Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 63 из 131

Bellamy non avrebbe mai più scordato quella notte travagliata. La prima di molte, per Peter. Lui era stato invitato nella villa dei Solomon in Potomac per il diciottesimo complea

Bellamy era arrivato presto ed era stato fatto accomodare nello studio privato di Peter. Era un ambiente molto elegante, che profumava di cuoio, fuoco di legna e foglie di tè. Warren era già seduto quando Peter era arrivato con il figlio. Nel vedere Bellamy, Zachary si era rabbuiato. "Cosa ci fa lei qui?"

"Sono venuto in veste di testimone" aveva risposto Bellamy. "Buon complea

Il ragazzo, magrissimo, aveva borbottato qualcosa e si era girato dall’altra parte.

"Siediti, Zach" aveva detto Peter.

Zachary aveva preso posto sull’unica sedia di fronte all’imponente scrivania in legno del padre. Solomon aveva chiuso a chiave la porta, mentre Bellamy si era accomodato un po’ in disparte.

Solomon si era rivolto al figlio in tono molto serio. "Sai perché sei qui?"

"Credo di sì" aveva risposto Zachary.

Solomon aveva fatto un lungo respiro. "So che non andiamo molto d’accordo, Zach, ma ho cercato di essere un buon padre e di prepararti a questo momento."

Zachary era rimasto in silenzio.

"Come sai, tutti i Solomon, raggiunta la maggiore età, ricevono ciò che spetta loro di diritto alla nascita, ovvero una fetta del Patrimonio di famiglia. La tradizione vuole che sia un seme… da curare, far germogliare e usare per il bene dell’umanità."

Solomon si era avvicinato alla cassaforte a muro, l’aveva aperta e aveva preso una spessa cartellina nera. "Qui c’è tutto quello che serve per trasferire legalmente il lascito che ti spetta in un conto a tuo nome." Aveva posato la cartellina sulla scrivania. "Dovrai usare questo denaro per costruirti una vita produttiva e prospera, e per aiutare il prossimo."

Zachary aveva allungato la mano per prendere la cartellina. "Grazie."

"Aspetta" lo aveva fermato il padre, posandoci la mano sopra. "Prima ti devo spiegare una cosa."

Zachary gli aveva lanciato un’occhiataccia ed era tornato ad accasciarsi sulla sedia in modo scomposto.

"Ci sono aspetti dell’eredità dei Solomon di cui ancora non sei al corrente." Peter lo guardava negli occhi. "Sei diventato maggiore

Il ragazzo aveva alzato la testa, incuriosito.

"È una scelta determinante per il tuo futuro, per cui vorrei che ci riflettessi con grande serietà."

"Tra cosa devo scegliere?"

Il padre aveva preso fiato prima di rispondere: "Tra ricchezza e saggezza".

Zachary l’aveva guardato senza capire. "Tra ricchezza e saggezza?"

Solomon si era alzato in piedi, era tornato alla cassaforte e aveva preso una pesante piramide di granito, su cui erano incisi simboli massonici. Poi l’aveva posata sulla scrivania, accanto alla cartellina nera. "Questa piramide è molto antica e da generazioni la nostra famiglia ha il privilegio di custodirla."

"Una piramide?" Zachary non sembrava particolarmente entusiasta.

"Figliolo, questa piramide è una mappa… una mappa che rivela l’ubicazione di uno dei piu grandi tesori nascosti dell’umanità. Il suo scopo è consentire che un giorno questo tesoro venga riscoperto." Nella voce di Peter c’era una nota di orgoglio. "E stasera, nel rispetto della tradizione, io la offro a te… a certe condizioni."

Zachary l’aveva guardata sospettoso. "Che tesoro è?"

Bellamy aveva intuito che Peter non si aspettava quella domanda tanto rozza. Lui, però, era rimasto imperturbabile.

"Zachary, è difficile da spiegare… Ma questo tesoro, in pratica, è… ciò che chiamiamo gli antichi misteri."

Zachary era scoppiato a ridere. Forse pensava che suo padre stesse scherzando.

Bellamy si era accorto che Peter era sempre più sconfortato.

"È difficile da spiegare, Zach. Per tradizione, quando un Solomon compie diciotto a

"Te l’ho già detto: non voglio andare all’università!" lo aveva interrotto Zachary.

"Non intendevo l’università" aveva ribattuto il padre senza perdere la calma. "Parlavo della massoneria e dello studio dei grandi misteri dell’umana scienza. Se tu avessi intenzione di entrare nella fratellanza, verresti edotto sull’importanza del passo che stai per compiere."

Zachary aveva alzato gli occhi al cielo. "Ti prego, risparmiami l’e

Suo padre era rimasto a lungo in silenzio, e Bellamy aveva notato che intorno agli occhi ancora giovanili gli si stavano formando rughe sottili.

"Sì, capisco" aveva risposto Peter dopo un po’. "I tempi sono cambiati. Mi rendo conto che la massoneria ti possa sembrare strana, e persino noiosa. Ma voglio che tu sappia che quella porta sarà sempre aperta per te, nel caso cambiassi idea."

"Non contarci troppo" aveva ribattuto il ragazzo.

"Adesso basta!" Peter, spazientito, si era alzato in piedi. "Lo so che hai avuto i tuoi problemi, ma io non posso essere l’unico punto di riferimento per te. Ci sono molte persone fidate che ti aspettano e che sarebbero felici di accoglierti nella fratellanza per mostrarti il tuo vero potenziale."

Zachary aveva lanciato un’occhiata all’amico di suo padre, ridacchiando. "È per questo che lei è qui, signor Bellamy? Per accalappiarmi?"

Bellamy era rimasto zitto e aveva riportato lo sguardo su Peter per ricordare a Zachary chi fosse a comandare lì dentro, e lui aveva fatto altrettanto.

"In questo modo non arriviamo da nessuna parte, Zach" aveva detto Peter. "Mettiamola così: che tu comprenda o no le responsabilità che ti vengono offerte stasera, è un mio dovere proporti la scelta." Aveva indicato la piramide. "Custodire la piramide è un grande onore. Vorrei che riflettessi su questa opportunità prima di prendere una decisione."

"Da quando in qua fare la guardia a un sasso è un’opportunità?"

"In questo mondo ci sono misteri di insondabile profondità, Zach" aveva detto Peter con un sospiro. "Segreti che tu neanche immagini. Questa piramide li protegge, e un giorno, quando verrà decifrata, probabilmente nel corso della tua vita, essi verra

Zachary lo guardava come se fosse impazzito. "Avrai anche ragione, papà, ma non esiste che io rinunci alla mia eredità per ’sta cosa" aveva detto indicando la piramide.

Peter aveva incrociato le braccia. "Se sceglierai di accettare questa responsabilità, io conserverò per te sia la piramide sia il denaro finché non avrai completato la tua istruzione nella massoneria. Ci vorra

"Cristo!" era sbottato Zachary. "Non ti arrendi mai, eh, papà? Non capisci che non me ne frega niente dei massoni, delle loro piramidi e dei loro antichi misteri?" Aveva allungato la mano e preso la cartellina nera, sventolandola sotto il naso del padre. "Io ho diritto a questo, come tutti gli altri Solomon prima di me! Non posso credere che tu abbia cercato di fregarmi l’eredità con delle stupide mappe del tesoro!" Si era messo la cartellina sotto il braccio ed era uscito.