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Lui poteva indossare la tuta grande; non sarebbe stata la prima volta, ma l’altra era inutilizzabile. E non poteva esporre Roic a un tale rischio…

Roic arrivò di corsa. — Ho trovato la macchina del ghiaccio, signore. Non si sono ricordati di chiuderla prima di evacuare la nave. È piena fino all’orlo.

Miles si tolse lo storditore, lo appoggiò sul lettino, poi provò a entrare nella tuta più grande.

— Che cosa pensa di fare, con rispetto parlando, Milord? — chiese Roic cautamente.

— Porteremo Bel quassù. O meglio, ce lo porto io. È qui che i medici vorra

Roic, il volto rigido, si mosse. Miles impiegò dei preziosi minuti per trasportare il ghiaccio nella vasca; per fortuna poté utilizzare la barella a levitazione. Stava per andare a prenderne ancora, quando il comunicatore suonò.

— Ho trovato una tuta, Milord. Mi va appena bene, ma quando l’avrò indossata non potrò più parlare con lei attraverso il nostro comunicatore; dovrò usare il canale pubblico.

— Sopravvivremo. Mettiti subito in contatto con Vorpatril non appena ti sei chiuso dentro; assicurati che i suoi medici possano comunicare con noi quando arrivera

— Benissimo, Milord.

— Vediamoci da Bel.

— Sì, Milord. Sto mettendo la tuta. — La voce si spense.

Con un certo rimpianto, anche Miles dovette rinunciare all’uso del suo comunicatore non appena indossata la tuta. Sistemò quindi lo storditore in una delle tasche esterne sulla coscia, poi aggiustò il flusso di ossigeno con pochi tocchi sul pa

Roic stava arrivando a passi pesanti giù per il corridoio, mentre Miles con la barella entrava nel locale dove si trovava Bel. La tuta dell’armiere, che portava un numero di serie del reparto macchine della Idris, era certamente una protezione altrettanto efficace di quella di Miles, anche se aveva guanti più spessi e pesanti.

Miles gli fece segno di avvicinarsi. — Ridurremo la pressione nel baccello per sgonfiarlo in parte, poi lo carichiamo sulla barella, e lo portiamo di corsa in infermeria. Non ho intenzione di aprirlo prima di essere sicuro che le barriere molecolari del locale siano attivate.

— Non sarebbe meglio aspettare che arrivino i medici della Prince Xav per farlo, Milord? — chiese Roic nervosamente. — Sara

— No. Perché non vorrei che fosse troppo tardi. Per non aprirlo nell’atmosfera della nave, cercherò di collegarlo a un altro baccello, che faccia da serbatoio. Mentre vai a prenderlo, cerca anche un tubo e del nastro sigillante.

Roic rispose con un gesto di consenso insoddisfatto, e si diede da fare.

Miles si avvicinò all’oblò. — Bel? Bel? — gridò attraverso il casco. Anche se attutito, avrebbe dovuto essere udibile, da

Bel, ancora con gli occhi vacui, non mostrò alcuna reazione. Può non essere infetto, cercò di farsi coraggio Miles, forse è in quello stato a causa delle droghe che il ba ha usato per assicurarsi la sua cooperazione. Prima era stato stordito da Gupta, poi riempito di stimolanti dal ba per fargli riprendere coscienza, quindi sottoposto a ipnotici per convincere le guardie a farli entrare nell’astronave. E forse, una volta dentro, riempito di penta-rapido e sedativi per tenerlo stordito, mentre il ba eseguiva il suo compito di prelevare le cellule dei feti. Miles sperò che fosse così.

Nel frattempo Roic era arrivato con il baccello sgonfio che Miles distese sul pavimento accanto a quello di Bel. Se il residuo del corpo di Solian fosse stato lì dentro, il trasferimento d’aria non lo avrebbe certamente contaminato. Miles, mentre trafficava, si chiese, se non fosse arrivato in tempo, se i resti di Bel sarebbero sfuggiti tanto a lungo alla ricerca quanto quelli di Solian. Era quello il piano del ba? Assassinio e occultamento del cadavere in una sola mossasi inginocchiò accanto al baccello di Bel e aprì il pa

Miles avrebbe voluto poter correre per arrivare il più presto possibile al bagno dell’infermeria. Comunque arrivarono. Prima di entrare fece ce

— Milord, è sicuro di non voler fare il contrario?

— Sono sicuro.

Roic si fermò con riluttanza. Miles attese fino a che non vide, attraverso la porta, le linee di luce azzurra che indicavano l’attivazione delle barriere, quindi si chinò, aprì il baccello e tirò fuori il corpo teso e tremante che riuscì a far scivolare nella vasca di ghiaccio e acqua. Bel sussultò per lo shock, tanto che Miles si augurò che il suo intervento non gli provocasse un infarto fatale. Ma subito dopo Bel si mosse per mettersi in posizione fetale: una reazione incoraggiante.

Le mani di Miles che tenevano pressato Bel sott’acqua erano diventate quasi insensibili per il freddo, ma la temperatura dell’erm non sembrava risentire di quel trattamento i

Erano passati diversi a

Ora invece la sua pelle era segnata da pallide chiazze rosse; il corpo, mentre si agitava nel bagno ghiacciato sotto le mani ansiose di Miles, aveva una strana consistenza, a volte gonfia e tesa, a volte molle. Miles lo chiamò, tentò con la sua migliore voce da L’ammiraglio Naismith comanda, gli raccontò una barzelletta sconcia, sempre senza penetrare il suo stato di torpore.

È una pessima idea piangere in una tuta anticontaminazione, quasi altrettanto brutta che vomitare in una tuta a pressione. Non ci si possono asciugare gli occhi, o pulire il naso. E quando qualcuno ti tocca sulla spalla senza che tu te lo aspetti, fai un salto come se ti avessero sparato, e poi ti accorgi che ti sta

— Lord Ispettore Vorkosigan, va tutto bene? — chiese il medico della Prince Xav.

Miles deglutì, mentre riprendeva il controllo. — Io sto bene, grazie. È lui che sta molto male. L’ha

— Mi ha