Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 35 из 79

Miles sospirò. — Tu sei il rappresentante della Stazione Graf qui; e tu lo sai, quindi le autorità lo sa

Bel si accigliò. — Questo ragionamento è troppo disonesto anche per me.

— Ti chiedo solo di aspettare. Potrei anche finire per comprare a Dubauer una nave veloce perché possa portare via il suo carico, preferibilmente una che non batta bandiera barrayarana. Tutto dipende dalle istruzioni che mi arrivera

— Be’… va bene. Ma non per molto.

— Ho bisogno di raggiungere la mia comconsolle sulla Kestrel. Sigilliamo questa stiva e continuiamo più tardi. No, aspetta. Prima voglio dare un’occhiata alla cabina di Dubauer.

— Miles, per farlo ci vuole un mandato di perquisizione.

— Ma come siamo diventati pedanti con la vecchiaia. Questa è una nave barrayarana, e io sono la Voce di Gregor. Io non ho bisogno di richiedere mandati di perquisizione, io li emetto.

Miles fece un ultimo giro della stiva prima di lasciare che Roic la richiudesse. Non vide nulla di diverso, solo enormemente di più di quello che avevano già visto. Cinquanta slitte, il che voleva dire un sacco di replicatori uterini. E comunque non c’erano cadaveri in decomposizione nascosti dietro le rastrelliere, da nessuna parte. Peccato.

La cabina di Dubauer, una volta tornati nel modulo abitativo, non rivelò niente di particolare. Era una piccola cabina, di quelle economiche, e se il… la persona di genere sconosciuto che la occupava aveva degli effetti personali, evidentemente se li era portati dietro quando i quad avevano trasferito i passeggeri in albergo. Anche lì, niente corpi sotto il letto o negli armadietti. Gli uomini di Brun di certo l’avevano perquisita almeno una volta, il giorno dopo la scomparsa di Solian.

Miles si fece un appunto mentale di chiedere un esame più accurato sia della cabina, sia della stiva con i replicatori. Un esame a livello microscopico. Ma… da chi? Non voleva ancora far sapere a Ve

— Ti risulta che i cetagandani abbiano degli agenti qui nello Spazio Quad? — chiese a Bel mentre uscivano dalla cabina e la richiudevano. — Hai mai incontrato i tuoi colleghi?

Bel scosse la testa. — La gente che viene dalla tua regione dello spazio non è numerosa in questo braccio del Complesso Iperspaziale. Barrayar non ha nemmeno un console sulla Stazione Union, e neanche Cetaganda. Ha

Prima di lasciare l’Idris, Roic insistette perché Bel chiamasse Ve

— Sarebbe difficile ottenere da Greenlaw il permesso di sottoporre Dubauer a penta-rapido? — chiese Miles a Bel, mentre entravano nel portello della Kestrel.

— Be’, ci vuole un ordine del tribunale. E per averlo dovremmo convincere un giudice quad.

— Hm. Mi viene in mente un’alternativa più semplice: tendere un agguato a Dubauer, addormentarlo e portarcelo a bordo dell’Idris.

— Sì, tipico di te — sospirò Bel. — Ma mi costerebbe il posto, se Watts scoprisse che ti ho aiutato. Se Dubauer è i

— Dubauer non è i

— Non necessariamente. Il suo documento di carico dice soltanto: Mammiferi, geneticamente modificati, assortiti. Non puoi dire che non siano mammiferi.

— Allora diciamo che è colpevole di traffico di minori per scopi immorali. Traffico di schiavi. Diavolo, a qualcosa penserò. — Miles fece ce

Aggiustò il cono di sicurezza e respirò a fondo, tentando di mettere un po’ in ordine i suoi pensieri tumultuosi. Non c’era un modo più rapido di far arrivare un messaggio a fascia stretta, per quanto in codice, dallo Spazio Quad a Barrayar che attraverso il sistema di collegamento commerciale. I fasci contenenti i messaggi erano inviati alla velocità della luce attraverso lo spazio locale fra le stazioni di salto iperspaziale. I messaggi arrivati durante l’ora o il giorno precedente erano raccolti dalla Stazione e caricati o su navi appositamente dedicate allo scopo, navi comunicazione che saltavano avanti e indietro a orari regolari per rilasciare il fascio di messaggi verso la postazione successiva, o, su rotte meno trafficate, sulla prima nave che effettuava il balzo. Per andare e tornare dallo Spazio Quad a Barrayar un messaggio avrebbe impiegato diversi giorni, se tutto andava bene.

Indirizzò il messaggio all’Imperatore Gregor, al capo di ImpSec Allegre, e al Quartier Generale delle operazioni galattiche di ImpSec su Komarr. Dopo avere fatto un breve riassunto della situazione, comprese ampie rassicurazioni sulla sua salute dopo l’attentato, descrisse Dubauer quanto più dettagliatamente possibile, e il sorprendente carico che aveva trovato a bordo dell’Idris. Chiese poi un rapporto particolareggiato delle nuove tensioni con i cetagandani cui Gregor aveva alluso, e allegò la richiesta urgente di sapere se e quali agenti i cetagandani ci fossero nello Spazio Quad. Fece passare il tutto attraverso il codificatore della Kestrel e lo inviò.

E adesso doveva aspettare una risposta che poteva anche essere del tutto inconcludente? No…

Fece un salto sulla sedia sentendo pulsare il suo comunicatore da polso. Deglutì e lo attivò. — Vorkosigan.

— Ciao, Miles. — Era la voce di Ekaterin; il suo battito cardiaco rallentò. — Hai un momento?

— Non solo: ho la comconsolle della Kestrel tutta per noi, per quanto sia difficile da credere.

— Oh! Solo un secondo, allora… — Il canale sul comunicatore da polso ve

— Be’, non proprio. — Miles portò la mano alle labbra e trasferì un bacio all’immagine di lei. — Dove sei? — chiese.

— Nella mia cabina sulla Prince Xav. L’ammiraglio Vorpatril me ne ha data una molto carina. Temo che abbia sloggiato un ufficiale, poveretto. Tu stai bene? Hai cenato?

— Cenato?

— Oh, santo cielo, conosco quello sguardo. Prima di ricominciare a lavorare, fatti portare un vassoio di razioni.

— Sì, amore — le rispose sorridendo. — E tu stai studiando il modo migliore di fare la madre?

— In realtà, fare la madre credo che sia più che altro una specie di servizio pubblico. E tu hai scoperto qualcosa di interessante e utile?

— Interessante è dir poco… Be’, non ne sono sicuro. — Descrisse la sua scoperta a bordo dell’Idris, in termini solo leggermente più coloriti di quelli che aveva utilizzato nel messaggio inviato a Gregor.

Ekaterin spalancò gli occhi. — Santo cielo! E io ero tutta eccitata perché pensavo di avere trovato un indizio per te! Temo che il mio sia solo un pettegolezzo, in confronto.