piacere ad Anhar." Nia indicò la barca con un ce

— Okay — dissi.

Se ne andò. Io salii a bordo dell’imbarcazione. Il tavolo pieghevole era sollevato. Agopian, Eddie e la Ivanova vi stavano seduti intorno.

— Elizaveta ha parlato con il campo — riferì Eddie.

— Oh, sì? — Mi sedetti e mi versai una tazza di caffè.

Lei a

Stavo per prendere il latte ma mi arrestai con la mano a mezz’aria. — Oh-oh.

— Sta

— Credevo che lo stessero facendo anche prima.

— Solo con il materiale proveniente dalla nave. La sostanza organica originaria del pianeta veniva seppellita.

I resti degli esemplari di Marina.

Agopian mangiò un pezzo di pancetta affumicata. — Nessuno dovrà andare a nuotare.

— Qui?

— No. Al campo.

— Che cosa è successo al tuo dito? — s’informò Eddie.

Raccontai loro del fiore.

Eddie scosse il capo. — Continuiamo a pensare che questo pianeta sia come la Terra. Io credo che, se resteremo, avremo sempre più sorprese, non sempre piacevoli.

— Forse. Mi sono imbattuta in Nia sulla scogliera. Ha detto che dobbiamo andare al villaggio questo pomeriggio sul tardi. Angai ha preso una decisione. Non chiedetemi quale sia. Nia non ha nemmeno voluto fare congetture.

Finii la colazione, poi andai a fare una nuotata. Dopo indossai un paio di jeans e una camicia di seta rossa.

Naturalmente avevamo dei bachi da seta sulla nave, e un giardino pieno di gelsi. Ma la camicia era stata fatta sulla Terra. C’era l’etichetta di un sindacato nella parte posteriore del colletto, con su scritto LAVORATORI TESSILI DI SHANGHAI. Accanto alla scritta si vedeva una persona, non avrei saputo distinguerne il sesso, seduta in groppa a una gru in volo. La persona teneva in mano un fuso e aveva le vesti che le svolazzavano. Alle spalle della gru c’era una stella a cinque punte.

Il tipo sulla gru era quasi certamente un immortale taoista, e la stella a cinque punte era un emblema della rivoluzione. La camicia dava una sensazione meravigliosa sulla mia pelle.

Era una brutta giornata, con l’aria calda e stagnante. Eravamo tutti irrequieti. Io, Eddie e Derek lavorammo ai nostri rapporti. Tatiana e Agopian eseguivano controlli dell’attrezzatura, mentre la Ivanova andava avanti e indietro da una barca all’altra. Soltanto il signor Fang sembrava tranquillo. Dopo pranzo andai sulla sua barca. Il vecchio era seduto sul ponte. Aveva di fronte una scacchiera, con accanto una teiera piena di tè.

— Se stai cercando Yunqi, è andata a fare una nuotata, mettendosi in una situazione davvero terribile. Non vedo una via di uscita per lei. — Indicò con la mano i pezzi sulla scacchiera.