Страница 29 из 48
Guardò Sutty, la testa un po’ inclinata di lato, un vecchio uccellino dalla vista acuta. Aveva finito di accomodarsi pian piano sul cuscino, e adesso sistemò la pettorina di lana nera, e pareva un uccello che si lisciasse le piume. «Vuoi imparare la Narrazione, lo so. Dovresti andare là» disse. «Qui… c’è ben poco, qui. Pezzetti, frammenti. Quello che ho io, quello che ha qualche maz. Non molto. Sempre meno. Va’ sul Silong, figlia Sutty. Forse potrai trovare un compagno. Essere un maz. Eh?» La sua faccia s’increspò di colpo in un sorriso straordinario, sdentato, raggiante. Elyed sussultò leggermente, ridendo. «Va’ sul Silong…»
Stavano entrando altre persone. Elyed mise le mani in grembo e cominciò a salmodiare sommessa: «Il due dall’uno, l’uno dal due…».
Sei
Sutty andò a parlare con Odiedin Manma. Nonostante i suoi insegnamenti enigmatici, nonostante l’evento straordinario accaduto durante quella lezione (e adesso era sicurissima di averlo soltanto immaginato), riteneva che, tra tutti i maz che conosceva, Odiedin fosse il più informato e perspicace per quanto riguardava la politica e le cose del mondo, e lei aveva un disperato bisogno di consigli pratici. Attese che la lezione fosse terminata, poi gli chiese un parere.
«Maz Elyed vuole che vada in quel luogo, in quell’umyazu, perché pensa che se io andrò là, la mia presenza proteggerà l’umyazu? Maz Elyed potrebbe sbagliarsi, secondo me. Credo che le divise blu-marroni mi sorveglino di continuo. Quello è un posto segreto, un posto nascosto, no? Se andassi là, loro potrebbero seguirmi facilmente. Può darsi che abbiano congegni di rilevamento di ogni tipo.»
Odiedin alzò la mano, l’aria gentile ma seria. «Non credo che ti seguira
«Lo sai per certo?»
Lui a
Sutty gli credette. Ricordava la rete invisibile che aveva percepito poco dopo il suo arrivo. Odiedin era uno di quelli che la tessevano.
«Comunque, la via del Silong non è una pista facile da seguire. E tu potresti partire senza farti notare.» Il maz si mordicchiò un labbro. Una traccia di calore, un’espressione gradevole, era apparsa sul suo volto scuro e severo. «Se maz Elyed ti ha consigliato di andare là, e se tu vuoi andare, io potrei indicarti il cammino» disse.
«Davvero?»
«Sono stato al Grembo del Silong, una volta. Avevo dodici a
Sutty cercò di non lasciare alcuna traccia, nessuna "orma nella polvere". Non informò Tong, gli comunicò soltanto che aveva intenzione nei prossimi mesi di fare qualche breve escursione nei dintorni. Non disse nulla agli amici, né ai conoscenti né agli insegnanti, a parte Elyed e Odiedin. Era preoccupata per i cristalli… quattro, adesso, perché aveva scaricato di nuovo il noter. Non poteva lasciarli a casa di Iziezi, il primo posto dove le divise blu-marroni li avrebbero cercati. Si stava arrovellando per decidere dove e come sotterrarli senza essere vista, quando Ottiar e Uming, con la massima indifferenza, le dissero che, dato il gran daffare della polizia in quei giorni, avevano intenzione di nascondere per qualche tempo il loro mandala in un luogo sicuro… lei, per caso, aveva qualcosa da mettere al sicuro insieme al mandala? La loro intuizione le parve sorprendente, poi però ricordò che anche loro facevano parte della rete, che da quando erano adulti erano sempre vissuti in segretezza, nascondendo tutto ciò che per loro era prezioso. Diede ai maz i cristalli. Loro le dissero dov’era il nascondiglio. «Non si sa mai» fece Ottiar, pacata. Sutty disse ai maz chi era Tong Ov e cosa riferirgli, caso mai fosse successo qualcosa. Si separarono con abbracci affettuosi.
Infine, Sutty parlò a Iziezi del lungo viaggio che intendeva fare sulle montagne.
«Akidan verrà con te» a
Akidan era fuori con alcuni amici. Le due do
«Sulle montagne? Ma… Può darsi che stiamo via a lungo.»
«Akidan è salito sulle colline parecchie volte. Quest’estate compirà diciassette a
«Ma tu cosa farai?» Akidan sbrigava le commissioni della zia, faceva la spesa per lei, le puliva la casa, le portava le cose, l’aiutava quando le scivolava una stampella.
«La figlia di mia cugina verrà a stare con me.»
«Mizi? Ma ha appena sei a
«È un aiuto.»
«Iziezi, non so se sia una buona idea. Può darsi che vada molto lontano. Può darsi addirittura che passi l’inverno in uno dei villaggi lassù.»
«Cara Sutty, non devi preoccuparti di Ki. Maz Odiedin Manma gli ha detto di venire. Andare con un maestro al Grembo del Silong è il sogno della sua vita. Ki vuole diventare maz. Naturalmente, deve crescere e trovare una compagna. Forse, adesso pensa soprattutto a trovare una compagna.» Iziezi sorrise un po’, non tanto allegramente. «I suoi genitori erano maz.»
«Tua sorella?»
«Lei era maz Ariezi Meneng.» La do
«Quanto tempo fa…?»
«Dodici a
«Ki aveva quattro a
«Quasi cinque. Li ricorda un po’, i genitori. Io cerco di aiutarlo a ricordarli. Gli parlo di loro.»
Sutty rimase a lungo in silenzio. Sparecchiò la tavola, infine tornò a sedersi. «Iziezi, sei mia amica. Akidan è come un figlio per te. Non posso non preoccuparmi di lui. Potrebbe essere un viaggio pericoloso. Potrebbero seguirci.»
«Nessuno segue la gente della Montagna sulla Montagna, cara Sutty.»
Avevano tutti quella sicurezza serena, temeraria, quando parlavano delle montagne. Nessun problema. Nulla da temere. Forse dovevano pensare così, per riuscire a tirare avanti.
Sutty comprò due sacchi a pelo leggerissimi dalle proprietà termiche miracolose, uno per sé e uno per Akidan. Iziezi protestò, pro forma. Akidan ne fu entusiasta e, come un bambino, da quella notte dormì nel sacco a pelo soffocando dal caldo.